Goran Kuzminac

goran kuminacGoran Kuzminac nasce il 16 giugno 1953 a Zemun, municipalità autonoma a pochi chilometri da Belgrado, sulle rive del Danubio blu, nell’allora federazione jugoslava, oggi è Serbia: “io lo dico sempre sono l’unico serbo buono, abbiamo dato all’Europa l’orrore della guerra.. La mia famiglia si trasferì in Italia, precisamente in Trentino, quando avevo sei anni. Ho fatto li le scuole elementari ed i primi anni delle medie, per poi passare quattro anni in un collegio gesuita in Austria, al “Stella Matutina” di Feldkirch. Quando sono tornato, dritto come un soldatino e molto educato a tavola, suonicchiavo male la batteria, ma avevo capito che la musica mi liberava un pò della mia cronica timidezza…. Mio padre da bambino aveva fatto le scuole a Bressanone e Verona, si era preso in carico una piccola ditta di spazzole e materiale plastico, pur essendo un medico. Ho fatto un’infanzia libera e spensierata in Trentino. Ho imparato a nuotare e pescare nel Sarca (L’affluente del lago di Garda)…. Io sono una persona molto curiosa, le mie esperienze spaziano dalla musicoterapia fatta in ospedale psichiatrico, alla realizzazione di video, ovviamente al mio mestiere principale, quello di scrivere canzoni e di stare sul palcoscenico, per il resto spazio dagli aquiloni, alla reti da pesca, alla pittura. La vita è troppo breve per fare tutto quello che vorrei fare…

Goran inizia a suonare la batteria nel gruppo musicale scolastico, per poi passare alla chitarra. Con quest’ultimo strumento sviluppa una raffinata tecnica di finger-picking (vale a dire, pizzicando la corda con la punta delle dita o usando le unghie al posto del plettro), appresa da un militare americano conosciuto durante un viaggio in treno che gli aveva chiesto di poter suonare la chitarra che portava seco.

Chi erano i tuoi modelli o cantanti preferiti nella tua giovinezza?

“Ovviamente i Beatles… poi, James Taylor, John Martin, Jorma Kaukoonen, passando per i Creedence Clearwater Revival, Crosby Still Nash &Young fino a Paco de Lucia… ho avuto anche la fortuna durante la mia lunghissima carriera di suonare assieme a qualcuno di questi miei idoli… incredibile! Quelle sono state vere emozioni.”

Sei mai andato, prima di diventare un professionista, a qualche esibizione o concerto di artisti famosi? Sicuramente la risposta sarà sì. E in questo caso, di chi?

“Fuggivo da casa per andare a seguire i pochi concerti che si tenevano al palazzetto dello sport di Bolzano. Lì ho sentito il mio primo grosso evento con i Ten Years After di Alvin Lee. Credo che quel chitarrista mi abbia realmente sconvolto… non ho dormito per molti giorni. Ricordo benissimo anche un mitico concerto dei Jethro tull per non parlare di Joe Cocker con una band da paura…”

goran kuzminac francesco de gregoriGoran si iscrive all’Università di Padova, dove si laureerà in medicina, mentre è ancora studente collabora con l’emittente radiofonica di Cadoneghe Radio Gamma 5 per la quale conduce il programma Music blus, intanto inizia ad affiancare l’attività strumentistica in sala di incisione a Milano e a Roma a supporto di vari artisti. Un inverno a Madonna di Campiglio Goran incontra Francesco De Gregori, che aveva appena finito di registrare RimmelDe Gregori, che intravede in lui anche qualità compositive oltre che tecniche, viene da questi segnalato a Vincenzo Micocci, già direttore artistico della RCA Italiana e fondatore delle case discografiche ParadeIT e Una sors coniunxit. “Quel periodo leggendario non ha nulla a che fare con i talent show di oggi. Nessuno ti buttava allo sbaraglio mentre eri ancora impreparato. Nessuno ti vedeva come un prodotto, da vestire, pettinare, tatuare, colorare, come fossi una Barbie o un Ken da vendere ai ragazzini. Si parlava di musica continuamente. Si faceva musica continuamente. Si scriveva musica e ci si confrontava. Ci volevano due o tre anni per fare il primo 45 giri con due canzoni, ed altrettanti per un album di otto o dieci. Nessuno di noi era solo una “hit” per un’estate, ma un autore prolifico che poteva dare molto di più. Una carriera iniziava in sordina e poi durava una vita. Oggi i ragazzi che partecipano ai talent, esplodono e brillano per un’estate, e poi scompaiono nel buio più totale, senza possibilità di ritorno. E chissà quanti grandissimi talenti sono stati bruciati così, sull’altare dello show a tutti i costi.”

