Giovanni Allevi

giovanni alleviGiovanni Allevi nasce ad Acoli Piceno nel 1969, laurea in filosofia (tesi dal titolo IL VUOTO NELLA FISICA CONTEMPORANEA), diploma in pianoforte al Conservatorio Morlacchi di Perugia e in composizione, sempre con il massimo dei voti. Dal 2001 vive a Milano, in zona Porta Genova, della città meneghina è ormai totalmente innamorato: “amo le stazioni degli autobus e della metropolitana, i supermercati, il traffico, tutti quei “non luoghi” dove mi sento insicuro, gettato in padella in mezzo all’umanità dispersa di questa città”. A Milano Allevi consegue un secondo diploma in composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi, mentre insegna presso scuole superiori dell’hinterland milanese. Nel 2002 Jovanotti lo vuole come suo supporter in tour, nel 2003 si esibisce nel Nordeuropa, in Cina e negli Stati Uniti, esperienza che si ripete nel 2004, anno durante il quale pubblica ONE CONCEPT, disco che gli da fama e successo, oltre 30.000 copie vendute e concerti in tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. Un attacco di panico attraverso il quale si manifesta l’aspirazione artistica, questo è lo stranissimo modo in cui Allevi ha concepito l’idea del suo ultimo album JOY nel quale il primo pezzo si intitola appunto PANIC. “Ero tornato da una tournèe in Cina e venni colpito da una forma di cardiopatia, in ambulanza percepii la forza della vita e dell’arte: mi sentivo felicissimo, forse al centro dell’attacco di panico c’era un’emozione fortissima, la gioia.” E’ comunicata così l’avventura di JOY, quarto album di Allevi, uscito nell’autunno 2006. Inizia un bel periodo per Giovanni Allevi, JOY, pur non essendo il classico prodotto pop, balza nelle vette delle classifiche dei dischi più venduti. Quella di Allevi è musica per pianoforte, che mescola linguaggi diversi, partendo dalla classica, per abbracciare altri generi. Il risultato è piacevole, piccola oasi strumentale nel frastuono dello stress quotidiano. Il cd contiene brani come PANIC, PORTAMI VIA, DOWTOWN, L’OROLOGIO DEGLI DEI. Nella stagione 2006/2007 Allevi si esibisce a Milano al Blue Note, dal 17 al 19 novembre suona al Teatro degli Arcimboldi di Milano, ospite di Ligabue, è quindi ospite di Fabio Fazio, nel febbraio 2007 è partito un tour in tutti i teatri d’Italia.

GIOVANNI ALLEVI. DA 40 SETTIMANE IN CLASSIFICA CON JOY

PIANOFORTE MOLTO FORTE

Viene dal conservatorio ma è anche laureato in Filosofia. Per lui la musica avvicina a Dio. E con la sua tastiera vuole dimostrarlo.

di Gigi Vesigna.

