Ignazio Silone

ignazio siloneSecondo Tranquilli (questo il suo vero nome, poi assunse lo pseudonimo di Ignazio Silone) nacque a Pescina dei Marsi, in provincia dell’Aquila (in Abruzzo) l’1 maggio 1900. Figlio di un piccolo proprietario terriero e di una tessitrice, nel 1918 perse i genitori a causa di un terremoto che colpì l’Abruzzo. Il giovane Silone inizia a lavorare iniziando a scrivere alcuni articoli sul giornale del Partito Socialista Italiano (Psi), L’AVANTI!, denunciando le malversazioni della ricostruzione dopo il terremoto che aveva colpito l’Abruzzo (la sua terra) e a causa del quale erano morti i genitori. Silone frequenta la Lega dei Contadini del proprio paese e diventa segretario regionale della Federazione dei Lavoratori della Terra (un sindacato di lavoratori agricoli). Nel 1917 Silone viene processato per avere capeggiato una violenta manifestazione contro la prima guerra mondiale (1915-1918), dopo la guerra Silone si trasferisce a Roma dove diventa segretario della Federazione Giovanile Socialista e direttore del settimanale L’AVANGUARDIA. Nel 1921 Silone lascia il Psi e aderisce al Pci (Partito Comunista Italiano) come la maggior parte dei giovani socialisti; nel 1922 inizia a collaborare con il giornale IL LAVORATORE DI TRIESTE, ma è costretto alla clandestinità a causa delle persecuzioni dei fascisti. Nel 1923 viene inviato in Germania, Spagna e Francia per alcune missioni del Pci all’estero; a partire dal 1925 Silone si occupa dell’ufficio stampa del Pci con Antonio Gramsci. Nel 1926 vengono sciolti tutti i partiti politici e soppressa tutta la stampa d’opposizione, Palmiro Togliatti va in Unione Sovietica e assume la direzione del Pci all’estero, in Italia a dirigere il partito (clandestinamente) rimane Ignazio Silone. Silone nel 1927 viene invitato a Mosca a partecipare ai lavori del Komintern (consiglio direttivo del partito comunista sovietico che stabilisce come devono agire i vari partiti comunisti europei). Ricercato dalla polizia fascista Silone a partire dal 1927 si stabilisce in Svizzera dove collabora con la rivista STATO OPERAIO. Nel 1930 inizia il dramma di Silone: per avere denunciato lo stalinismo (dittatura di Stalin) e i suoi metodi brutali viene espulso dal partito comunista. Silone fonda quindi la rivista FONDATION e si dedica alla letteratura, Nel 1933 in Svizzera esce il romanzo FONTAMARA, nel 1936 esce la prima edizione tedesca di PANE E VINO, nel 1938 è la volta di LA SCUOLA DEI DITTATORI (la polemica non è soltanto con le dittature naziste e fasciste, ma anche con quella comunista). Nel 1939 Silone ritorna nel Partito Socialista, di cui dirige il Centro Estero svizzero a Zurigo. Arrestato ed internato ad Avos e poi a Baden, il provvedimento di internamento viene preso a seguito della richiesta dell’estradizione di Silone inoltrata dal governo fascista alle autorità svizzere che la rifiutano. I fascisti lo ricercano a causa degli echi di alcuni manifesti e documenti diramati da Silone dalla Svizzera; nel 1941 esce la prima edizione del romanzo IL SEME SOTTO LA NEVE. Il 25 luglio 1943 il Re d’Italia Vittorio Emanuele III toglie il potere a Benito Mussolini, il fascismo crolla e Silone nel 1944 ritorna in Italia ed è uno dei leaders socialisti che però è contrario alla fusione fra socialisti e comunisti. Nel 1945 Ignazio Silone viene nominato direttore dell’AVANTI!, il quotidiano del partito socialista. Nel 1947 il Partito Socialista si divide fra la corrente di Pietro Nenni (favorevole a un’alleanza coi comunisti) e la corrente di Giuseppe Saragat (contraria all’alleanza coi comunisti), è una rottura anche in politica internazionale: Nennni dalla parte dell’Urss, Saragat dalla parte degli Stati Uniti d’America. Dalla scissione nasceranno due partiti: il Psi (leader Nenni, filocomunista), il Psli (poi Psdi) guidato da Saragat, filoamericano e non legato ai comunisti. Ignazio Silone non aderisce a nessuno dei due partiti socialisti, ma darà vita ad un terzo partito socialista (Psu, Partito Socialista Unitario) contrario ad uno schieramento dei socialisti sia con i russi che con gli americani, Silone è uno degli artefici della “terza via”, indipendente. Silone fonda la rivista EUROPA SOCIALISTA, il suo sogno è quello di un’Europa socialista indipendente dai russi e dagli americani. Negli anni ’50 quando, a seguito dei fatti d’Ungheria (invasione dell’Urss) Nenni e i socialisti si sganceranno dall’Urss e dal Pci, si riavvicinerà al Psi. Ma il suo rapporto con i partiti è sempre problematico, Silone passa da una delusione all’altra, e alla fine accetta di essere “socialista senza partito e cristiano senza chiesa”; e non farà più politica attiva.
Sempre negli anni ’50 Silone interviene a diversi congressi di scrittori; nel 1950 fonda il Movimento Internazionale filoamericano per la libertà della cultura, Silone fonda e dirige la sezione italiana dell’associazione e la rivista TEMPO PRESENTE. Nel 1952 esce il libro UNA MANCIATA DI MORE, cui seguirà IL SEGRETO DI LUCA (1956), Negli anni ’60 d ’70 Silone torna a vivere in Svizzera dove pubblica LA VOLPE E LE CAMELIE (1960), USCITA DI SICUREZZA (1965), L’AVVENTURA DI UN POVERO CRISTIANO (1968).
Ignazio Silone muore a Ginevra il 22 agosto 1978. Nel 1981 esce postumo SEVERINA. Ignazio Silone comparve pochissimo in tv, venne intervistato un paio di volte dalla Rai nell’ambito della rubrica L’APPRODO e da Cino Tortorella nell’ambito del programma per i ragazzi delle scuole medie NUOVI INCONTRI CON L’AUTORE che però, pare sia andato perso o sia stato riciclato e quindi non è disponibile negli archivi della Rai. La Televisione della Svizzera Italiana dedicò uno speciale a Silone. Nel 1980 il regista Carlo Lizzani girò il film FONTAMARA tratto dall’omonimo romanzo di Silone, l’attore Michele Placido interpreta Bernardo Viola, nel 1983 il film venne trasmesso dal primo canale Rai (odierna Rai1). Ignazio Silone è stato ricordato spesso in Svizzera, in Italia purtroppo non è stato fatto nulla per ricordare Ignazio Silone, che in molte antologie scolastiche non è nemmeno citato. Soltanto in questi ultimi anni, grazie alla fondazione Ignazio Silone e al Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, sono state organizzate alcune manifestazioni con un concorso rivolto agli studenti delle scuole superiori, ci auguriamo che nel 2008, in occasione del trentennale della morte dello scrittore Ignazio Silone sia ricordato anche in Italia.

