Rumors sia chiaro, non smentiti dall’interessato. Il sindaco di Milano Beppe Sala proposto dopo le elezioni europee come candidato premier per il centro sinistra da Nicola Zingaretti in caso di elezioni anticipate, ha declinato l’offerta dichiarando che a settembre scioglierà la riserva se ricandidarsi o no sindaco di Milano. Nel capoluogo ambrosiano alle europee il Pd ha ampiamente superato la Lega di Matteo Salvini, il sindaco Beppe Sala ha inoltre il gradimento dei milanesi, e, come nel 2016, può accorpare (il Pd da solo non vince) sinistra, moderati di centro (delusi da Salvini), verdi, forza civiche, elettorato 5 Stelle deluso, e, anche anarchici libertari. Se riuscirà ad accorpare tutti e a lavorare sulle periferie e in altri settori strategici unendo ciò a quel che ha già fatto, Beppe Sala secondo alcuni sondaggisti e politologi (a parer mio troppo ottimisti) potrebbe riconfermarsi sindaco (come il suo collega Giorgio Gori) già al primo turno. Secondo altri Beppe Sala vincerebbe (o perderebbe) al ballottaggio per pochi voti contro il candidato sindaco leghista Gianmarco Senna (anche questo è un rumors), non dimentichiamo che nel 2016 Beppe Sala superò Stefano Parisi per poche migliaia di voti.
Negli ultimi giorni ecco altri rumors. Sala si candiderebbe sindaco di Milano nel 2021 (ripetiamo a settembre scioglierà la riserva) a potrebbe, in caso di elezioni anticipate, date vita ad un partito nazionale con il fine di incentivare i “temi sociali e ambientali”. Un’anima verde, un riferimento (civico) che già si contrappone ai gialloverdi, a Matteo Salvini oppure a Giorgia Meloni e che, sono i rumors, s’incastrerebbe bene con le esigenze di Nicola Zingaretti che è riuscito a mantenere il respiro dei dem anche se non scoppiano di salute.