“Ma va a Bagg a sonà l’òrghen!” (“Vai a Baggio a suonare l’organo!”) significa oggi “vai a quel paese” si usa per un seccatore e/o per allontanare qualche che vanta capacità che non ha. Così come “Ofelè fa el to mesté” è un antico proverbio del dialetto milanese che significa letteralmente: “Pasticciere, fai il tuo mestiere” il detto si usa per invitare qualcuno ad occuparsi solo di ciò che si conosce davvero, evitando di improvvisarsi esperti in settori altrui. Peccato che oggi ci sono i tuttologi sconosciuti che oltre a coinvolgere pochissime persone (meno che le dita di due mani) sentenziano su fatti, persone, circostanze che non conoscono.
Baggio è un quartiere milanese facente parte del Comune di Milano dal 2 settembre 1923, pur in periferia questa sera sono state coinvolte oltre 800 persone, la sagra ha visto la partecipazione di migliaia di persone. Fino all’ultimo il vicepresidente ed assessore di Municipio temeva la scarsa partecipazione di persone (ma mica di sette persone ahah) perché era prevista pioggia. Fortunatamente non ha piovuto stasera io poi ho commentato “credevo che piovesse, non che grandinasse” metafora usata da Alcide De Gasperi nel 1948 per descrivere una vittoria talmente grande, superiore a ogni previsione della Dc. Ebbene né io, né l’assessore alla Cultura pensavamo ad un successo così ampio: oltre 800 persone.
Nelle prossime settimane manderemo in onda spezzoni del concerto e un’intervista con Ivana Spagna.