Micocci mette Kuzminac sotto contratto nel 1976 e lo affida al direttore artistico Gaio Chiocchio. L’esordio discografico del cantautore avviene in quello stesso anno con un 45 giri triplo, opera collettiva prodotta dallo stesso Chiocchio per lanciare i giovani artisti a contratto presso la Una sors coniunxit: il brano di Kuzminac si chiama Io nel brano ci sono i primi rudimenti del finger style, altra particolarità è che anche i disegni delle tre copertine sono opera degli artisti presenti nel disco. Di tutti gli artisti coinvolti in quell’esperienza, è proprio Kuzminac l’unico artista ad assurgere a un certo grado di notorietà, e nei tre anni successivi lavora al seguito delle tournée di Angelo Branduardi, Lucio Dalla e Antonello Venditti, aprendone i rispettivi concerti. “Più gli esami diventavano difficili e più io suonavo la chitarra. Nel 1977 Goran firma con la Rca il suo primo contratto discografico come solista. “La fine degli anni ’70 è stata molto dura, politica e violenta, atmosfera cupa. Brigate rosse e polizia, anni di contestazioni e di autoriduttori, botte da orbi tutte le sere. Tra brigatisti rossi, giovani di idee politiche differenti pronti ad uccidersi per un manifestino e bombe sui treni e nelle piazze. Massimo Morante dei Goblin ha detto che era difficile per un musicista o cantante in quel periodo essere scevro da obblighi politici e non pagare dazio al partito di riferimento, il PCI, che controllava le piazze di tutt’Italia. Tu cos’hai da dire su questo argomento?ja pevam i sviram… i nikoga ne diram” che significa in slavo “io canto e suono e non do fastidio a nessuno”. La verità è che in quegli anni erano i festival dell’Unità che permettevano a moltissimi giovani cantautori di sopravvivere e specialmente di farsi notare. Imparare a stare sul palcoscenico nonostante le botte ogni sera, e i tentativi di contestazione degli autoriduttori. O impararvi o ti arrendevi… io non mi sono mai arreso finora… era senz’altro un fatto politico, ma era anche un fatto culturale. La sinistra in qualche modo investiva nella cultura, mentre il centro e la destra no. Oggi basta guardarsi in giro per rendersi conto che non importa saper suonare, cantare, ballare o recitare… basta apparire, ed essere amici di Maria de Filippi. E siete sicuri che per tutto questo non ci sia un altro dazio ancora più odioso da pagare?”

“Un “illuminato” direttore della RCA se ne era andato, ed al suo posto era subentrato un “commerciale”, fu quello il periodo in cui dissi:”Chi segue gli altri, non arriverà mai primo”, e me ne andai sbattendo la porta. Non trovai altri contratti discografici, ma nemmeno li stavo cercando. Erano gli anni ottanta, quelli della “Disco-music”. Le batterie elettroniche, i sintetizzatori, l’immagine al posto del contenuto. Tutto si stava trasformando. Eravamo più americani noi degli americani stessi. Le radio si stavano trasformando da libere in network commerciali, e le etichette discografiche Italiane trovava processi pubblici sul palcoscenico ai cantanti. Ho imparato il “Live” in quell’epoca, ed è stata una lezione durissima ma fondamentale.

Dopo avere inciso, Io, brano passato inosservato, nel 1978 Goran Kuzminac incide Stasera l’aria è fresca. Era iniziato il periodo delle radio libere. Tanta voglia di musica. “Erano tutti DJ improvvisati. Si trasmetteva dalle soffitte e dalle cantine. Ognuno aveva i suoi dischi preferiti, e li portava con sè anche in vacanza. Succedeva cosi’ che un ragazzo di Milano in vacanza in Sicilia, trasmettesse nella piccola radio privata del posto, come ospite… gratis!.. E viceversa. E la musica girava eccome! E così Stasera l’aria è fresca prende piano piano il volo. Prima a macchia di leopardo, poi su tutta la penisola. Era suonata in modo strano, era diversa l’atmosfera, il testo era un tormentone. Ma era pur sempre un 45 giri, ed i discografici non capirono se non con molto ritardo che gli era scoppiato un petardo in mano. Con il singolo Stasera l’aria è fresca  Kuzminac ha modo di mostrare la sua tecnica musicale oltre alle sue doti artistiche: il brano vince il Festival di Castrocaro e ottiene il secondo posto (Gondola d’Argento) alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia.  Sulla scia di quel successo, nel 1980 Kuzminac pubblica il suo primo albumEhi ci stai, da cui viene tratto il singolo (con testo di Gianfranco Baldazzi) con lo stesso nome, che si classifica secondo al Festivalbar di quell’anno; nel disco reincide anche Stasera l’aria è fresca con un nuovo arrangiamento. Con Hei ci stai Goran sale sul podio al Festivalbar del 1980, il brano si distingue come un inno alla libertà, a osare un po’ di più nel gioco della vita.