LE OPERE

IGNAZIO SILONE COPERTINA FONTAMARAFONTAMARA (1933, pubblicato in Svizzera, in Italia uscirà dopo il 1945) è l’opera più famosa di Silone, per molti critici è il capolavoro. FONTAMARA è la storia di un paese della Marsica (Abruzzo) ricostruito con i ricordi dell’infanzia della prima giovinezza dell’autore. Protagonisti sono i poveri contadini che soffrono la fame, che sono sulla faccia della terra “nazione a sé, nazione a sé”. Nell’introduzione Silone annuncia i temi che verranno sviluppati nel racconto al nucleo centrale della lotta fra i contadini e i borghesi. Protagonisti sono i contadini di Fontamara che passano attraverso una via crucis sempre più crudele di soprusi (il furto dell’acqua che irriga i campi, l’invasione del paese da parte di squadracce fasciste che stuprano le donne, la negata concessione delle terre del Fucino, l’uccisione in carcere del loro leader Berardo Viola, la sofferenza, l’emigrazione). I contadini di Fontamara giunti alla disperazione stampano un giornale di protesta (CHE FARE?) poi li investe la repressione fascista. Il capo dei contadini si chiama Berardo Viola ed ha una storia d’amore con Elvira, la più bella del paese. Il libro è stato tradotto in diverse lingue straniere. Da Fontamara è tratto anche un film intitolato FONTAMARA per la regia di Carlo Lizzani.

