Radio Proposta Torino

RADIO PROPOSTA

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L’emittente nasce all’inizio del 1976 per iniziativa di un gruppo di giovani di Comunione e Liberazione, nel seminario diocesano torinese per iniziativa di alcuni seminaristi con Ilario Rolle primo direttore. Trasmettendo solo in differita dalla chiesa della Maddalena (Revigliasco). Il 13 maggio del 1976 le trasmissioni avvengono da del santuario della Consolata, successivamente si trasferisce in  Piazza Conti Rebaudengo, 22 a Torino, irradia i suoi programmi dagli 89,000 MHz (poi 88,750).  Inizialmente trasmette cinque ore al giorno, la finalità dell’emittente è: «Promuovere la conoscenza, l’incontro e la circolazione di idee e di esperienze tra le realtà giovanili cattoliche, per la realizzazione di una proposta cristiana della vita». Un’altra sfida dei figli di don Bosco, adeguata al momento storico e alla città. Dagli studi di Radio Proposta passano centinaia di giovani; dopo l’estate del 1979, le ore di trasmissione diventano oltre 15 giornaliere, e l’attenzione principale  è data all’informazione. Giovani innamorati del giornalismo si mettono alla prova con le interviste «sul campo» e il racconto della quotidianità politica e sociale. Girano con un mini registratore (a batteria!), assumono dimestichezza con gli uffici stampa di Comune, Regione, dei partiti e delle sedi sindacali.  Si fanno largo tra le conferenze stampa degli onorevoli che vengono a Torino, si soffermano ad approfondire i temi della scuola e dell’educazione. Sono gli anni degli attentati politici (ricordiamo, uno per tutti, il Procuratore capo di Torino, Bruno Caccia, papà di Cristina, una preziosa collaboratrice della radio) e dei processi alle colonne delle Br e di Prima Linea. E i giovani di Radio Incontri sono presenti. Ben presto le edizioni del «radiogiornale» annunciato da una sigla che, all’inizio era una «marcetta» che è rimasta nelle orecchie  (e forse nel cuore di tanti) diventano sei: il primo è alle 6.30, l’ultimo dopo le 22. La redazione si arricchisce, oltre che di persone, di strumenti: si ricevono almeno sei quotidiani ed alcuni settimanali. E si impara a diventare giornalisti. Pochi mezzi, ma tanto entusiasmo e tanta voglia di crescere. Per questo, oltre ai radiogiornali, principalmente di carattere locale, si dà ampio spazio ai dibattiti, nei quali vengono invitate personalità del mondo politico, sociale, ecclesiale, e alla divulgazione delle iniziative della Chiesa torinese, dei movimenti, associazioni, parrocchie, ecc. Le competenze si fanno più specifiche e si ampliano allo spettacolo, in tutte le sue forme, e allo sport, e ciascuno inizia a individuare la propria strada. Passano pochi anni, e Radio Incontri si fonde con Radio Proposta, emittente diocesana già presente, e si uniscono forze, competenze, frequenze (si aggiungono gli 88,750) e, neanche a dirlo, entusiasmo.

Nel 1980 si unisce con Radio Incontri e prende nome Radio Proposta Incontri. Il 13 aprile 1980, in occasione della prima visita di Papa Giovanni Paolo II a Torino, dall’aeroporto di Caselle, alla Consolata, al Cottolengo, alla Messa del Duomo, all’incontro coi giovani a Valdocco per salutare la città alla Gran Madre. In ogni punto c’era un redattore che aveva individuato la cabina telefonica da cui segnalare cosa stava avvenendo: ovviamente, per i pochi che non avevano partecipato di persona a quella giornata e per gli ammalati e le persone che ascoltavano da casa,  la diretta  della celebrazione e degli incontri, con i commenti, le interviste fatte sul momento o registrate nei giorni precedenti. Come detto, comunque, ampio spazio avevano anche la musica (non le dediche! come era tipico di quegli anni), ma musica di qualità, anche proveniente da Oltreoceano, e gli intrattenimenti: dibattiti con esperti di tutti gli argomenti (dall’educazione degli adolescenti alle proprietà curative delle erbe), cui il pubblico da casa poteva fare domande. E le rubriche, attese da buona parte del pubblico: ne ricordiamo solo una: «78GIRI», rassegna di dischi «vecchi» saggiamente e simpaticamente presentata da un caro amico amante della musica… di qualche tempo addietro: la sigla finale precedeva la messa in onda (rigorosamente sempre in diretta) del radiogiornale, per cui era il momento in cui il pezzo doveva essere concluso, l’intervista «passata», ovvero resa «ascoltabile» con i tagli necessari. A volte, da dieci minuti di intervista, si doveva arrivare a 90 secondi, lavoro che richiedeva tempo e precisione e che avveniva nello Studio 2 (quello dedicato alla «produzione»). Parallelamente alla crescita professionale, vi era anche la «Proposta» (in linea con la denominazione della radio) cristiana, per cui ai redattori e intrattenitori musicali venivano proposti, appunto, momenti formativi di crescita cristiana, incontri di preghiera, ritiri spirituali, e la maggior parte aderiva con entusiasmo.

Nel 1990 racchiude altre emittenti di Ivrea, Casale, Saluzzo, Biella, diventa regionale e cambia nome in Radio Proposta Piemonte. Nel 2000 crea sinergia con l’altra emittente salesiana  Primaradio Asti  L’emittente oggi è affiliata al circuito Inblu.

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Per un quadro completo delle radio libere italiane leggete l’enciclopedia della radio in versione ebook di scritta da Massimo Emanuelli

Alza la tua radio per favor…
Storia delle Radio Libere italiane di ieri e di oggi
(emittenti FM, WEB e DAB)

Prefazione di Giorgio Simonelli
Postfazione di Roberto Poletti  

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https://www.librioltre.it/biblioteca/store/ORDINE-CL_E.asp?idProduct=3625

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