Come è nato e, a più di 30 anni di distanza, quanto la rappresenta oggi? Ritieni che il suo messaggio possa essere ancora attuale?

“Il successo di Ehi ci stai è la riprova che nella vita puoi scrive le canzoni migliori, rivedere anche le virgole, ma poi ottiene il grande successo con la canzone più leggera, che io fra l’altro scrissi per caso, non la volevo neanche incidere, era indirizzata ad una mia collega, allora molto famosa. Il divertimento e il buonumore, sono caratteristiche umane che non passano mai di moda. Perché dovrebbe invecchiare una canzone che diverte, fa cantare e dà un po’ di carica quando ne hai bisogno? Nonostante siano passati moltissimi anni, Ehi ci stai Stasera l’aria è fresca sono due canzoni che ho ancora piacere a eseguire dal vivo. Dopo quelle, sono seguiti altri sedici cd, con decine di canzoni anche più belle e dirette, ma l’energia dell’inizio, è difficilmente superabile. Quando hai vent’anni, sei un folle coraggioso, poi diventi un saggio attento ai particolari. Questo rende tutto più perfetto e bello, ma i colori non sono più così vividi come quando sei un giovane entusiasta.”

goran kuminac q concertNel frattempo la Rca inizia la produzione di Q Disc, 33 giri economici con quattro canzoni, di uno o più artisti. Kuzminac fu tra i primi ad apparire in tali produzioni, nel Q concertrealizzato con Ron Ivan Graziani, contenente tre loro canzoni e l’inedito scritto insieme Canzone senza inganni; al disco fece seguito una tournée dei tre artisti. Esce quindi il secondo album d Goran, Prove di volo, che contiene Stella del nord, pubblicato su 45 giri e in gara a Un Disco per l’Estate Saint Vincent e ad Azzurro 1982. Nel 1982 Goran ripete l’esperienza del Q disc, con Q concert realizzato con Mario Castelnuovo e Marco Ferradini, con un brano inciso insieme Oltre il giardino e tre inediti, il brano di Kuzminac è Bugiarda, che poi non fu inserito in alcun album successivo.

“Con Ron Ivan Graziani io ero il vagone, e loro due le locomotive. Con Ferradini e Castelnuovo, mi sono trovato a fare io da locomotiva. Non che fossero meno bravi, anzi! Era solo il fatto che avevo molta più esperienza. La realtà è che nè l’una né l’altra tournée fu una nostra idea. Tutto venne progettato dal direttore della RCA per lanciare il Qdisc. Che era in sostanza un 33 giri con quattro canzoni, costava di meno, però entrava nelle classifiche degli LP. Un’operazione pianificata a tavolino e prettamente commerciale, che però con la potenza economica e promozionale di una multinazionale, ci portò in tutta Italia e fu a ben vedere un evento che ancora dopo tanti anni si ricorda. Peccato che per nostra stupidità e ingenua giovinezza, (in realtà per colpa nostra), non vi fu seguito a tutto ciò. Oltre il giardino era tratto dalla Ciaccona di Bach che conoscevo dall’età di 13 anni, ero l’unico della mia classe (seconda media) che la conosceva considerandola molto bella, ma forse non era recepita da tutti… Sono un uomo senza destino, l’ho sempre pensato. In quasi quarant’anni di carriera, ho conosciuto e sono diventato amico di moltissimi personaggi che poi si sono fatti strada nel mondo della musica in tanti campi. Ti dico solamente che quasi tutte le giurie esaminatrici degli ultimi quindici anni del festival, erano per la maggior parte composti da amici. Ogni volta che mandavo un brano… e ti garantisco che erano canzoni veramente belle, mi telefonavano con tono dispiaciuto, dicendomi addolorati che ero arrivato quindicesimo su 14, o ventunesimo su 20 e avanti così. Alla fine ne ridevamo insieme, perché ovviamente lo sapevamo tutti che i giochi erano fatti da chi poteva farli, non da loro e nemmeno da me. Dicevo del destino: l’anno che io vinsi il Festival di Castrocaro, si andava al festival di Venezia, e non a Sanremo. Credo che fu l’unico anno in cui le regole cambiarono… e ovviamente ci capitai io… anche se poi vinsi pure il festival di Venezia. L’anno dopo non lo fecero più.”

