Ettore Andenna si è emanuellizzato. Ettore dice scomode verità e spara a zero sulla tv (le tue frasi, caro Ettore, si addicono anche alla politica, alla scuola e ad ogni settore dell’Italia dove non vige la meritocrazia ma il leccaculismo)

Ettore Andenna è stato per me dapprima una voce amica, lo ascoltavo quando ero studente alle scuole elementari sulla mitica Radio Montecarlo, quindi una sorta di fratello maggiore, l’ho incontrato per la prima volta quando, studente delle scuole medie, emanuelli andennapartecipai al suo programma televisivo Il dirodorlando. Successivamente lo incontrai nei mitici studi di Legnano di Antenna 3 Lombardia ai tempi de La Bustarella.  Quando iniziai la mia attività di docente, speaker radiofonico e giornalista una delle mie prime interviste la feci proprio ad Ettore.  Nel corso degli anni ho intervistato e ritrovato tante volte Andenna, non so se sia sempre stato così, se sia l’età (ha solo da guadagnare e nulla da perdere) oppure la mia frequentazione, ma Ettore dice sempre ciò che pensa, sacrosante verità, ma scomode.  Ricordo che quando nacque storiaradiotv il primo portale interamente dedicato alla storia di tutte le radio e le tv locali italiane esistite dal 1970 (emittenti ora penalizzate con un colpo mortale dal “governo del cambiamento“), Ettore, dopo una lunga chiacchierata con me ed uno dei miei maestri di giornalismo. il compianto Gigi Vesigna, Ettore si lasciò andare dicendomi: “spiegami tu ETTORE ANDENNA ANGOLOche di tv te ne intendi, come mai. dopo tutto ciò che ho fatto, non mi chiama nemmeno Tele Barletta, se esiste…” (Tele Barletta esiste anche se da anni ha cambiato il suo nome in Tele Regione… Pubblico alcune intervisiste audio, video e per la carta stampata, altre le troverete su questo blog. stampata.  Per chi, come me, conosce e parla da diversi anni con Ettore emanuelli andenna 2niente di nuovo in merito alle sue dichiarazioni al quotidiano Libero.  Ettore ha detto la verità non solo sulla tv, ma anche sulla politica, sul “sistema Italia” esteso anche (salvo eccezioni) alla scuola pubblica italiana con l’avvento della “buona scuola” renziana, confermata, o addirittura peggiorata stando ad alcuni miei intervistati, dal “governo del cambiamento”.  In Italia non c’è posto per la meritocrazia, vanno avanti i leccaculo incompetenti, scondinzolanti  verso il loro capo…

Intervistato da Paola Pellai il popolare conduttore televisivo, assente dalla Rai dal 1997 dichiara: “mi sono messo in panchina dicendomi che prima o poi qualcosa sarebbe successo. Non è mai successo, a parte qualche ospitata televisiva. Ma la gente non mi ha dimenticato ed è molto meno ignorante di quanto vogliono farla passare. Un paio di esempi? A La prova del cuoco la Isoardi non sta funzionando e la Clerici era ormai arrivata in fondo. Dovevano avere il coraggio di cambiare e basta. Fazio che fa il Rischiatutto è un’ arroganza fuori luogo. Rischiatutto è Mike. Già, ma se dico queste cose sono un rompicoglioni. Quelli bravi con qualità e competenze sono poco controllabili, meglio accantonarli…  Non sono un leccaculo. In Rai ci sono entrato nel 1972 portando due fotografie 9×14 e superando i provini davanti a una commissione presieduta da Gino Latilla. Una volta contava la meritocrazia, oggi devi leccare il culo e io non sono capace. Vivo benissimo lo stesso…
A Radio Montecarlo sono entrato dopo aver superato un provino con la dizione toscana: ad esaminarmi chiamarono una professoressa d’ italiano all’ Università di Nizza… Oggi nei programmi Rai e Mediaset se va bene impera l’ accento romano. La Rai ha 1936 giornalisti, ma perché affida telecronache e commenti a chi si mangia almeno 3 lettere? Il rispetto per la gente lo si misura anche da questo. Ai miei tempi era un dogma. Oggi ci sono 5 produttori che contano tra Rai e Mediaset, realizzano ciò che li fa guadagnare di più, non quello che vorrebbe la gente… Nel 1981 non avevo dato seguito da un invito di Berlusconi.    Ci incrociammo in un ristorante, disse che voleva incontrarmi. In quel periodo ero direttore generale di Telemontecarlo, facevo La Bustarella, avevo una trasmissione in radio e un sacco di serate, lasciai perdere. Quando lo rividi dopo 16 anni mi disse: «Peccato, l’ avrei ricoperta d’ oro». Fossi stato un leccaculo, in questi anni “vuoti” una telefonata avrei potuto fargliela…   Ammiravo Fabrizio Frizzi a L’ Eredità, mentre Flavio Insinna sembra che accompagni qualcuno al cimitero. Gabriele Corsi a Reazione a catena è finto, come Enrico Papi. Uno che si diverte, ma che si è standardizzato è Gerry ScottGerry Scotti».

 

LEGGI UNA VECCHIA INTERVISTA AD ETTORE ANDENNA

ETTORE ANDENNA OSPITE A L’ANGOLO DELLA SCUOLA

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