VINO E PANE (1936) è il secondo romanzo scritto da Silone in esilio. La stampa fascista lo bollò come “una codarda diffamazione del popolo italiano”. Il protagonista è Pietro Spina (un personaggio autobiografico) un militante politico rientrato clandestinamente nella sua terra d’origine. Malato, ricercato dalla polizia Pietro Spina per non farsi riconoscere si nasconde in una stalla, si traveste da prete e cambia il suo nome in Paolo Spada. Vive in un villaggio dove vivono contadini superstiziosi e ignoranti. Lasciato il paesino Don Paolo si reca a Roma per riprendere contatti col partito clandestino ma poi decide di rompere col partito stesso per due motivi: il conformismo acritico e la degenerazione tirannica (è chiaro il riferimento allo stalinismo e il conseguente abbandono del Partito Comunista). Pietro Spina ritorna come Paolo Spada a Pietrasecca, il romanzo ha una fine religiosa: l’uccisione redentrice e sacrificale di Pietro Spina, Luigi Mulica. In questo romanzo sono evidenti anche alcune componenti del Silone cristiano (l’Abruzzo era una terra molto religiosa, lo stesso SIlone aveva avuto un’educazione cattolica). Anche VINO E PANE uscirà in Italia dopo la seconda guerra mondiale.

LA SCUOLA DEI DITTATORI pubblicato in tedesco nel 1938, in Italia uscì soltanto nel 1962 pubblicato sul settimanale radicale IL MONDO a puntate. Si tratta di un dialogo fra un aspirante dittatore, Mister Doppiovu, e il professor Pickup, suo ideologo personale. Il libro sembra un trattato di storia e di tecnica della dittatura diviso in capitolo (qualche critico l’ha definito una sorta di PRINCIPE di Nicolò Machiavelli in età moderna). Silone parla dell’insuccesso dei partiti socialisti, della delusione delle masse, della nascita del fascismo, dell’appoggio della borghesia e del grande capitale industriale/agrario, dello sfruttamento da parte fascista della democrazia liberale e quindi della presa del potere dei fascisti dopo avere avuto l’appoggio della polizia e dell’esercito. Ma il libro di Silone è una condanna anche del comunismo, trasformatosi da dittatura del proletariato in dittatura di Stalin.

IL SEME SOTTO LA NEVE. E’ un romanzo uscito nel 1941 in Svizzera (in Italia sarà stampato dopo la seconda guerra mondiale). Ambientato in Abruzzo, ancora una volta si parla della povertà dei contadini sfruttati da speculatori, e di un rivoluzionario che verrà sconfitto. Gli obiettivi che Silone vuole proseguire con questo romanzo sono un cristianesimo laico, un socialismo cristiano basato sulla comunione dell’amicizia, sul disprezzo della ricchezza, sul rifiuto del potere.

UNA MANCIATA DI MORE è il primo romanzo stampato da Silone dopo il rientro in Italia, uscì nel 1952 per la casa editrice Mondadori e ottenne molto successo all’estero. Dopo FONTAMARA è il romanzo più famoso di Silone. Il protagonista è Rocco De Donatis un partigiano che terminata la guerra resta nel suo paese contadino come funzionario del Pci; ma presto ha modo di rendersi conto di come il partito preferisca il potere alla giustizia dei poveri: il partito infatti fa un accordo con il latifondista (grande proprietario) in favore dei contadini iscritti al partito, escludendo i contadini più poveri non iscritti. Il partito ordinerà una perquisizione a casa di Rocco usando la sua compagna Stella (una profuga ebrea che era fuggita con il padre); Rocco a questo punto abbandona il partito, mentre Stella ci rimane, quando però si accorgerà di essere sfruttata avrà uno choc. A salvarla sarà Don Nicola (uno dei preti positivi di Silone) compagno di scuola di Rocco, lo stesso che aveva assistito il padre ebreo nell’agonia. Il romanzo si chiude con una sorta di sogno: “fare del Fucino un soviet con a capo Gesù Cristo”.