Il seguito della carriera artistica di Goran, sebbene non sempre sotto i riflettori, prosegue ma quando la dirigenza Rca cambia Kuzminac rescinde il contratto che legava la distribuzione dei suoi dischi alla casa discografica: nel 1984 partecipa alla produzione di un brano di Patty Pravo, Per una bambola, in gara al Festival di Sanremo,  nel 1985 incide il 45 giri Cosa ci fai nella mia vita/Dove sei quando non ci sei. cui segue, nel 1987, l’album Contrabbandieri di musica. Nel 1988 Goran suona la chitarra nell’album del cantautore Rodolfo Santandrea Aiutatemi amo i delfini. 
Dopo il bagno di folla e di popolarità momenti tranquilli: Quando tutto succede all’improvviso può dare alla testa, ma se sei giovane, il pericolo è ancora piu’ grande. L’unica cosa che capivo fino in fondo, era che non volevo fare canzoni “Alla” Battisti o “Alla” Renato Zero ecc., ma solo le mie. Io vivevo tranquillamente attraverso la mia rete di concerti, che mi permetteva di avere una casa e di mettere su famiglia. Scrissi musica da film, lavorai in studio come produttore, chitarrista, autore, turnista. Ma da maggio ad ottobre stavo su un palcoscenico. Scrivevo canzoni, ma non producevo dischi.  Per quelli (non esistevano ancora i computer e le schede audio) c’era sempre bisogno dell’investimento di una casa discografica che io non avevo. Ho provato ad un certo punto a chiamare le varie CBS, Sony ecc.. ma non riuscivo mai a parlare direttamente con il direttore artistico. Mi passavano sempre il ragazzotto di turno che per mestiere doveva inventare delle scuse. Così’ smisi di cercare un contratto stabile. Le canzoni che scrivi devi però fotografarle prima che invecchino troppo. Uscì così “Contrabbandieri di musica” con un’etichetta minore ed un investimento fallimentare, ma che servi’ ad ungere la mia voglia di scrivere qualcosa di nuovo. Da lì tutto il resto è stato facile. Mi ero sganciato dal: “DEVO” fare un disco, ed ero entrato nel:”HO VOGLIA DI” produrre qualcosa di nuovo.”

Negli anni ’90 Goran diversifica le proprie attività ed inizia ad occuparsi anche di ricerca musicale, grafica professionale 3D, post produzione video e finanche produzione di videoclip; attivo anche nella produzione di colonne sonore per produzioni fuori dall’Italia e nella tecnica di sonorizzazione di vasti ambienti, non ha mai abbandonato la produzione discografica regolare. Nel 1992 esce l’album Strade, raccolta con due inediti, cui segue, nel 1996  Fragole & pugnaliNel 1999 escono due raccolte (Ehi ci stai  Stasera l’aria è fresca 1999 remix + 3 inediti) e l’inedito Gli angoli del mondo.

Nel nuovo millennio Goran, pur proseguendo la sua attività canora, si dedica anche ad altre attività: riprende in mano la sua laurea in medicina e si dedica alla musicoterapia svolgendo la sua nuova attività presso l’ospedale psichiatrico:”Villa dei Fiori” di Roma.

 “Mai usata la mia laurea, se non come cultura generale. Ma la mia curiosità mi ha spinto a usare la musica e le parole con i pazienti di un ospedale psichiatrico. Non col metodo classico dell’ascolto e della risposta, ma mettendomi io come filtro ai loro ricordi, alle storie che mi raccontano, alle poesie che scrivono. Queste cose le faccio diventare canzoni. Piano piano, sotto i loro occhi. Piano piano, perché possano impararle. Perché alla fine possano cantarle a piena voce, riconoscendo le loro parole nel testo. I risultati sono stupefacenti, sia sotto il punto di vista del rapporto umano, che da quello della loro autostima.”

