E’ morto Gigi Radice, allenatore dell’ultimo scudetto granata

A sei mesi di distanza dalla scomparsa di Emiliano Mondonico, il Torino e il calcio italiano sono in lutto: è morto Gigi Radice, lo storico condottiero che portò i granata a conquistare lo scudetto del 1975/76. L’ultimo, in ordine di tempo, nella bacheca del club.

gigi radiceRadice si è spento nel pomeriggio all’età di 83 anni: ne avrebbe compiuti 84 il mese prossimo, il 15 gennaio. L’ex allenatore, ritiratosi dai campi nel 1997 dopo aver guidato il Monza, era malato da tempo: come rivelato dal figlio Ruggero in una toccante intervista di qualche anno fa, l’Alzheimer si era accanito su di lui senza lasciarlo più andare.

Luigi Radice, detto Gigi, era nato a Cesano Maderno, allora in provincia di Milano, il 15 gennaio 1935,i niziò la sua carriera di calciatore nelle giovanili del Milan nella stagione 1955/56, Vestì le maglie di Milan, passò poi in prima squadra senza troppa fortuna (diciannove presenze in tre stagione, due scudetti vinti), quindi giocò nella Triestina e nel Padova come terzino sinistro, tornò quindi a Milano e fu uno dei protagonisti dello scudetto 1961/62, abbandonò la carriera di calciatore nel 1965 a causa di un infortunio al ginocchio. Nel 1966 iniziò a fare l’allenatore con il Monza. Con i brianzoli vinse il campionato di serie C e raggiunse l’anno successivo la salvezza in B, passo quindi al Treviso e poi al Cesena squadra con la quale vinse il campionato di serie B e che portò per la prima volta in serie A. Nella stagione 1973/74 esordì in serie A come allenatore della Fiorentina, quindi allenò il Cagliari per poi passare al Torino nella stagione 1975/76.

Tanti i picchi della carriera di Radice, sia da giocatore che da allenatore. Un palmares ricco di trionfi e di soddisfazioni soprattutto con la maglia del Milan, con cui ha conquistato tre campionati e soprattutto la prima Coppa Campioni della storia del club, nel 1963 a Wembley, grazie alla doppietta rifilata da José Altafini al Benfica.
Radice, però, è entrato nella memoria collettiva come l’ultimo allenatore campione d’Italia con il Torino. Il Torino dei ‘gemelli del goal’ Pulici e Graziani, di Zaccarelli, di Claudio Sala, di Castellini e di tanti altri, capace di tagliare il traguardo per primo nel 1976 al termine di una rimonta impensabile sulla Juventus, battuta a Perugia all’ultima giornata.
Nella memoria collettiva è anche il bizzarro comportamento tenuto al termine del match pareggiato col Cesena, punto decisivo per chiudere al primo posto, di Radice, che viene sommerso di microfoni e non riesce a far altro che lamentarsi per l’1-1 regalato agli avversari su autorete, piuttosto di gioire per lo scudetto appena conquistato. Provoca ancora un tuffo al cuore, rivisto a 42 anni di distanza.  Con il Torino vinse il Seminatore d’Oro quale miglior allenatore (1976) nei campionati successivi portò sempre i granata nelle zone altre della classifica (secondo, terzo e quinto posto).  Il 17 aprile 1979 rimase coinvolto in un incidente stradale sull’Autostrada dei Fiori, che stava percorrendo sulla sua auto insieme all’ex calciatore Paolo Barison. Nello scontro Radice riportò alcune contusioni, Barison perse la vita. Nella stagione 1979-80 fu esonerato dal Torino, con la squadra in zona retrocessione. L’annata 1980-81 fu al Bologna nella stagione dell’handicap in classifica (-5) che seguì lo scandalo Totonero; la penalizzazione fu lasciata subito alle spalle, portando i felsinei al settimo posto in classifica.  Nella stagione 1981/82 allenò il Milan ma fu esorato, sostituito da Italo Galbiati, nonostante ciò i rossoneri retrocedono in serie B. Nel 1983 viene chiamato da Antonio Matarrese per allenare il Bari.

Non solo Milan e Torino: Radice ha allenato anche l’Inter, seppur per una sola stagione (1983/84), ha portato la Roma in Coppa UEFA nel 1990, è stato esonerato da Cecchi Gori alla Fiorentina con la squadra terza in classifica (1992/93, viola poi retrocessi) e si è seduto sulle panchine di Bologna, Cagliari, Genoa e altre squadre gloriose d’Italia. Chiuse la carriera di allenatore dove aveva iniziato, a Monza, con cui nel 1996-97 ottenne la promozione in Serie B e nella stagione successiva, 1997-98, fu esonerato dopo la quinta gara. Lascia un vuoto nei cuori di tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...