L’ennesima fake news della storia della radiofonia italiana, Radio Baby 103 nacque nel 1974 da una scissione di Radio Milano International, quante fake news in una

E ci risiamo, ogni giorno ormai qualche “cazzaro” o egocentrico, dichiara di essere stato lui il primo a fare una certa cosa, o la sua radio la prima in Italia, in questo caso la seconda. Naturalmente senza essere uno storico (leggete sull’enciclopedia Treccani forse su wikipedia, chi è uno storico, ma leggete). Con il prof. Giorgio Simonelli ed altri docenti universitari abbiamo fissato delle regole, pubblicate nella mia enciclopedia della radio italiana Alza la tua radio per favor, disponibile al momento in versione ebook a soli 15 euro. Come prima radio libera si intende un’emittente con regolari trasmissioni, un palinsesto vero e proprio senza mai subire sequestri. Inoltre non è questo il luogo per fare lezioni di storia, avendo il dubbio insito nel mio dna mandatemi fonti e non chiacchierate soltanto, in caso di mio errore lo ammetterò. Oggi è il turno di Radio Baby Baby 103 emittente alla quale il giornalista Pier Mastantuono dedica ampio spazio, gesto doveroso e campanilistico, poi credo in buona fede e quindi lo invito anche a sentire la mia versione. Il titolo dell’articolo è I 50 anni di Radio Baby, la seconda emittente più antica d’Italia. La brianzola Radio Baby torna on air: la storia della seconda radio libera in Fm. E vi è sono tre falsità fin dal titolo. Innanzitutto viene usata a sproposito la parola storia, poi sarebbe la seconda, a parere di qualche ex di Radio Baby 103, dopo Radio Milano International, ma la prima radio non fu Radio Milano International bensì Radio Parma… Terza menzogna (o ignoranza se leggessero, si documentassero) vi sono state tante altre radio, almeno 40, antecedenti Radio Baby 103, che io inserisco nel capitolo della preistoria radiofonica.

Poi leggendo l’articolo (io non mi limito ai titoli ma leggo tutto, virgole comprese, che prof. noioso sono…) vi è una quarta falsità: Radio Baby 103 sarebbe nata da una scissione di Radio Milano International (mandatemi la fonte, non ne ho mai trovato riscontro). Successivamente fu gestita dalla signora Filippa (Inferrera se non ricordo male, qui mi aiutino i pionieri di Radio Baby, ma posso controllare nel mio archivio). E anche qui altro falso storico, da quanto mi risulta (attendo smentite comprovate però non le solite chiacchiere) Radio Baby 103 nacque nel 1974 (ma senza fonti certe, le prime in mio possesso risalgono al 1975 inoltrato quando erano già nate in Italia tantissme altre radio) e ripeto va nella preistoria ma dietro a tantissime altre radio (capitolo le radio libere preistoriche). A fondarla furono Bruno Ronco (persona seria, che fondò anche Radio Nord Milano 22 e Radio Montestella), Franco Girardi, Tony Girardi. L’idea nacque mentre gli amici stavano assistendo in una sala cinematografica alla proiezione di American Graffiti e restarono estasiati dalla scena del mitico dj chiamato “Lupo solitario” che trasmetteva la sua musica da una piccola stazione radio statunitense. Umberto, la mente del gruppo, esordisce con “facciamo anche noi una radio”…

continua in Alza la tua radio per favor…

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La signora Filippa e il figlio Graziano subentrano a Ronco nel febbraio 1976, l’emittente viene trasferita a Seregno. Leggendo l’articolo de Il cittadino di Monza e Brianza apprendo: “Il 2025 è l’anno di Radio Baby, l’emittente brianzola che insieme a Radio Milano International fu fra le primissime radio libere ad entrare in fm mezzo secolo fa (quindi non fu la seconda come si sostiene nel titolo e come sostiene tale Proserpio che fu la prima…). E gli eredi di quella progenie di pionieri da qualche mese hanno ripreso le trasmissioni, nella consapevolezza che quella che è la seconda radio libera italiana (allora è la seconda…) abbia ancora tantissimo da dire in una società e in un mondo della comunicazione in continua evoluzione e che va sempre più veloce.

Da parte mia faccio i miei migliori auguri alla neonata webradio più ne nascono meglio è, la ascolterò, io resto per il pluralismo. Dopo 27 anni quindi (l’emittente chiuse nel 1998 con la morte della signora Filippa) un gradito ritorno. Sono disponibile ad un confronto, non polemico con Luca Viviani, Franco Ponte ed altri nonché con il giornalista autore dell’articolo. Recensirò la radio nel mio censimento delle webradio, e, se ho sbagliato io, inviatemi fonti comprovanti però, ammetterò di avere sbagliato. Io raccolgo critiche costruttive, però non creiamo confusione di ruoli: gli speaker facciano gli speaker, gli storici facciano gli storici, al fine di non fare danni al medium e di non diffondere fake news. Un video correlato all’articolo si chiude citando Nicola Di Bari, ma Nicola era in onda su Radio Cologno non su Radio Baby 103…

P.S.: ero al telefono con l’editore di un network, ho gentilmente declinato una sua offerta, le ragioni le ho spiegate in altro articolo pubblicato sul mio blog. Quando gli ho raccontato della seconda radio libera italiana e delle varie diatribe fra gli speaker e i tifosi di radio sulla primogenitura ha detto ridendo: “io li lascio litigare, io sono arrivato dopo ma il network (e i soldi) li ho fatti io non loro”

Per conoscere nei dettagli la storia delle radio brianzole (ed italiane) leggete l’enciclopedia delle radio libere italiane (in versione ebook a soli 15 euro)

Alza la tua radio per favor…
Storia delle Radio Libere italiane di ieri e di oggi
(emittenti FM, WEB e DAB)

Prefazione di Giorgio Simonelli
Postfazione di Roberto Poletti  

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