goran kuzminac primo di sequalsNel 2001 esce il cd I successi, raccolta 19801985, nel 2004 esce il cd Nuvole straniere che contiene un brano dedicato al puglie Primo Carnera, nell’ottobre 2008 esce Dio suona la chitarra, album di 13 brani nuovi, basati sulla chitarra e con la collaborazione di Alex Britti, Antonio Onorato, Charley De Anesi, Lincoln Veronese, Mauro De Federicis e Andrea Valeri. In Dio suona la chitarra c’è il brano Bimbi buoni, una favola di sostanziale denuncia della classe politica: “Quanto nell’era di Internet la musica può ancora rappresentare un principale strumento di informazione e consapevolezza e qual è il suo giudizio sull’attuale situazione italiana e sulla possibilità di recupero del Paese? In poche parole, la politica (ma anche gli italiani in generale) “ci sta” o “ci fa”? Italiani. Un popolo strano. Ma voglio credere che la storia sia una ruota che gira sempre allo stesso modo. Non impariamo mai nulla dagli errori. Sosteniamo ciecamente pessimi leader, ma poi in qualche modo, ce la caviamo sempre. L’unica cosa che mi fa paura, è che le cose sono cambiate moltissimo negli ultimi cent’anni. La comunicazione attraverso la TV e i giornali, non è mai stata così invadente e totale. Non esiste più l’opinione pubblica, ma solo i consumatori, ma ce la caveremo… ce la caveremo… in fin dei conti è l’Italia!!”

Goran Kuzminac intraprende anche l’attività di giornalista con una serie di articoli scritti per www.musicaitaliana.it e per altri siti, molti sono riferiti al Festival di Sanremo che segue “per contratto”, altri, invece, sono considerazioni personali sulla guerra o sui fatti della vita…pensieri scritti, senza alcuna intenzione di diventare “opinionista”. Apprezzatissimo chitarrista acustico, vero maestro del fingerpickyng, grande affabulatore in quegli intervalli tra un pezzo e l’altro della scaletta, Goran è artista a tutto tondo, anche speciale web designer ante litteram, in grado di confezionare al meglio i suoi stessi video. Nel 2011 esce Solo ma non solo, cd-dvd, primo live della sua carriera registrato ad Andria (Bari). Nell’ottobre 2012, esce Fiato, un album di inediti contenente 13 brani, distribuito dalla Egea Music. Nel 2013 Goran inizia anche l’attività di docente è dimostrato che la musica ha un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo: apre la mente, aiuta ad apprendere, favorisce la comunicazione così da prevenire il disagio. Contribuisce al benessere psicofisico dando risposta a bisogni, desideri, domande caratteristiche delle diverse età. Ecco perché anche la Scuola promuove la musica, universale linguaggio delle emozioni, per avvicinarne i giovani. L’Università di Trieste, facoltà di Scienze della Formazione con sede a Portogruaro, organizza presso l’aula magna dell’ITIS Leonardo Da Vinci un pomeriggio musicale rivolto a studenti, docenti, futuri insegnanti ed educatori. Oltre all’ascolto dal vivo di canzoni d’autore, è l’occasione per un confronto sugli aspetti educativi della musica. Goran Kuzminac sale in cattedra. Grande chitarrista acustico, vero maestro delfingerpickyng nonché web desiner ante litteram, da qualche anno trasferitosi negli Abruzzi, Goran sa vestire di poesia le emozioni, trascinandole attraverso suggestivi fraseggi melodici e calde armonie mai banali. Le sue canzoni raccontano storie e sentimenti della quotidianità che appartengono un po’ a tutti, hanno l’attenzione di chi guarda ogni giorno la vita con rinnovato entusiasmo e fiducia nel futuro. Per il pubblico selezionato, di particolare interesse quindi la testimonianza di un’esperienza pluriennale di musicoterapia, attraverso la quale il cantautore esprime con la sua disciplina artistica l’etica della cura.

Nel gennaio 2014 è uscito il cd Goran Kuzminac & Stefano Raffaelli Jazz Quartet. Dieci brani arrangiati da Stefano Raffaelli (Pianoforte) con Walter Civettini (Trumpet / Fluegelhorn), Flavio Zanon (Doublebass), e Carlo A. Canevali (Drums). Il primo lavoro dove Goran si avvale della sola voce, senza la chitarra.

Come vedi il mondo discografico odierno?

