Stefano Di Martino e la rivolta dei radiofonici di lungo corso

Ancora prima della fine dell’edizione 2026 Carlo Conti ha annunciato in anteprima (ma la notizia era nell’aria) che il direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2027 sarà Stefano De Martino. Sui social è esplosa la rivolta dei radiofonici di lungo corso che risaltano l’incompetenza di De Martino in fatto di musica. Sono troppo vecchio di anagrafe e del mestiere per capire e sapere come vengono effettuate certe scelte… Nella storia del Festival di Sanremo esistono diverse ere, non sempre coincidenti con le decadi. Dalle edizioni degli anni ’50 con i cantanti melodici e i conduttori alla Nunzio Filogamo, si passò alle edizoni degli anni ’60 caratterizzate dai cantautori, dai gruppi, da Mike Bongiorno. Arrivarono poi gli anni ’70, quelli della crisi con Mike ancora conduttore di diverse edizioni, ma anche Viitorio Salvhetti che fu il primo direttore artistico. Con l’avvento delle radio libere arrivarono i dj (c’era già stato Giancarlo Guardabassi nel 1976): Claudio Cecchetto, Mauro Micheloni, i Festival all’insegna di Pippo Baudo, altri direttori artistici furono Gianni Ravera, Ezio Radaelli, gli anni ’90 furono all’insegna dello stesso Baudo ma anche di Adriano Aragozzini e il ritorno di Mike. Nel nuovo millennio ai cantanti (Pino Donaggio, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Tony Renis), con intermezzi di Fabio Fazio (classificarlo è difficile ma viene comunque dal mondo della radio dapprima a Savona, poi su Radio Rai) ed altri, si sono alternati due grandissimi partiti dal mondo delle radio: Amadeus e Carlo Conti.

La scelta di Stefano De Martino ha appunto lasciato basiti molti radiofonici di lungo corso che hanno inondato i social dei commenti negativi. Renzo Arbore già nel pomeriggio aveva scritto che di conduttori ce ne sono tanti ma ben pochi i direttori artistici. Sarò un passatista, ma vi erano scelte, per quanto riguarda il direttore artistico, migliori rispetto a De Martino, persone che vengono dal mondo delle radio, che lavorano già in Rai (in radio o in televisione), su network radiofonici nazionali privati, evito di scrivere perché è stato scelto Stefano De Martino. Sia chiaro come conduttore non andava bene a noi passatisti ma se il Festival si voleva rinnovare può anche andare bene, come direttore artistico la scelta è azzardata, staremo a vedere se i radiofonici di lungo corso si sbagliano o hanno ragione.

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