Beppe Sala, Stefano Parisi, Massimo Emanuelli, i tre ex candidati sindaci (avversari) si ritrovano in radio? Confronto-scontro (nei limite del civile e democratico) su Milano?

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“In politica il tuo peggior nemico può diventare il tuo migliore amico e il tuo migliore amico può diventare il tuo peggior nemico” mi diceva Aldo Aniasi, indimenticabile sindaco partigiano di Milano. Premesso che io non ho nemici e che non faccio politica, mi sono candidato sindaco di Milano nel 2016 per una lista civica di cittadini che portava il mio nome Sosteniamo Milano Emanuelli sindaco. Mi sono scontrato con Beppe Sala, Stefano Parisi, il candidato dei 5 Stelle, ottimi rapporti invece con gli altri candidati “minori”. Gli attivisti pentastellati annunciavano già la sua vittoria al primo turno del loro candidato ma forse non avevano capito che Milano non tollera i lazzaroni e gli estremismi (infatti i 5 Stelle a Milano hanno avuto il peggior risultato di tutta Italia). Ad uno dei pochi confronti fra candidati sindaco alla Confcommercio di Milano ove eravamo presenti tutti noi 13 candidati sindaco (assente giustificato Gianluca Corrado che era ai funerali di Gianroberto Casaleggio) me ne uscii con una battuta: “Qui abbiamo tredici candidati sindaco, andando avanti così avremo più candidati sindaco che elettori. Tutti pensano di vincere ma io sono sicuro di non vincere. Se annunciassi la mia vittoria sarei da rinchiudere in manicomio, io sono originale, strambo ma non sono matto. Nessuno vincerà al primo turno, al ballottaggio sono certo: o vincerà Sala Sala o vincerà Parisi. Chi dice “vinciamo noi” faccia pure. è uno slogan stupido che alle europee 2014 ha portato anche sfiga a qualcuno, che poi ha perso…  Gli amici candidati “minori” dicono di puntare a vincere, ebbene il mio slogan è perdiamo noi, io punto a perdere”. Ilarità, risate e applausi da parte del pubblico presente nella sala dell’Unione Commercianti, su tredici candidati quelli che ebbero più consenso furono tre: Stefano Parisi, Beppe Sala e Massimo Emanuelli (troppo generosa la platea dei commercianti con me).

milano candidati sindaco 2016

 

Stefano Parisi cacciò i liberali e non volle nemmeno dialogare con me (nonostante l’avesse invitato a fare ciò qualche leghista, penso Alessandro Morelli o Matteo Salvini o qualche altro leghista). Stefano Parisi lo avevo conosciuto quando era city manager del sindaco Albertini (che saluto) ed io scrivevo un libro sulla storia del consiglio comunale milanese. Poi ho ritrovato Stefano Parisi come mio avversario in qualità di candidato sindaco nel 2016. Non so (e non mi interessa saperlo) per quali ragioni non volle parlare con me (mi dicono, non so se ciò corrisponde al vero) che la mia lista contava l’1,1%, come quella degli amici del Partito Liberale che Parisi non volle in coalizione. Non avevo mai visto ne incontrato in vita mia Beppe Sala, altro mio avversario, che però ha voluto incontrarmi. Ho declinato offerte di candidatura o apparentamento poiché, coerentemente, avevo fatto una lista di soli cittadini contro tutti i partiti e movimenti politici. Quale senso aveva un apparentamento con Sala? Di Beppe Sala come persona non posso che dire bene, però aveva ed ha al suo seguito un partito di moribondi come il Pd. Sala, nonostante il mio diniego, se ne uscì con dichiarazioni pubbliche sulla mia persona molto positive (a parer mio fin troppo esagerate). Non sono cosa accadde poi in sede di ballottaggio, fatto sta che vinse Sala per un pugno di voti (suppongo, ma non ne sono certo, di candidati od elettori della mia lista civica, del partito liberale e di Nicolò Mardegan). Il bilancio di quasi metà della legislatura Sala? Ha fatto ben poco, di quanto promesso in campagna elettorale non ha fatto nulla, ha solo ben gestito l’ordinaria amministrazione (molto meglio del suo predecessore Giuliano Pisapia). Ho incontrato e intervistato Beppe Sala in questi due anni tre o quattro volte, non gli ho risparmiato critiche (ma sempre nei limiti della civiltà) e gli ho anche detto: se si votasse domani non arriveresti nemmeno al primo turno, vincerebbe il centro destra senza ballottaggio. Mi auguro (per il bene della città) che Sala vada oltre l’ordinaria amministrazione e che inizi ad agire di testa sua (è in gamba) e non con i diktat di uomini di partito. Rinnovo a Beppe Sala invito ad intervenire nella mia trasmissione radiofonica, intanto sono lieto di avere avuto un lungo colloquio telefonico con Stefano Parisi che interverrà in trasmissione. Sarebbe bello riportare in radio le polemiche fra Sala e Parisi (ed Emanuelli che attaccava entrambi). Per me acqua passata, nulla di personale né con Sala né con Parisi, abbiamo solo una diversa visione di Milano. Io dalla parte dei cittadini, loro dalla parte degli interessi di partiti Ad ogni modo confronto fra persone civili e democratiche che a differenza di altri uomini politici (che stanno da una sola parte, quella che gli italiani credono sia la parte buona e invece è quella più cattiva e falsa), né Sala, né Parisi, né il Pd, la Lega o Forza Italia mi hanno mai calunniato o cercato di censurarmi.

Io giornalisticamente non ho preclusioni, ho solo querelato una persona che ha infangato il mio nome quando ero candidato sindaco, tutti i miei avversari hanno riconosciuto la mia onestà e comunque ho querelato la persona non il movimento che dice di rappresentare (non so se ciò corrisponda al vero). Certo che prima di comunicare in radio bisognerebbe sapere comunicare e parlare con il proprio addetto stampa prima, nelle scorse settimane è intervenuta una consigliera di circoscrizione di Torino la quale diceva di rappresentare i lavoratori e al contempo di rappresentare una parte politica. Il programma radiofonico L’angolo della scuola è nato nel 1990 a Milano, si è poi trasferito a Varese (con la chiusura dell’ultima radio locale milanese) e dal 2012 con l’avvento del web è nazionale, anche se il baricento resta milanese. Dopo avere affrontato temi nazionali (precari storici cancellati dalle Gae, maestri diplomati magistrali, disabili penalizzati, lavoratori di quota 41 gabbati, a parer loro, da Giggino e Matteo, il gatto e la volpe) sarò lieto di tornare a parlare di Milano con Beppe Sala e Stefano Parisi se accetteranno di confrontarsi altrimenti farò due puntate, una con Sala ed una con Parisi- Sia chiaro a tutti che Beppe Sala è Beppe Sala, Stefano Parisi è Stefano Parisi, Massimo Emanuelli è Massimo Emanuelli.   Sempre pronto a dialogare e discutere democraticamente per ora in radio, poi ci vediamo alle elezioni amministrative del 2021 manca ancora molto però parafrasando Rosanna Fratello “tre anni (che poi sono due e mezzo) sono lunghi da passare, quando Milano stuzzica il mio cuore”

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