Il 13 gennaio 1997 nasceva Caterpillar una delle più longeve trasmissioni radiofoniche, oggi una puntata

Il 13 gennaio 1997 su Radio2 iniziava Caterpillar, un programma satirico di informazione ideato da Bruno Voglino cura di Renzo Ceresa scritto e condotto da Massimo Cirri e Sergio Ferrentino (che sarà poi sostituito da Filippo Solibello), la regia è di Gianni Buscaglia. La trasmissione nasce con l’obiettivo di fornire con l’aiuto degli ascoltatori “l’esatta fotografia dello Stato in cui versa il Paese sul fare della sera mentre tutti siamo in coda da qualche parte”, gli inviati si collegano da varie località italiane raccontando surrealisticamente gli avvenimenti e intervistando personaggi eccentrici. In onda dal lunedì al venerdì alle 18,00 Caterpillar rappresenta un appuntamento con l’attualità e con la musica, la satira e le telefonate degli ascoltatori sono gli ingredienti della trasmissione la cui sigla è della Banda Osiris. Nel cast della trasmissione Claudio Sabelli Fioretti, Antonio Di Bella futuro (direttore del Tg3 nell’insolita veste di cantautore satirico), Alessandro Bergonzoni e Maurizio Caprara. Dalla stagione 2014/2015 la trasmissione è condotta da Massimo Cirri, Sara Zambotti, Antonio Di Bella e Marta Zoboli in qualità di invitata. Il programma è curato da Renzo Ceresa per la regia di Sabina Cortese. La redazione è composta da Danilo Di Termini, Lisa Tropea e Luca Camisasca. La trasmissione continua a raccontare l’attualità con ironia e allegria per alleviare le fatiche della giornata e ridurre ansie e nevrosi collettive degli italiani bloccati nel traffico.

Oggi, 13 gennaio 2022, Caterpillar festeggia i suoi venticinque anni di vita con un’imperdibile puntata di questa trasmissione ormai entrata nella storia della radio italiana. Scrive Massimo Cirri: “Il primo ascoltatore a passare dall’altra parte, oltrepassando il muro tra chi in radio parla e chi ascolta e basta, si chiamava Mauro e mandò un fax. C’era il fax allora, era un altro tempo, il numero era 02-31-80-0070. Il fax diceva “Mauro da Anzio” e basta. Erano le 18,50 del 13 gennaio 1997. Era la prima puntata di Caterpillar. Alle 19 e qualche minuto arrivò la telefonata, era Roberto, chiamava dalla Sardegna, era in macchina. Disse: “Esistete davvero!”. Poi che stava tornando a casa, a Cagliari, dopo il lavoro. Montava antenne per ponti telefonici. “Oggi ho fatto 350 chilometri. Adesso sono qui sotto un cielo stellatissimo, in una piazzola della Carlo Felice, Da allora centomila persone chiamato Caterpillar. Per telefono dalla macchina o da casa, con un SMS, una mail, un commento su un social network o un messaggio WhatsApp – poi sono arrivati anche loro – e poi sono diventati anche vocali. Altri non ce l’hanno fatta: l’800-800-002, il numero verde di Radio 2, era occupato, oppure hanno chiamato il 348-7-300-200 che però è il numero degli sms e dei WhatsApp. Altri, ma pochi, hanno cercato di inviare un WhatsApp al numero verde. Non sappiamo quanti siano quelli che non ce l’hanno fatta a dire in onda a Caterpillar quello che avrebbero voluto dire in onda a Caterpillar. E ce ne dispiace. Perché gli ascoltatori sono stati da sempre il meglio di questo programma: partecipi, precisi, informati, ironici, amichevoli. Più intelligenti dei conduttori, ma ci vuole poco. Gente perbene. Lontani anni luce dagli abissi di volgarità della radio di Confindustria. Hanno partecipato a dibattiti, seri o improbabili: le paure del contagio che tutti abbiamo dovuto attraversare e allora raccontiamocele o i regali da pensione, belli o tristi, perché Angela Merkel avevano ricevute delle bacchette da nordic walking. Hanno raccontato di sè con quell’intimità che si crea solo in radio: “Farò il pranzo di Natale in Germania, vado a conoscere la famiglia allargata del mio nuovo compagno. Ex moglie compresa”. Auguri. Le ascoltatrici e gli ascoltatori di Caterpillar hanno vinto sfide impossibili: il Presidente Mattarella è a cena alla Casa Bianca, Washington, con un piccolo gruppo di italiani che vivono in Usa. Cerchiamo qualcuno che ci va. E’ impossibile? No. Un ascoltatore conosce un carabiniere che è stato collega di un’altro carabiniere che adesso lavora all’ambasciata Washington. Gli chiedo il numero? Certo. Moti tentatifi, c’è frenesia. Ce la faremo? Poi telefonano Bruna e Paolo, tranquilli: “Vi stiamo sentendo, sentiamo sempre Caterpillar. Siamo in macchina, siamo partiti da Pittusburg, stiamo andando al pranzo alla Casa Bianca”. Le ascoltatrici e gli ascoltatori di Caterpillar hanno raccontato angoli di mondo facendo un salto di specie e diventando corrispondenti di Caterpillar. Antonio Di Bella, grande corrispondente Rai, li ha formati con apposito corso e loro sono diventati bravissimi. Fra i tanti Chiara Bergaglio dagli Emirati e poi dal Regno Unito perché si cambia paese ma corrispondenti si resta; Domenico Biscardi da Parigi, primo arrondissement; Lucia D’Anna, violoncellista, da Gerusalemme con marito arabo cristiano; Giovanni Callegari dalla BCE, Francoforte, ma da dentro. Il professor Andrea Crisanti alternava la docenza all’Imperial College di Londra con il duro mestiere di corrispondente di Caterpillar. Poi è tornato in Italia e ha salvato il Veneto. Gli ascoltatori di Caterpillar hanno raccolto fondi – per Libera, per Emergency e per tanti altri – hanno spento le luci per M’illumino di Meno; hanno pedalato per dare il Nobel per la pace alla bicicletta; si sono sposati quasi in diretta; hanno fatto comunità. In questi 25 anni hanno fatto di Caterpillar la trasmissione più partecipata di tutte. Quella con gli ascoltatori dentro. Li ringraziamo con un Ridillo Party, giovedì 13 gennaio, dalle 18 alle 20, su Radio2. Un’intera puntata di ascoltatrici e ascoltatori che raccontano di quella volta che hanno fatto Caterpillar insieme a noi. A collegare la vita di chi ascolta con la storia di questi 25 anni ci pensa Antonio di Bella, che ha fatto anche lui Caterpillar dal primo giorno.”

Tanti auguri Caterpillar

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