Un pianoforte magico, una musica che ti rilassa e ti conquista, costringendoti ad ascoltarla. Sono le note di Joy, l’album di Giovanni Allevi che da 40 settimane è presente nella parte alta delle classifiche di vendita, mentre il precedente No concept occupa da oltre 40 un altro posto in alto. In un negozio di dischi una ragazza ha in mano il suo album. «Come mai compri questo tipo di musica?», le chiedo, perché ha l’aria di una fan di Ligabue e di Vasco Rossi. «Perché mi fa star bene, mi emoziona, mi fa sentire quella che sono e mi fa venir voglia di chiudere gli occhi, e rilassarmi ad ascoltare». Ecco, forse il segreto di Giovanni Allevi e della sua musica è tutto qui: la necessità, magari inconscia, nel percorso di una vita sempre un po’ schizzata, sempre più frenetica, di fermarsi e ascoltare. I 12 brani di Joy sono nati nell’agosto dell’anno scorso, subito dopo una tournée in cui Allevi aveva presentato No concept in giro per il mondo tra Italia, Stati Uniti – dove ha suonato più volte al Blue Note di New York –, Nordeuropa, Cina: ovunque un successo. «Ho scoperto con mia grande sorpresa», confessa Allevi, «di essere una specie di “pifferaio magico”. Non lo avrei mai immaginato, visto che da piccolo me ne stavo sempre da parte e al liceo non mi invitavano mai alle feste. La musica, così immateriale e impalpabile, evidentemente è capace di sconvolgere esistenze e destini». Giovanni Allevi è nato ad Ascoli Piceno nel 1969, è sposato da due anni con Nada, che è anche la sua manager. S’è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio Morlacchi di Perugia e in composizione, sempre con il massimo dei voti, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Inoltre s’è laureato con lode in Filosofia con la tesi “Il vuoto nella fisica contemporanea”.
L’incontro con Jovanotti
Un tipo così ti può mettere in crisi. I suoi scrittori preferiti spaziano da Coelho a sant’Agostino e san Tommaso d’Aquino, che ritiene dicano esplicitamente o implicitamente quanto la musica sia un modo di avvicinarti a Dio. La “genesi” del musicista che riesce a rielaborare la tradizione classica europea aprendola alle nuove esigenze pop e contemporanee risale all’incontro con Jovanotti, che lo vuole suo supporter nel tour 2002. E da allora è un vero e proprio crescendo. «Sono 17 anni che suono, ma anche quando i teatri sono esauriti non dimentico quando ad ascoltarmi c’erano solo quattro o cinque persone. Erano venute apposta per ascoltarmi e capivano la mia musica». Tempo fa Allevi è stato male, ha avuto un momento drammatico che racconta così: «Vedo la città dal vetro dell’ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo star calmo. Forse per la tensione accumulata, proprio oggi, di ritorno dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa mia. Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente paurosa è possibile che io non sopravviva ai prossimi dieci minuti… Se dovessi uscire di qui, canterò con la musica la gioia di vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sia la mia condizione. Joy!».
Il racconto del vissuto
Da quel brutto momento, dice oggi Allevi, «improvvisamente si è alzato il volume della musica nella mia testa e nei mesi a venire ho suonato Joy centinaia di volte sulla mia tastiera immaginaria, fino a che ogni singola nota non è stata perfettamente a fuoco. Poi è bastato un cenno sorridente perché i miei collaboratori preparassero il pianoforte e lo studio di registrazione. Più che studiare ho vissuto, e l’incontro con la tastiera è il racconto di questo vissuto». Raccontato così, Allevi può apparire uno di quei geniali personaggi che è difficile tratteggiare con dimensioni “umane”. Niente di più sbagliato. Giovanni è un accanito lettore di Dylan Dog e ama gli animali, soprattutto i gatti.

Un gatto a spasso sulla tastiera
«Il mio primo micio si chiamava Bemolle, mi divertivo a farlo passeggiare sulla tastiera del pianoforte. Ora invece mi fa compagnia Maciste, un gamberetto dentro a un minuscolo ecosistema progettato dalla Nasa». E ancora: «Prima di ogni concerto mangio una fetta di torta al cioccolato, accarezzo la tastiera del pianoforte e gli sussurro di fare il bravo. Quando faccio la spesa compro sempre le stesse cose, un anno ho mangiato pasta con il tonno tutti i giorni. Due giorni prima del concerto vado in piscina e, nuotando lentamente sott’acqua, ripasso dentro la mente ogni nota, ogni movimento delle dita sul pianoforte». A questo punto devo assolutamente fare una confidenza a Giovanni: la sera prima di incontrarlo per la prima intervista – erano i primi di dicembre –, mentre scrivevo al computer un articolo, sono stato colto da una sincope e ho vissuto, come lui, il panico di quella corsa verso il Policlinico. Ma purtroppo ci sono rimasto per un mese: il mio cuore aveva bisogno dell’aiuto di un pace maker. Poi ne sono uscito e quell’incontro è rimasto per me un’incompiuta. Oggi, finalmente, posso scrivere quel pezzo e la musica di Allevi, in sottofondo, accompagna il ticchettio dei tasti che amo molto meno di quelli della mia vecchia macchina per scrivere. Proverò a fare come lui con il suo pianoforte. Sfiorerò i tasti e dirò loro: “Fate i bravi”. Sono sicuro che funzionerà.

GLI ULTIMI ANNI

Nel 207 accompagna al pianoforte Simone Cristicchi, scrive un brano, Back to the life, scelto come colonna sonora per uno spot della nuova Fiat 500 e l’inno delle Marche. Esce il cd doppio Allievilive, con l’inedito Aria, nel 2008 è la volta di Evolution. Suona con Claudio Baglioni e nel 2010 pubblica l’album Alien cui seguirà, nel 2012, Sunrise. Nel 2015 è ospite del Festival di Sanremo e scrive il nuovo ino della serie A.

 

 

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