IL SEGRETO DI LUCA romanzo uscito nel 1956 per la casa editrice Mondadori, l’anno successivo vincerà il Premio Salento (premio letterario). Protagonista è Andrea Cipriani che racconta la storia di Luca Sabatini, un innocente condannato all’ergastolo e senza conoscerlo cerca di indagare per cercare di dimostrare la sua innocenza. Luca si era innamorato di Ortensia, la più bella ragazza del paese, che però non lo ricambiava e che aveva sposato un ricco proprietario terriero del luogo: Silvio Ascia. Ma Luca continua ad amare Ortensia, la rivede in chiesa, la contempla in adorazione. Luca conoscerà Lauretta, ragazza con la quale si fidanza ma senza esserne innamorato; qualche mese dopo Luca viene arrestato per un equivoco: accusato di un delitto non commesso passa 40 anni in carcere. Ortensia dalla delusione abbandona il marito (che vende la fabbrica ed emigra in Brasile, con danno economico per gli abitanti del luogo) e si rifugia in convento vivendo nel ricordo di Luca.

LA VOLPE E LE CAMELIE. Romanzo uscito nel 1960, è una delle pochissime opere di Silone non ambientata in campagna e in Abruzzo, anche se è sempre legata alle esperienze biografiche di Silone. Ambientata nel Canton Ticino (Svizzera) dove Silone aveva trascorso molti anni d’esilio e dove era tornato proprio negli anni ’60. Nella casa di un antifascista svizzero, Daniele, viene ricoverato un giovane fascista ferito, Cefalù, in incognita, naturalmente, per quel che riguarda la sua connotazione politica. Silvia, figlia di Daniele, si innamora del giovane fascista che la ricambia rubando elenchi di nomi e documenti compromettenti dallo studio dell’ospite. Il giovane fascista fugge, ma, spinto dal rimorso, si suicida annegandosi. Lo scopo del romanzo di Silone è quello di trovare un uomo anche nel nemico. La volpe del titolo allude al male che si muove nascosto e subdolo, le camelie (sono dei fiori) alludono alla tranquillità svizzera.

USCITA DI SICUREZZA Quest’opera viene stampata nel 1965, è una sorta di autobiografia di Silone dalla quale si possono trarre importanti notizie sulla sua vita. In USCITA DI SICUREZZA (opera impostata in una serie di racconti) Silone racconta la sua infanzia, molto spazio ha la figura della madre. Nel libro sono narrate molte vicende della vita di Silone, c’è la sua delusione politica, Silone si dichiara “socialista senza partito e cristiano senza chiesa”.

L’AVVENTURA DI UN POVERO CRISTIANO è l’ultima opera di Silone, uscì nel 1968 per la casa editrice Mondadori. E’ un libro fondamentale per comprendere Silone, il motivo centrale è quello dell’utopia, dell’anarchismo evangelico, del regno dell’amicizia. Ambientato nell’Abruzzo medioevale, Silone parla di Pietro da Morrone un monaco eremita che venne eletto Papa con il nome di Celestino V e che dopo tre mesi abdicò in favore del Cardinale Castani, poi Bonifacio VIII (ne parla anche Dante Alighieri nella DIVINA COMMEDIA). Nel libro di Silone c’è uno scontro fra due tesi storiche: quella mondana e quella profetica, Silone sta naturalmente dalla parte di Celestino V e dei fraticelli spirituali, nonché della Chiesa povera.

SEVERINA pubblicato postumo (dopo la morte dello scrittore) nel 1981, curato dalla vedova di Silone. Severina è una suora in crisi nei confronti dell’istituzione Chiesa ma non nella fede, dopo avere assistito al massacro di un giovane da parte della forza pubblica durante una manifestazione ha una crisi e decide di non essere più suora. Severina si trasferisce a L’Aquila dove assiste a una manifestazione di operai e studenti, ferita dalla polizia muore dopo avere donato i suoi organi per un trapianto. Per Silone Esterina è la portatrice di un “socialismo senza partito e di un cristianesimo senza chiesa”, vi è un riferimento indiretto alla contestazione del ’68, sempre in chiave non violenta e pacifica.

