Seconda metà degli anni ’80, non era ancora caduto il muro di Berlino, al comando dell’Urss c’era Michail Gorbaciov con la sua perestroika. Berlusconi stava creando ima televisione (Канале 5) in Urss. Poi cadde il muro di Berlino, arrivò Eltis, quindi Putin. Canale 5 aveva comunque un’ufficio di rappresentanza in Urss. La passione di Berlusoni per la Russia: infatti quando Gorbaciov venne in Italia andò ad Acore da Berlusconi che era anche l’editore di un libro di Gorbaciov tradotto in Italiano.
Lo rivela Roberto Gasparotti, regista personale di Silvio Berlusconi per 25 anni, e, prima, regista Videodelta (poi Fininvest-Mediaset), in un libro scritto con la giornalista de Il Fatto Quotidiano Paola Zanca, prefazione di Marco Travaglio edizioni Paperfirst. Il libro sarà presentato in anteprima domenica 13 settembre alle 11 alla Versiliana e lunedì 14 settembre alle 17,30 su Radio Free Live. nell’ambito della rubrica Tele Historia. Roberto Gasparotti sarà intervistato da Massimo Emanuelli presenterà in anteprima il libro e racconterà cose inedite su Berlusconi. Curiosa la scelta di Travaglio (non certo tenero con Berlusoni) e di Emanuelli (che non è mai stato con Berlusconi, ma nemmeno contro Berlusconi) ma ascoltando la trasmissione capirete perché.
Quasi un ventennio al potere, una vita al centro della scena pubblica come imprenditore, uomo d’affari e di spettacolo: di Silvio Berlusconi pensiamo di sapere tutto. Invece, dietro al sipario, c’è ancora un mondo da raccontare. E solo chi ha trascorso con lui ogni singolo giorno, dalla discesa in campo del 1994 in poi, può rivelare i retroscena di quella scenografia apparentemente perfetta. Gli scivoloni, le insicurezze, i tic di un uomo che ha costruito un’intera carriera sull’immagine e che negli anni si è fatta leggenda: le canzoni-inno, i palchi bianchi, il divieto di ospiti vicini al podio, il prompter per leggere i discorsi, i bigliettini delle fan in tasca. E poi i capelli, il trucco, l’altezza: ogni appuntamento pubblico dell’inventore di Forza Italia ha seguito un format preciso. Per la prima volta siamo in grado di raccontare come ha funzionato la macchina del consenso di Silvio Berlusconi. A svelarla in esclusiva è Roberto Gasparotti, il “regista” che ha curato tutte le sue apparizioni pubbliche, a cominciare dal video che iniziava con “l’Italia è il Paese che amo”. Lo ha seguito nei comizi, nelle manifestazioni, nei tanti anni a palazzo Chigi insieme ai protagonisti della politica di ieri e di oggi, fino agli anni bui della decadenza, dopo la condanna per frode fiscale. È la sua viva voce a raccontare una vita trascorsa al fianco del “presidente”: dagli incontri internazionali alle cene a palazzo Grazioli, Gasparotti c’era sempre. Ecco cosa ha visto.
IL REGISTA DI BERLUSCONI – Paper First
Vi aspetto con Roberto Gasparotti lunedì 14 settembre alle 17,30 su Radio Free Live
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