Il ritorno di Canzonissima e la fine del Festival di Sanremo

Sabato 21 marzo su Rai1 andrà in onda la prima puntata del remake di Canzonissima. Conduce Milly Carlucci, fra i cantanti in gara Elio e le Storie Tese, Elettra Lamborghini, Michele Bravi, Irene Grandi, Fabrizio Moro, Fausto Leali, Malika Ayane,L eo Gassmann, Arisa, Vittorio Grigolo ed Enrico Ruggeri. Riccardo Cocciante, che appariva nei promo fra gli artisti in gara, ha oggi precisato che parteciperà soltanto come ospite d’onore. Il rifiuto di Cocciante di partecipare come concorrente riflette una tendenza consolidata tra quasi tutti i “senatori” della musica italiana: il desiderio di celebrare la carriera senza sottostare al giudizio di una classifica. Per un artista del suo calibro, il rischio di un confronto agonistico con generazioni diverse (come i giovani provenienti da Sanremo 2026) potrebbe apparire non coerente con il proprio status artistico. L’ultimo a rischiare (ma aveva già la vittoria assicurata) fu Roberto Vecchioni nel 2011 a Sanremo.

E così la Rai si affida ad un brand storico dopo oltre cinquant’anni. In precedenza (Rischiatutto affidato a Fabio Fazio, Portobello ad Antonella Clerici non hanno avuto il successo degli originali, certe operazioni remake solitamente non hanno successo comunque staremo a vedere. La scelta degli artisti è quanto di meno peggio ci poteva essere (esclusi i “senatori”) nel desolante panorama attuale della musica italiana. Comunque è un bene che riparta una storica manifestazione visto che delle tantissime gare canore storiche era rimasto solo Sanremo. In merito a Sanremo tante sono state le polemiche sull’ultima edizione, in generale e sul vincitore. A bocce ferme, e a quasi un mese dalla fine, mi esprimo anche io. Carlo Conti ha fatto quel che poteva, ripeto il panorama della musica leggera italiana è desolante.

Vedremo con l’edizione 2027 anche se a parere di tutti i radiofonici e addetti ai lavori Stefano De Martino è la scelta peggiore. Parere che condivido. Perché sia stato scelto Stefano De Martino e non Claudio Cecchetto, Luca Barbarossa, Tiberio Timperi ed altri penso sia chiaro a chi non è fazioso e a chi conosce i retroscena di certe nomine e promozioni (sia chiaro ci sono sempre state, ma almeno erano di qualità). Sia chiaro sarò il primo a ricredermi se il Festival edizione 2027 sarà gradevole e migliore.

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