E’ morto Gary Brooker, il cantante dei Procol Harum

E’ morto all’età di 76 anni anni Gary Brooker il cantante dei Procol Harum ad annunciarlo con un post su facebook è stata la band:  «L’unica costante che definisce i cinquant’anni di carriera della band, la voce e il pianoforte di Gary erano leggendari e lasciano un’eredità che durerà per generazioni. Mancherà moltissimo a tutti coloro che lo hanno conosciuto».  A whiter shade of pale rimarrà per sempre uno dei manifesti musicali del rock e il simbolo della “summer of love” e degli anni ’60 e ’70. Scrive Carlo Massarini: “E’ sempre triste quando un musicista -che hai vissuto profondamente, e ti ha lasciato tanto dentro- ci lascia, ma alcun dipartite son più dolorose di altre da accettare. Se ne è andato anche Gary Brooker, piano e voce di una delle band che ho più amato in assoluto, i Procol Harum. Quella voce da blue-eyed soul così piena, quelle due tastiere, quell’essere fuori da ogni canone, e anche abbastanza in direzione contraria alla musica di massa -almeno da un certo momento in poi- mi hanno sempre affascinato. ‘Musica degli dei’, la chiamavo, perchè mi dava la sensazione di venire dall’alto, da un reame che non era di questa terra. Da un’età dell’oro di sapore quasi mitologico. Forse era quel tocco di infinito che c’è nella muisca di Bach, forse era la potenza delle orchestrazioni, forse la voce di Gary stesso. Chissà: a volte la musica ti arriva, ti prende e non devi neanche farti troppe domande. Il mio 45 preferito di tutti i tempi, da quando lo sentivo in spiaggia sul mangiadischi, che altro dire? Li ho visti 48 anni fa, e li ho rivisti a Roma nel 2017, una serata indimenticabile all’Auditorium, sprofondato in poltrone invece che sottopalco a scattare, totalmente portato via da una band e una voce meravigliosa che non sembrava avere 50 anni di storia alle spalle. E dopo, come un ragazzetto, mi sono fatto autografare il foto-librone, un pò di Lp, e mi sono anche fatto un bel selfie. Poca roba in confronto a conoscere davvero la gente la cui musica hai amato, ma una bella definizione la danno sul suo sito, ripresa dal Guardian: “He lit up any room he entered, and his kindness to a multilingual family of fans was legendary. He was notable for his individuality, integrity, and occasionally stubborn eccentricity. His mordant wit, and appetite for the ridiculous, made him a priceless raconteur …Ciao Gary, sei solo tornato da dove veniva la tua musica. Con tanto, tanto affetto”

Scrive Maurizio Vandelli: “Ho saputo ora che non è più con noi un grande artista, compositore di due delle canzoni di cui mi sono innamorato nella vita: “A whiter shade of pale” e “A Salty Dog”, frontman e voce graffiante dei Procol Harum: Gary Brooker, che ho avuto il piacere di conoscere a Londra, dopo un suo concerto e che mi consegnò la “lacca” (prova del 45 giri prima di stamparlo) di “A whiter shade of pale” da portare in Italia! Ciao grande Gary!”

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