Vito Crimi: si corre con liste civiche o da soli, a Milano e a Genova contatti con liste civiche, ma non si esclude un appoggio a Beppe Sala a Milano e a Ferruccio Sansa a Genova

Vito Crimi il “gerarca reggente” pentastellato prevede de la possibilità di valutare le ipotesi di ‘correre’ da soli o insieme a liste civiche”. Questa sarà la linea del Movimento 5 Stelle fino ad aprile, cioè fino al ritorno di Luigi Di Maio (a rieccolo come intitolava su Amintore Fanfani, personalità criticata ma di spessore politico e culturale indiscutibilmente maggiore a Di Maio). In primavera si voterà in Puglia, Veneto, Marche, Toscana, Liguria, Campania. Chiaro che non è facile costituire una lista civica gli incompetenti e fanatici elettori di destra, di sinistra e 5 stelle non lo sanno, ma in questo Vito Crimi è espertissimo, è stato uno dei pochi 5 Stelle che ha lavorato in vita sua prima di darsi alla politica, è stato lui ad organizzare burocraticamente bisogna dargliene atto, la prima lista 5 Stelle in Regione Lombardia (2010) e, con altri dieci (tutti poi espulsi dal Movimento o che se ne sono andati intuendo in anticipo cosa c’era dietro) farla a Milano nel 2011. Inoltre a parte tutte le difficoltà burocratiche sarà ben difficile che cittadini si prestino a candidarsi in una lista civica civetta dei 5 Stelle.  Meglio dunque cercare, come si cerca di fare a Milano e in Liguria, liste civiche già esistenti. In Liguria e a Milano però vi sono due liste civiche refrattarie ad accordi con chiunque, e, al limite, accordi locali programmatici, non certo con i 5 Stelle che hanno tradito i principi originari anche a livello locale.  Ancora troppo presto per capire chi sarà scelto come candidato sindaco in quel di Milano (l’ex sfidante di Stefano Parisi, Gianluca Corrado, Simone Sollazzo, mentre Patrizia Bedori ha già fatto due mandati, anche se è caduto o cadrà presto l vincolo dei due mandati).

In Liguria sarà scelta Alice Salvatore colei che giubilò la candidata sindaco di Genova Marika Cassimatis democraticamente eletta dalla base, imponendo, con l’aiuto di Beppe Grillo, il suo portaborse Gianluca Pirondini. Sarà quindi Sansa (o Salvatore) l’anti Toti?

Complicazione nella complicazione, a Milano e a Genova i vertici nazionali di Pd e 5 Stelle (soprattutto a Genova) stanno invece trattando un’alleanza. A Genova il candidato sindaco di Pd e 5 Stelle potrebbe essere il figlio dell’ex sindaco del centro sinistra di Genova Adriano Sansa, il giornalista Ferruccio Sansa, personalità di spicco, molto apprezzato per lo spessore culturale (personaggio quindi anomalo per i 5 Stelle abituati a personalità di basso livello).   A Milano invece si punterebbe ad un appoggio al sindaco uscente Beppe Sala, verso il quale i consiglieri grillini non hanno quasi mai fatto opposizione e, ultimamente, votano alcune delibere. Sala del resto dialoga con i 5 Stelle anche se, conoscendo tutte le realtà associative milanesi, potrebbe perdere, alleandosi con i 5 Stelle, il sostegno, peraltro mai avuto ufficialmente di una lista civica che, pur dialogando con Sala, seppur con alcune remore, potrebbe chiudere ogni dialogo nel caso di un accordo Sala-5 Stelle. Il sindaco di Milano potrebbe fare da traghettatore ed unire lista civica e 5 Stelle, intanto compaiono i primi sondaggi, i 5 Stelle sono dati al 2,5% poco al di sopra della stessa lista civica, sia chiaro non è la lista civica ad avere consensi (ma forse anche si) sono i 5 Stelle che a Milano non hanno mai avuto fortuna ad essere ormai al fotofinish. Nella confusione più totale, creata dai 5 Stelle, a Milano il leader della Lega Matteo Salvini, che ben conosce la città, sa benissimo che fra la lista civica e il Movimento 5 Stelle vi sono insanabili contrasti e gioca su questa divisione al fine di accaparrarsi il sostegno di liste civiche o, cosa più difficile, dei 5 stelle milanesi. A complicare ulteriormente le cose c’è stato un incontro fra un esponente di una lista civica con un esponente milanese dei 5 Stelle, i due non hanno mai litigato. A Milano siamo veramente strani, originali, io direi pragmatici: come cantava Giorgio Gaber: “l’uomo è sempre meglio rispetto alla propria ideologia”.

 

 

 

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