La legge sul terzo mandato di Vincenzo De Luca in Campania è incostituzionale, analoga sorte per il governatore del Veneto Luca Zaia. Ed ora cosa succederà? In Campania De Luca potrebbe appoggiare una figura esterna con altra lista per dare fastidio sia al centrodestra che, soprattutto, al centrosinistra, contribuendo a far perdere quelli che ritiene i suoi traditori. E non è tutto: De Luca potrebbe creare liste sue in ogni Regione e Comune d’Italia, potrebbe lasciare il Pd, oppure, tutto è possibile, arrivare ad un compromesso con il Pd e con il campo largo (o campo santo, come lo definisce lui).
In Veneto fuori gioco anche Luca Zaia, il problema è ora di Salvini, Meloni rivendica la Presidenza della Regione Veneto, Salvini ha rivendicato il suo rientro al Viminale per poi barattarlo con la Presidenza della Regione Veneto per un altro leghista, ma quale sarà il futuro politico di Zaia?
Zaia, Salvini e De Luca sconfitti? Vincono Meloni e Schlein?
In questa confusione c’è da aspettarsi di tutto: una convergenza di parallele fra Zaia, De Luca e Salvini? Paradossalmente una lista leghista contro Fratelli d’Italia e Forza Italia farebbe potrebbe far vincere in Veneto il centrosinistra, e una lista De Luca in Campania potrebbe far vincere il centrodestra. Ma si potrebbe arrivare ad un compromesso in una o in tutte e due le Regioni.
Il 9 aprile si pronuncerà la Consulta sulla questione del terzo mandato che riguarda in particolar modo Vincenzo De Luca e Luca Zaia, due dei migliori governatori campani e, in parte, Michele Emiliano, che però non mi risulta intenda ricandidarsi (l’interessato confermi o smentisca) è pronta una staffetta con De Caro? Ma torniamo a Zaia e a De Luca. Se la Consulta darà ragione ai due governatori uscenti Salvini rivendicherà la Presidenza della Regione Veneto per Luca Zaia, o, in caso contrario rivendicherà una Presidenza leghista, cosa assolutamente non gradita a Fratelli d’Italia che ha già alcuni suoi candidati. Togliere il Veneto alla Lega sarebbe un’umiliazione non solo per Salvini ma anche per i veneti, sinistri compresi, legati a Zaia. Salvini al congresso della Lega ha rivendicato per sé il ritorno al Ministero degli Interni, che sia una mossa per poi rinunciare chiedendo la Presidenza della Regione Veneto? Ai gufi e rosiconi che sperano nella caduta del governo di Giorgia Meloni ho già risposto non sarà certo l’opposizione a fare cadere Meloni, governerà fino al 2027, soltanto Salvini potrebbe fare cadere il governo, del resto lo conosciamo… ha già fatto un Papete… Ma non credo che stavolta lo farà per diverse ragioni. Però potrebbe far fare alla Lega con Zaia o con altro leghista, una corsa solitaria staccato da Fdi e Forza Italia. Non vivo in Veneto ma i miei referenti in Veneto mi dicono che paradossalmente questa mossa avvantaggerebbe la sinistra, la vittoria andrebbe alla Lega o addirittura alla stessa sinistra (è già successo a Verona).
Anche in Campania potrebbe accadere una vicenda paradossale: una corsa solitaria, contro il Pd, di De Luca (De Luca con una sue liste civiche, allargate ai socialisti, forse a Mastella e a Matteo Renzi, anche se Renzi ha smentito) farebbe vincere il centrodestra o lo stesso De Luca…
De Luca ha dichiarato in merito alla sentenza della Consulta: «Ho fiducia. Il problema che si pone è di sostanza: quando si deve decidere il destino di un territorio, chi decide? I parassiti che vivono a Roma o i cittadini che vivono in quel territorio e hanno il diritto di valutare chi li governa?»
Se la Consulta darà ragione a De Luca ne vedremo delle belle, intanto girano nomi di altri candidati: per il centrodestra (il ministro dell’interno Piantedosi, ma allora libererebbe il Viminale per Salvini che rinuncerebbe al Veneto…), l’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano (penso sia una bufala o uno scherzo), Mara Carfagna, Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Confindustria Napoli e il vice ministro degli esteri Edmondo Cirielli,
Il centro sinistra (campo largo, o “campo santo” per usare un’espressione dello stesso De Luca, candiderebbe il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi (e Roberto Fico sindaco di Napoli), oppure lo stesso Roberto Fico Presidente della Regione, ma si fa anche il nome dell’ex ministro Raffaele Costa o, ancora, di Raffaele Cantone. Altri nomi sono Mario Casillo, capogruppo del Pd in assise regionale, campione di preferenze, e, difficilmente, i fedelissimi di De Luca Fulvio Bonavitacola e Lucia Fortini.
Se la Consulta dovesse accogliere il ricorso di De Luca si presentano due scenari:. corsa solitaria di De Luca, che penalizzerebbe il campo largo-campo santo…, corsa solitaria di un fedelissimo di De Luca (che un sondaggio di youtrend attesta al 21%) o un accordo fra De Luca e il campo largo: De Luca tornerebbe a fare il sindaco di Napoli, o avrà altro incarico, oppure ancora si candiderà, o candiderà suoi fedelissimi, in una lista civica alleata, che il Pd probabilmente (in caso contrario sarebbe un suicidio) accoglierebbe perché, sempre stando ai sondaggi, raccoglierebbe una percentuale di voti pari o di poco inferiore o superiore al Pd.
Insomma ne vedremo e sentiremo anche in radio, delle belle, e mi limito alla Campania, con relato refero e con notizie raccolte dai miei corrispondenti, interpellerò presto lo stesso Presidente De Luca. Si parla anche (fake news o fantapolitica, anche ci sarebbe da ridere) di liste De Luca in altre Regioni e Comuni d’Italia. Soprattutto in Lombardia se ci fosse una lista De Luca non credo ma vincerebbe ma ci sarebbe da ridere, in ogni senso, avendo capito chi potrebbe essere il candidato. Ammesso che tale ipotetico candidato accetti oltre alle risate e alle provocazioni potrebbe far vincere il centrodestra, già avvantaggiato a parer mio, e comunque entrare in consiglio e fare una sana, dura e veritiera opposizione, al centrodestra se vince, e al centrosinistra se non governa bene… Mi ricordo una frase che Caio Mario Cattabeni medico, consigliere comunale a Milano negli anni ’60 disse del litigioso (ma validissimo amministratore) sindaco Pietro Bucalossi: “quell’uomo è capace di tutto”, anche di unire renziani, delichiani e salviniani….



Ascolta la cover di A casa di Luca di Silvia Salemi, diventata A casa De Luca, canta Michele Ponti. Una leggenda metropolitana lombarda narra che il ghost writer di Renzi e di De Luca sia proprio padano (magari un leghista, o comunque adorato dai leghisti), ma non mi risulta.
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Anni difficili con il Pd che è la peggior Dc e il peggior Pci, l’era Meloni li ha spenti tutti, che Pd che Pd che Pd, ma la sera a casa De Luca la Schlein non ci viene, ma la sera a casa De Luca possiamo parlare…