Mia Martini

mia martini albumMia Martini (nome d’arte di Domenica Bertè, Bagnara Calabra 20/9/1947 – Cardano al Campo, Varese, 12/5/1995): inizia a cantare giovanissima nelle feste di paese, viene scoperta da Carlo Alberto Rossi che la scrittura e le fa incidere, con il nome di Mimì Bertè, incide il suo primo singolo I miei baci non puoi scordare. L’intenzione di Rossi è quella di lanciarla come ragazzina ye-ye, il suo secondo 45 giri esce nel 1963, Televisione con mamma e papà (cover di In summer), brano con il quale partecipa nel 1963 al Festival di Pesaro senzamia martini risultati, con il terzo singolo, Il magone, uscito nel 1964, ha la prima notorietà. Gli altri singoli di Mimì Bertè anni ’60 si intitolano: E adesso che abbiamo litigato, Ombrello blu, Non sarà tardi. Poi fino al 1971 non si sente più parlare di lei, fino a quando cioè non si ripresenta con il nome di Mia Martini al primo Festival di Avanguardia Nuove Tendenze di Viareggio canta Padre davvero, una canzone anticonformista che verrà censurata dalla Rai. E’ la svolta: di colpo cancella quelle caratteristiche di cantante ye-ye e vince la manifestazione facendo parlare di sé, nonostante e proprio per la censura della Rai. Sempre nel 1971 incide il suo primo long playing Oltre la collina, nel quale canta pezzi di Baglioni (oltre al brano che da il titolo all’album, Gesù è mio fratello, Amore… amore un corno!, Lacrime di marzo). Partecipa al Cantagiro, cambia casa discografica, passando dalla Rca alla Ricordi e pubblicando Piccolo uomo (scritta per lei da Dario Baldan Bembo e dai fratelli La Bionda), brano con cui vince il Festivalbar 1972 e che spopola nelle classifiche dei dischi più venduti. Il successo continua anche con il singolo Minuetto, con l’album Nel mondo oltre la casa (1973, con alcune cover di John Lennon e di Elton John) e con il singolo Donna sola. Il singolo estivo Minuetto (1973, scritto da Franco Califano), vince ex aequo con Marcella, a seguito di tale successo esce un nuovo album, Il giorno dopo, che contiene Ma quale amore (di Antonello Venditti), Pic nic (cover di Your Song di Elton John), e Signora (di Jean Manuel Serrat). Dopo avere vinto la Gondola d’Oro di Venezia, nel 1974 presenta il singolo Inno, cui segue l’album E’ proprio come vivere. Vincitrice di Vota la Voce, referendum organizzato da Tv Sorrisi e Canzoni, e il premio della critica europea di Palma di Maoiorca, qui inizia una collaborazione con Charles Aznavour. Nel 1975 escono l’album Sensi e controsensi, il singolo Al mondo e l’album Un altro giorno con me. Ancora al Festivalbar con Donna con te. Altro cambio di casa discografica nel 1976 e incisione degli album Mia e Che vuoi che sia… se ti ho aspettato tanto (arrangiato da Louis Enriqeuz), dove duetta con Amedeo Minghi nel brano Ma sono solo giorni. Nel 1977 esce l’album Per amarti, poi si esibisce a Tokyo con grande successo. La fama della Martini va ormai ben oltre i limiti dell’Italia, il segno sta anche nella lunga collaborazione fra la cantante e Charles Aznavour, che culmina in un grande concerto all’Olympia nel 1977. Nel 1978 realizza l’album Danza, curato nei testi e nelle musiche da Ivano Fossati. Dopo tre anni di distacco forzato dalle scene musicali (qualcuno aveva messo in giro, malignamente, la voce calunniosa che fosse un menagramo, e subito attorno a lei si fece il vuoto: nessuno la fece più lavorare), nel 1981 pubblica Mimì. Nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo con il brano E non finisce mica il cielo, aggiudicandosi il premio come migliore interprete, ha successo anche Quante volte, cui segue l’album Quante volte… ho contato le stelle. Nel 1983 registra dal vivo I miei compagni di viaggio, album che contiene brani di De Gregori, Tenco, De Andrè, John Lennon. Seguono altri due anni di silenzio, inframmezzati dalla compilation Mia Martini, all’inizio del 1985 viene indicata come interprete di un brano di Paolo Conte da presentare al Festival di Sanremo, ma non se ne farà nulla. Altri quattro anni di silenzio, a Sanremo arriva nel 1989 con un brano di Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, Almeno tu nell’universo, apprezzata dalla critica e dal grande pubblico. Nel 1989 esce l’album Martinimania. Nel 1990 è ancora a Sanremo con La nevicata del ’56, altro grande successo, cui seguono l’album La mia razza (1990) e Mi basta solo che sia un amore (1991) e Mia Martini in concerto (1991). Nel 1992 altro successo sanremese con Gli uomini non cambiano, cui segue l’album Lacrime, nel 1993 torna a Sanremo torna nel 1993 interpretando con la sorella Loredana Bertè Stiamo come stiamo, nel 1994 pubblica La musica che gira intorno, quindi si esibisce dal vivo con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo (Cu’ mme e ‘O marenariello). Ma ancora una volta il mondo dello spettacolo la allontana, salvo una fugace comparsa in tv all’edizione del nuovo festival di Napoli. Muore in circostanze mai chiarite il 12/5/1995. Postumi escono il cd Mia Martini 1996, Il meglio di Mia Martini (1997), Una donna una storia Mia Martini (1998), e Canzoni segrete, che contiene l’inedito Aiutami. Nel 2004 esce E parlo ancora di te, che oltre ai grandi classici include rarità, come Tu no, tratto dalla colonna sonora del film Porca società del 1978 e due inediti assoluti Ultimo ballo, e Bene, brani risalenti al 1978. Nel 2005, in occasione del decennale della scomparsa, Rai e Mediaset le dedicano degli special, esce anche il dvd Mia Martini… e canto ancora.
Nel maggio 2014, per ricordare Mia Martini, Massimo Emanuelli intervista Dario Baldan Bembo e Giuseppe Augliera, presidente del Mia Martini Fan Club ed autore di due biografie sulla cantante nell’ambito del programma radiofonico STILE ITALIANO LA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA RACCONTATA DAI SUOI PROTAGONISTI.

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