I TEMI DI SILONE

In tutte i romanzi di Silone viene esaltata la libertà, le opere di Silone vennero conosciute in Italia solo dopo la seconda guerra mondiale. Ma negli anni ’50, egemonizzati dalla linea culturale del Pci su Silone cade una sorta di “congiura del silenzio”, maggior successo avrà invece negli anni ’60 alloequando la critica valorizzerà Silone per la sua opposizione al regime sovietico (Stalin era morto, c’erano stati i fatti di Ungheria nel 1956, e per il suo essere “socialista cristiano” (al governo nazionale italiano c’era i socialisti alleati ai cattolici). Negli anni ’80 ci fu un tentativo di riabilitare Ignazio Silone: nel 1987 Bettino Craxi, allora segretario del Psi, pubblicò il saggio IL RINNEGATO SILONE sulla rivista argomenti socialisti, nel 1991 Massimo Emanuelli iniziò uno studio su Silone che avrebbe dovuto uscire per i tipi delle Edizioni Avanti!. La bufera giudiziaria che investì il Psi e lo scioglimento del partito impedirono la realizzazione di questo progetto.

BIBLIOGRAFIA
C.ANNONI Invito alla lettura di Silone. Mursia, 1986
F.VIRDIA Silone
B.CRAXI Il rinnegato Silone, Argomenti Socialisti, 1987
M.EMANUELLI Cent’anni di storia italiana attraverso il cinema. Greco & Greco, 1995

LA SCHEDA DEL FILM FONTAMARA

FONTAMARA FILM DI CARLO LIZZANIFONTAMARA (1980) regia di Carlo Lizzani
Interpreti: Michele Placido, Antonella Murgia, Ida Di Benedetto, Imma Piro, Antonio Orlando, Beddi Savagnone, Liliana Gerace, Marcello Monti, Dino Sarti, Ciccio Busacca, Enzo Monteduro, Lino Coletta, Franco Javarone, Marina Gonfalone, Franco Ferri, Costantino Carrozza.
Musica: Roberto De Simone.
Il film venne coprodotto dalla Rai che lo mandò in onda sul primo canale Rai nel 1983.

LA SCHEDA DELLO SCENEGGIATO VINO E PANE
VINO E PANE regia di Piero Schivazzappa con Pier Paolo Capponi, Gianni Musy, Corrado Gaipa, Scilla Gabel, Nino Polito, Miranda Campa, Nino Castelnuovo, Stefano Oppedisano, Carlo Bagno, Anna Maestri, Luciano Roffi, Sergio Fiorentini, Renzo Giovampietro, Diego Michelotti, Jole Fierro, Emilio Bonucci, Carlo Romano, Adolfo Geri, Marco Bonetti, Mariolina Bovo, Pippo Tumminelli. Quattro puntata, 1973 programma nazionale.

LA SCHEDA DELLO SCENEGGIATO TELEVISIVO IL SEGRETO DI LUCA.

IL SEGRETO DI LUCA regia di Ottavio Spadaro on Turi Ferro, Giuseppe Anatrelli, Lydia Alfonsi, Ferruccio De Ceresa, Riccardo Cucciolla, Fulvio Gelato. 4 puntate andate in onda nel 1969.

