Con Guido Monti e Danja Cericola Lattemiele è “A casa nostra”

Sabato scorso prima di recarmi a presiedere il Premio Gigi Vesigna edizione 2024 (premiati Silvia Annicchiarico, Marco Ferradini, Emanuela Folliero e il colonello Mario Giuliacci) ho ascoltato su Lattemiele la trasmissione A casa nostra condotta da Guido Monti (colui che in Italia ha diretto il maggior numero di network radiofonici privati) e Danja Cericola (validissima doppiatrice e direttrice del doppiaggio). E’ tornata la radio di un tempo come piace a noi nostalgici, libera ma libera veramente, lontana da versi gutturali e dalla vacuità di altre trasmissioni e di speaker improvvisati o raccomandati… La vecchia guardia (mi perdonino la parola “vecchia” Guido e Danja) è sempre vincente. Brillanti, spigliati, perfetto cocktail di musica e parole, leggeri, ma anche profondi, e, per quanto riguarda la musica, quella vera, evergreen. Certo è il giudizio un critico e di uno storico nostalgico, io per deformazione professionale guardo al passato, sia chiaro il non capire il modo di fare radio dei giovani è un mio limite, ed alcuni editori devono anche guardare ai gusti dei giovani. Proprio oggi parlavo con un giovane laureato da pochi anni che però conosce la storia, il passato, ma che gradirebbe un format come quello di Guido e Danja, non si può generalizzare. Guido è anche docente e conosce i giovani, ed io, da docente e storico, non posso far altro che ribadire quanto sia importante conoscere ed apprezzare il passato oltre a guardare al futuro.

Sabato scorso durante il premio Gigi Vesigna si respirava un clima di nostalgia (presenti fra gli altri, limitandomi solo ad alcuni radiofonici Silvia Annicchiarico, premiata, Mauro Micheloni, Franco Lazzari, Miki Micheli, Liliana De Montis, Manuel Lucena ecc. ecc.) non posso che essere soddisfatto per l’evento, per avere ascoltato una nuova trasmissione, e per altre soddisfazioni che mi stanno arrivando in un momento molto difficile a causa di ragioni di salute. Parafrasando Francesco Guccini: “ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare, fanculo tutto il resto” (ahaha). Un plauso a Guido, a Danja e all’editore di Lattemiele, ottima scelta. Lo dico non per piaggeria ma da critico e da docente, severissimo quando serve, proprio sabato scorso mi sono dato 5 come conduttore (altra cosa come docente, qui possono esprimersi i miei allievi) e come storico (qui hanno già parlato coloro che la storia della radio l’hanno fatta, io mi sono limitato a scriverla). Guido e Danja (fra l’altro esclusi anche loro da qualcuno che manco legge i libri e che coinvolge cialtroni) sono in onda ogni sabato ed ogni domenica dalle 10 alle 13), validi docenti, ottimi speaker, vi sono invece alcuni che oltre a non sapere scrivere (si limitano a copiare, non hanno alcun rigore storico) addirittura copiano anche i format e (per sentito dire, ascolterò prima di esserne certo) non sanno nemmeno condurre…

Il critico stronca (fare nomi è antipatico ma a buon intenditor poche parole) o apprezza, come scriveva Morando Morandini “non sono che un critico” quindi il primo da stroncare (come conduttore) sono io. Viva Guido, viva Danja, viva Lattemiele, viva la radio.

Guido Monti è presente nei primi due volumi della storia della radio pubblica italiana, pur non avendo mai collaborato con la Rai Guido compare nelle finestre dedicate alle prime radio lombarde e ai grandi network privati (solo chi non ha letto il libro contesta omissioni che non esistono si parla, nonostante il titolo, anche delle principali radio private italiane). Guido Monti comparirà anche nei prossimi volumi dedicati interamente alla storia delle radio private italiane.

https://www.librioltre.it/biblioteca/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=3591

Annunci

Lascia un commento