Francesco Pionati lascia la direzione di Radio Rai, le nuove nomine, Francesco Pionati e la radio, presto in onda un’intervista inedita e in esclusiva che l’ormai ex direttore di Radio Rai mi concesse, Pionati è comunque a pieno diritto nell’enciclopedia delle radio italiane

Francesco Pionati, direttore della Testata Rai Giornale Radio – “GR1″,”GR2”, “GR3”, “GR Parlamento” – e di Rai Radio1 andrà in pensione, gli subentrerebbe un meloniano (ma no dai non usiamo questi aggettivi non esistono più lottizzazioni e raccomandazioni con la seconda Repubblica…) Nicola Rao, finora alla direzione Comunicazione o Marco Caputo. Alcuni politici nei confronti dei quali ho stima a livello personale, penso la cosa sia reciproca visto che quel che mi dicono in privato, mi informano su alcuni rumors, me ne compiaccio visto che sono un cane sciolto… Potrei raccontare altre indiscrezioni che sto raccogliendo sulle nomine Rai, ma mi fermo alle notizie sulla radio.

Francesco Pionati è comunque un validissimo professionista, iniziò su radio locali della provincia di Avellino, diresse una tv locale e un periodico sempre nell’avellinese. Ha fatto tanta tanta gavetta, cosa che manca a molti, giovani e non, miracolati dalla seconda Repubblica. In prima Repubblica imperava quello che Bettino Craxi definì il 6331111, non era un numero di telefono, ma stava a significare che in Rai finivano sei democristiani, tre comunisti, tre socialisti, un socialdemocratico, un repubblicano, un liberale ed uno bravo. Con la seconda Repubblica, disse Luca Barbareschi anni fa, lo disse Barbareschi non io: “finiscono comunisti e mignotte di centrodestra” ahah Non so se ciò corrisponda al vero. Oggi vi è un ulteriore novità, soprattutto negli ultimi anni: sono scomparse la lottizzazione e la raccomandazione…

Mi sto chiedendo come mai le persone di qualità, con un curriculum, con gavetta alle spalle, che in Rai ci sono, anche se poche, siano tutte cresciute nella prima Repubblica. “La prima Repubblica non si scorda mai” cantava Checco Zalone… Zalone ironizzava, ma io invece lo dico da nostalgico, altri tempi, altre persone, altra Italia, mai il nostro Paese cadde così in basso come negli ultimi trent’anni….

Francesco Pionati e la radio in

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