Gianfranco Funari mi diceva: “non parlare di terzo polo, porta sfiga, chiunque ci ha provato è finito male”. Forse oggi, dopo tanti anni di battaglie perse dai pochi che si auguravano l’avvento del terzo polo, con La7 e Nove, si è arrivati anche se, pur con discreti risultati, queste reti sono lontanissime da Rai e Mediaset. Sono sempre stato contro i poli televisivi, mediatici, professionali, all’insegna di piccolo è bello. La maggioranza degli italiani, eccezion fatta di alcuni nostalgici, non in preda all’alzheimer, crede che dopo la Rai arrivò Mediaset ed ignora l’esistenza delle tv locali. La vulgata popolare e la storia viene scritta dai vincitori, io amo scriverla per i vinti. Abbiamo perso mille battaglie per la pluralità dell’etere, ne abbiamo pareggiata qualcuna… Però da anni (certi cloni e sedicenti fenomeni senza alcuna competenza storica e letteraria sono arrivati molto dopo…) scrivo di radio e tv locali. Come ho fatto per le radio libere (a me piace chiamarle così) così sto facendo per le tv locali, ormai in via di estinzione. Senza le radio libere e le tv locali non sarebbero nati i network radiofonici e televisivi e tanti professionisti oggi sui network. Ho raccolto i miei articoli storici (non mere testimonianze non corrispondenti al vero di mitomani senza riscontro), rielaborato ed inserito nel contesto storico in un ebook Storia delle tv private italiane (non solo le tv locali ma anche le syndication, i network, le tv straniere in lingua italiana), raccontando anche le rare volte (e la brutta fine) fatta da alcuni che hanno tentato di scalfire i duopoli ed oligopoli. Gli editori, i pionieri, le tv via cavo, i personaggi radiofonici e televisivi partiti dal locale ed arrivati sui network e chicche. Ad esempio quando Fabio Ravezzani diventato direttore dei servizi sportivi di Telelombardia, trasmise in diretta in esclusiva il ritorno del turno preliminare di Champions League Inter-Sporting Lisbona, e in contemporanea in onda su Telenorba (telecronista Michele Salomone) ed altre 18 emittenti collegate. Risultato 2 a 0 per l’Inter, ma 4 milioni di ascoltatori, dati Auditel, superando Canale 5 e Rai Uno. Ma gli esempi sono tantissimi: la mitica Antenna 3 Lombardia (che fece scuola a tutti), Teleroma 56, le altrettanto mitiche Babelis Tv, Tele Diffusione Italiana, Telebiella ecc., l’invenzione di format poi copiati da Rai e Mediaset.
Queste ed altre chicche oltre alla storia di tutte le tv private, troverete nel mio nuovo lavoro di imminente uscita. Potrete già fare il pre ordine.


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‘Storia delle TV private italiane’ di Massimo Emanuelli