La notte fra il 4 e il 5 giugno è morto nella sua Biella Peppo Sacchi, l’inventore di Telebiella. Per anni fu considerato il primo in Italia a rompere il monopolio Rai, ma così non fu: prima di lui vi furono Pietrangelo Gregorio con Telediffusione Italiana – Telenapoli, Sergio Emmanuele Anastasio con Tv Emmanuel. Con onestà intellettuale Peppo lo riconobbe nel corso di un’intervista che gli feci proprio vent’anni fa. A Peppo Sacchi va però il merito di avere creato il caso e di avere contribuito successivamente a due sentenze della Corte Costituzionale che di fatto liberalizzarono le radio e le tv private. Si recarono da Sacchi, quasi in pellegrinaggio, Renzo Villa (poi fondatore di Telealtomilanese e di Antenna3 Lombardia), i pionieri di Babelis Tv di Rimini, e tanti altri che poi diedero vita a tv via cavo e via etere. Nella mia Storia delle tv private italiane (la prima ed unica opera del settore) analizzo queste cose, ricostruisco la storia di tutte le tv italiane suddivise Regione per Regione e Provincia per Provincia, e dedico Sacchi il giusto spazio. Peppo fu infatti dimenticato, rimosso, cancellato, perché la storia la scrivono i vincitori, che furono altri. Nessuno inoltre aveva dato spazio alla storia delle radio e tv locali prima del sottoscritto, Aldo Grasso (che ringrazio) nella sua Garzantina della televisione citandomi aveva dato spazio a Telebiella, a Peppo Sacchi e alle tv locali, poco dopo Enrico Mentana realizzò una puntata di Matrix dedicata all’argomento. Ma per il resto silenzio salvo una docente universitaria (raccomandata) che confuse (scopiazzando dal sottoscritto) Peppo Sacchi con Arrigo Sacchi, ex allenatore della Nazionale e del Milan…
Peppo Sacchi ha scritto indubbiamente importantissime pagine nella storia della televisione italiana, sia per essere stato un pioniere, sia per avere ospitato personaggi esiliati dalla Rai come Enzo Tortora, Bruno Lauzi ed altri, sia per avere lanciato format innovativi e nuovi personaggi. Fra di essi Ezio Greggio che dichiara a Newsbiella:
“Ricordare Peppo Sacchi per me è fare un tuffo negli inizi della mia carriera: anni 70, TeleBiella, lui e Ivana, il prof. Sacchi papà di Peppo, ma anche i tecnici come Gatta e Gandolfo, Angelo Laganà . Peppo è stato più cose insieme non solo un regista e un imprenditore ma soprattutto un visionario, un combattente dell’etere per la libertà, il primo artigiano della tv libera. La sua era una visione dell’informazione e della tv che si basava sull’articolo 21 della nostra Costituzione e su quello combatté spodestando il monopolio Rai. Un articolo ancora oggi fondamentale e spesso dimenticato “L’articolo 21 della Costituzione italiana tutela il diritto fondamentale di ogni individuo di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Esso garantisce inoltre la libertà di stampa, ponendo precisi limiti e tutele contro la censura”. Se oggi l’informazione in Italia è più ampia e pluralistica lo si deve a quella guerra costituzionale scatenata da Sacchi alla quale ho partecipato a suo fianco, che abbatté le imposizioni dell’allora Ministro delle comunicazioni Gioia e dell’escopost che sigillarono i nostri cavi cercando di impedirci attraverso uno statalismo becero e arrogante, di andare in onda.
Ho sentito Peppo e Ivana l’ultima volta nel 2023, una lunghissima telefonata ove abbiamo ripassato quell’epopea che spianò la strada poi a tutte le tv libere e private. Una volta raccontai a Berlusconi quel periodo, mi ascoltò con attenzione e riconobbe che ciò che fece Peppo Sacchi con TeleBiella fu fondamentale per la libertà televisiva, mi pregò di salutarlo con grande affetto: quando lo dissi a Ivana e Peppo rimasero toccati da quel saluto e da quel riconoscimento inatteso.
Peppo è stato il mio primo regista, con lui ho realizzato i miei primi varietà televisivi, erano in bianco e nero, registrati con vecchie apparecchiature e nastri riciclati centinaia di volte. Ma quel pionierismo, quella voglia di libertà, di sperimentazione, di passare in un certo senso alla storia sono parte del mio DNA. Se chiudo gli occhi e penso a Peppo sento la sua “r” moscia, la sua voce un po’ roca. È stato un grande anticonformista, un intellettuale, un inarrestabile guerriero del nostro tempo. I libri di storia dovrebbero ricordarlo : “Peppo Sacchi ideatore di TeleBiella con un manipolo di combattenti dell’etere vincendo contro l’arroganza dittatoriale dello Stato ha aiutato a far crescere la libertà di espressione in Italia “. Spero che oggi Mediaset, Rai e gli altri gruppi televisivi nei loro Tg lo ricordino. Fu dimenticato troppo in fretta, anche per via del suo carattere burbero e non accomodante. Grazie Peppo, salutami Ivana, sei e sarai sempre nei miei pensieri”












‘Ezio Greggio: “Grazie Peppo, salutami Ivana, sei e sarai sempre nei miei pensieri” – Newsbiella.it
Storia delle TV private italiane’ di Massimo Emanuelli