Parti della tesi dello studente Marco Gorla, relatore prof.Massimo Emanuelli

Secondino Tranquilli è il vero nome del poco conosciuto Ignazio Silone che nacque il 1/5/1900 a Piscina provincia dell’Aquila in Abruzzo. Figlio di contadini, vive in umili condizioni insieme ai suoi numerosi fratelli. Già in giovane età viene colpito da due tremende disgrazie, la prima è la perdita del padre a 11 anni e la seconda dopo quattro, causa un violente terremoto, la perdita della madre e del fratellino più piccolo della famiglia.Rimasto senza genitori e senza casa viene accolto in un centro per orfani, chiamato “congregazione dei figli della divina provvidenza”, unicamente gestito da Don Luigi Orione.Con quest’ultimo Silone instaura un bel rapporto infatti sarà proprio il prete a fargli da educatore e insegnante, facendolo crescere sia scolasticamente che spiritualmente. Non riesce a concludere gli studi per la sua cattiva condotta passando da un’istituto superiore all’altro, finche stufo si trasferisce a Roma dove inizia a scrivere degli articoli per il P.S.I (partito socialista italiano) sul giornale L’Avanti. Diventa un’attivista e viene processato per esser stato un incitatore di una violenta manifestazione contro la prima guerra mondiale. Nel 1919 dirige L’Avanguardia poi dopo due anni lascia il P.S.I e aderisce al P.C.I (partito comunista);nel 1922 inizia a collaborare con il giornale Il Lavoratore di Trieste. Deve iniziare a scappare per via dell’espansione del Fascismo, perseguitato prima dagli squadristi fisicamente e poi dalle leggi fascistissime legalmente, decide di immigrare e il partito lo invia in Spagna dove inizia ad usare il suo soprannome che è quello con cui tuttora noi lo chiamiamo. Dopo essere stato arrestato in Spagna e in Francia ritorna torna a Roma e collabora con Antonio Gramsci nella redazione del giornale di partito.
Intanto in Italia il totalitarismo si afferma sempre più, con l’uccisione, dichiarata in parlamento, di Matteotti da parte di sicari Mussoliniani; con lo scioglimento di tutti i partiti politici; la soppressione del diritto di stampa, con la nascita di due grosse compagnie divulgatrici di informazioni strettamente controllate e pilotate, l’EIAR per la radio e L’Istituto Luce per il cinema. Era in questo periodo, che l’incolumità di tutte le persone che appoggiavano il partito comunista apertamente, era a rischio; nel 1926 Palmiro Togliatti emigra in URSS, Silone clandestinamente rimane al comando della sezione Italiana del partito,lo raggiungerà dopo un anno a Mosca per partecipare ai lavori del Kominter (consiglio sovietico che stabilisce le mosse strategiche dei partiti europei) diretto dallo stesso Stalin con la presenza anche di Trotzki socialista favorevole alla rivoluzione permanente. Silone capisce con l’espulsione di Trotzki,che il socialismo di Stalin è uno specchio per le allodole e che dietro tale si nasconde uno dei totalitarismi più spietati della storia. Decide di dimettersi,ma il partito non accetta e lo espelle, con accusa di tradimento e infamia; ora che è ricercato anche dalla Russia l’unico paese dove si può rifugiare in centro Europa è la neutrale Svizzera, così fa, vi si trasferisce e fonda la rivista “fondation”. Nel 1932 L’unico suo fratello Romolo, viene arrestato e muore in carcere per motivi ignoti.
Finalmente nel 1933 esce il suo primo romanzo, criticato da tutti come il suo capolavoro: Fontamara, pubblicato in Germania. Si trasferisce a Zurigo dove dirige il mensile Information insieme ad altri intellettuali famigerati in tutt’Europa. Dal 1933 al 38 ci sono altre opere che vengono pubblicate come “Pane e vino” e “La scuola dei dittatori” quest’ultima uscita due anni dopo l’inizio da parte di Stalin della deportazione nei Gulag, dove morirono dalle 3,5 milioni alle 10 milioni di persone, solo per una visione politica differente da quella in vigore. E’ nel 1941 che Tranquilli si riavvicina al partito socialista e viene nominato segretario del centro estero. Già in quei tempi con un amico Altiero Spinelli l’autore credeva nell’idea di una federazione degli stati Europei per il bene dell’economia,cosa che sosterrà per tutta la vita e cosa che prova la saggezza della persona. Intanto le cose in Europa e nel mondo vanno peggiorandosi con i vari conflitti sparsi in tutto il pianeta, con obbiettivi che col passare degli anni cambiano in sintonia con l’umore delle persone che si trovano senza anima dopo aver visto gli orrori realizzati dalla stupidità umana. E’ la seconda guerra mondiale, cui voglio citare