“Il futuro andrà sempre di più verso un allontanamento dalle classiche case discografiche e catene di distribuzione per proporsi direttamente al proprio pubblico senza intermediazione? Non esistono più i negozi di dischi. Solo qualche grande ipermercato, o catena di librerie. I discografici con la loro mancanza di politica per il futuro, si sono ridotti al solito “Sanremo”, legato ai soliti “Talent”. Che poi stanno diventando una cosa sola. L’ultimo “Grande” della generazione degli autori italiani che si è imposto sul mercato è Ligabue. Fatevi due conti. Sono più di vent’anni che la discografia ufficiale non produce o scopre qualcuno di veramente valido e duraturo. Perché? Perché non vedono oltre il fatturato mensile. Perciò nemmeno avvicinarsi a loro, sono inutili e dannosi. Il crowdfunding libera da queste catene. Permette che l’amore e l’interesse per un musicista o un progetto, possa essere finanziato e aiutato da chi lo ascolta. Un finanziamento piccolo ma diretto. E tanti piccoli, fanno in modo che un grande sogno si possa realizzare. Per quanto riguarda il disco jazz.. bè come ho già detto la parola giusta è “contaminazione”. Io non suono jazz, ma canto. E la voce rimane comunque lo strumento principe di tutti gli esseri umani. Sono rimasto affascinato dalla dolcezza e dalla complessità degli arrangiamenti di Stefano Raffaelli. Sono convinto che sarà una cosa che rimarrà molto a lungo nelle orecchie di chi ascolta. L’era informatica che avanza, permette di ridurre i costi di produzione, e per me che non vendevo una copia è stata una manna. Nei lunghi periodi di silenzio che mi erano stati imposti, mi ero appassionato ai computer. Dal Commodore 64 all’Atari. Dalla musica ai video ed alla computer grafica. Potenzialmente mi sono ritrovato dopo molti anni di studio, ad essere il musicista, fonico, arrangiatore, regista, grafico, post-produttore,editore, web-designer, liutaio .. di me stesso. Se la vita fosse più lunga, sarei una bella squadra! Negli ultimi anni le cose sono andate pian piano cambiando per me. C’è stato un salto generazionale, è intervenuta l’era dei “Media”, la crisi della discografia, ed una sorta di perdita di contenuti “Reali” nel nostro modo di vivere. I concerti sono sempre meno, dischi non se ne vendono (per me non è un problema) ed è difficile trovare qualcosa che non sia una pazzesca compilation negli I-Pod degli adolescenti. I dj (anche quelli illuminati) non sono liberi di scegliere cosa trasmettere. Devono seguire una scaletta commerciale sponsorizzata, (se paghi ti trasmettono, se no ciccia) indipendentemente dalla bellezza di una canzone. Si sono riciclate canzoni degli anni sessanta, ottanta, novanta.. ed adesso si torna di nuovo ai sessanta. I vecchi artisti conosciuti escono annualmente con “Nuovi” “live” ,”The best of” o reinterpretazioni di vecchi brani “le Fleurs 1,2,3,4,5”. Persino i gruppi emergenti invece di dire la loro, reinterpretano vecchie glorie. Io rimango del credo:”Se non hai nulla da dire è meglio che stai zitto!. Sono diventato storico e, in qualche oscuro modo quasi un “Vecchio saggio” della canzone italiana. Mi premiano continuamente per la “carriera luminosa” o perchè sono stato il “Primo” ad introdurre il finger style nella canzone d’autore italiana. Ogni giorno qualche esploratore della rete, scopre che oltre a :”Stasera l’aria è fresca, Ehi ci stai, Tempo, Stella del nord” ho scritto e scrivo anche altre decine di canzoni molto più belle. Si iscrivono al mio FanClub, e si trasformano in Feddayn incazzati della musica. I miei dischi escono ad intervalli fisiologici. Prima vivo la mia vita, nel modo piu’ intenso possibile per avere qualcosa di nuovo qualcosa da raccontare. La domanda che mi viene più spesso rivolta è perchè non sono più conosciuto, trasmesso, programmato?  Non telefono ai politici, ho un pessimo carattere, e sono l’ultimo degli idealisti..”

Nell’ottobre 2014 Goran Kuzminac è ospite del programma radiofonico L’ANGOLO DELLA SCUOLA ideato e condotto da Massimo Emanuelli, e di STILE ITALIANO LA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA RACCONTATA DAI SUOI PROTAGONSTI, l’altra trasmissione ideata e condotta dal docente, speaker e giornalista milanese.

Afflitto da un tumore al cervello, nel 2017 si ritira a Trento, città nella quale vivono la sua prima moglie e i suoi figli. Goran Kuzminac  ci lascia il 18 settembre 2018.

 

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