E’ morto Heron Vitaletti montatore della moviola, aveva 96 anni, abitava in zona San Siro. Nato a Milano il 26 ottobre del 1930, lavorò in Rai fu lui a guidare la moviola fin dai tempi della conduzione de La domenica sportiva da parte di Enzo Tortora. La moviola nacque il 22 ottobre 1967 Carlo Sassi coadiuvato proprio da Heron Vitaletti, tecnico in studio, poi suo fraterno amico mostrò il gol fantasma di Gianni Rivera nel derby Inter-Milan. Manda avanti Heron… No anzi, torna indietro. Blocca l’immagine. Ralenta. È dentro o fuori la porta quel pallone?… Fuori.Va bene è fuori!». Questo fu il dialogo beckettiano tra Sassi e Vitaletti, i due padri fondatori della moviola in tv.
Scomponendo fotogramma per fotogramma le immagini insieme a Carlo Sassi, Vitaletti notò che al rimbalzo della palla si sollevava uno sbuffo di polvere bianca, prova inconfutabile che la palla si era fermata sulla linea: non era goal, anche se era stato assegnato dall’arbitro, il signor D’Agostini della sezione di Roma. Da quel momento, fino al pensionamento dalla RAI, Vitaletti mostrò ai telespettatori le varie immagini avvolgendo e riavvolgendo il nastro.
Con gli anni ’70 al tandem Sassi-Vitaletti si aggiunse il terzo uomo, “The Voice” di Cormons: Bruno Pizzul. Il fascino del calcio – disse lo stesso Vitaletti nel corso di un’intervista rilasciata a Massimiliano Castellani – sta proprio nell’errore, quello tecnico del calciatore e a volte anche nella svista in buona fede del povero arbitro». Il calcio scientifico è ostaggio delle telecamere e della Rete, quella gonfiata dai social. Un calcio che ha perso i suoi narratori, le sue maschere e quei personaggi che avevano trasposto la commedia all’italiana in uno stadio.
Sassi, Vitaletti e Pizzul sono stati gli ultimi epigoni di un giornalismo televisivo vissuto in presa diretta, telecronisti abituati ad annusare l’erba del campo dalla loro postazione per poi correre in corso Sempione a montare le immagini da regalare a quegli italiani di una volta che alla domenica lasciavano la moglie da sola «per andare a vedere la partita di pallone».
«Vitaletti ha segnato più gol del Milan – sorride Sassi – Quando seguivamo dalla tribuna la partita a San Siro dovevo scansare le ginocchia sotto al tavolo perché Heron scalciava in sincronia con i tiri in porta di Rivera e compagni». Il prode Heron è rimasto alle gesta eroiche dell’“Abatino” o al massimo a quei pomeriggi tristi e di scighera (di nebbia) in cui «’sto Rivera ormai non mi segna più», come cantava sconsolato Enzo Jannacci in Vincenzina e la fabbrica. «La moviola come prova tv può avere una funzione educativa ed è un antidoto ai simulatori, ma da qui ad assumerla come mezzo per fare del calcio una scienza esatta lo trovo ridicolo.