solo le date e gli eventi chiave, come la formazione dei due blocchi, asse Roma Berlino Tokyo e nell’altro, Inghilterra Francia Russia e dopo pochi anni gli USA, con i vari stati coinvolti da entrambe le parti come conquistati o piccoli alleati. Il tutto inizia con l’aggressione della Cina da parte del Giappone, l’Austria si dichiara neutrale. Nel 1939 la Russia firma un patto con la Germania di non aggressione che successivamente verrà sciolto, il tutto per la fame espansionistica di Hitler che vuole diventare imperatore del terzo impero Germanico. E’ la Polonia che fa scattare la scintilla dopo l’invasione da parte dei Tedeschi. L’Italia entra in guerra nel 1940 attaccando la Francia agonizzante.
Nel 1941 la Germania inizia l’invasione in Russia la tattica dei sovietici è di lasciarli avanzare sarà solo dopo con l’arrivo dell’inverno che iniziò una rivolta partigiana che segnò in negativo la sorte dell’esercito tedesco. L’America con Roosvelt dopo l’attacco di Pearl Harbor subito dal Giappone contrattacca per la dominanza sul pacifico e per la difesa della democrazia. Nel 1943 Hitler comanda il genocidio degli Ebrei; l’anno seguente sbarcano gli USA in Scilia e il gran consiglio del fascismo vota la destituzione di Mussolini e l’Italia è divisa in due a nord si crea la repubblica sociale Italiana con capitale Salò e a sud il maresciallo Badoglio si allea con gli Americani. Nel 1944 c’è lo sbarco in Normandia e l’esercito tedesco si trova accerchiato da ovest dagli USA e a est dalla Russia. Il 30 aprile 1945 Hitler si suicida e il 7 maggio la Germania firma la resa senza condizioni. Anche la guerra nel pacifico si conclude, con la decisione da parte di Truman dello sgancio delle bombe atomiche , il 2 settembre il Giappone firma la resa.
Silone nel 1945-46 ha finalmente l’opportunità di tornare in Italia e lo fa prendendo il posto come direttore dell’Avanti, poi dirige il giornale L’Europa Socialista e diventa deputato dell’Assemblea Costituente . Aderisce al P.S.I.U.P (partito socialista Italiano di unità proletaria) e dopo la scissione dello stesso tra Nenni e Saragat per seguire i due filoni protagonisti contrapposti della guerra fredda (USA e URRS), Silone fonda il P.S.U (partito socialista unitario) e la rivista Europa Socialista per mantenere viva la speranza di un socialismo non influenzato da stati esterni dall’Europa. Le delusioni non vengono nuovamente a mancare ed è così che Silone si ritira definitivamente dalla politica attiva, ma continua a non disinteressarsi della letteratura aprendo l’associazione Italiana per la libertà della cultura. In letteratura riceve molte onorificenze soprattutto dall’estero come lauree Honoris causa dall’università di Yale ,Tolosa e Warewick. Premiato anche in Francia e in Italia con la “penna d’oro”. Muore il 22 agosto 1978 a Ginevra e viene sepolto a Pescina nel suo paese nativo per sua scelta. Tra le frasi che mi hanno colpito voglio trascriverne una: “Rinuncio ad avere una vita fittizia e apparente con dei giochi di luce sugli oggetti; non voglio che un gatto sembri una tigre, un cane rassomigli a un orso, una radice a un serpente. Preferisco chiamare gatto un gatto, cane un cane, radice una radice.” Ammiro in lui la forza d’animo che lo ha spinto a combattere per i propri ideali e principi, nonostante prima , tutte le disgrazie familiari e poi per tutte le diffamazioni prese da politici corrotti e sanguinari. Un’altra critica che ci tengo a fare è puramente patriottica, è mai possibile che un autore di questo calibro è nominato a stento nelle antologie scolastiche? E’ mai possibile che Silone sia conosciuto più all’estero che nel nostro paese? La Svizzera viene spesso presa come esempio positivo a livello politico,sociale ed economico da molti critici Italiani; in effetti Silone è l’esempio calzante di come un uomo capace venga preso in considerazione ed usato come esempio per gli altri,per dare buoni frutti, in Svizzera, mentre in Italia viene criticato come un “frustrato rinnegato”, tanto meno da una persona considerata come uno dei padri fondatori della Costituzione Italiana, Palmiro Togliatti 1950; parliamo di quella cosa chiamata meritocrazia. Per concludere trascrivo le parole utilizzate da Sergio Zanoli critico e socio dell’associazione Silone Abruzzo in onore allo scrittore:
“Monumento doloroso e riparatore alla ragione ,nel nome sacro alla libertà, prima luce della giustizia”
Secondino Tranquilli, socialista senza partito e cristiano senza chiesa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...