Giorgio Grasso

Giorgio Grasso nasce a Modica, in provincia di Ragusa, il 3 febbraio 1961, il paese di Quasimodo, mi dice Giorgio mentre siamo a Palazzo Marino in occasione della prima seduta del consiglio comunale milanese. Parliamo di televisione, ci salutano altri giornalisti di radio e televisioni locali, ma in quest’occasione ci sono anche le tv nazionali, a presiedere è Silvio Berlusconi, consigliere comunale più votato, mister televisione. Con Grasso parliamo anche dei sindaci socialdemocratici del passato, Giorgio li ha conosciuti poiché, nel 1965, lasciata la Sicilia, è arrivato a Milano e, ancora studente, ha militato nella gioventù socialdemocratica, di cui è diventato segretario nazionale negli anni ’80. Scelte anomala per un giovane – di solito a vent’anni si era estremisti di destra o di sinistra, allora naturalmente, oggi i giovani – secondo Grasso – sono disinteressati alla politica.
Il primo incontro con un’emittente privata nel 1978 a Radio Derby, Giorgio ha 17 anni ed incontra Franco Nisi, allora direttore di tale emittente (oggi a RadioItalia Solo Musica Italiana): “Nisi mi affidò la conduzione di un programma radiofonico politico, visti i miei interessi per la politica”. Giorgio rimane quattro anni in radio, intanto sono nate anche le televisioni locali ma – ricorda Grasso – “i politici non erano molto interessati alla televisione, solo negli anni ’80 compresero l’effetto dirompente della televisione nelle campagne elettorali”.
Con il 1992 esplode Tangentopoli, i partiti storici scompaiono e il Pdsi, ormai già ridotto a percentuali bassissime, si dissolve, ma già Giorgio è diventato segretario di un club I liberal Sgarbi. Un anno prima della nascita dei club di Forza Italia e della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, Vittorio Sgarbi e Giorgio Grasso presentano un progetto e una lista (Con Sgarbi per Segrate), siamo in pieno giustizialismo, leghisti postfascisti e postcomunisti vogliono i voti dei moderati, Sgarbi e Grasso si oppongono, l’operazione non riesce, i liberal Sgarbi non ottengono il quorum per eleggere un consigliere e lo stesso Sgarbi, candidato sindaco, non ce la fa, ma intanto la novità viene compresa dai media. Nel 1993 Grasso interviene a IL ROSSO E IL NERO programma condotto da Michele Santoro su Rai3.
giorgio grasso e sgarbiVittorio Sgarbi e Giorgio Grasso, che diventerà segretario nazionale dei Liberal Sgarbi, girano l’Italia delle tv locali. Nel 1994 Grasso interviene spesso a Tele Iblea, storica emittente di Ragusa che iniziò a trasmettere nell’ormai lontano 1975, mandando in la una partita di calcio Ragusa-Modica, il paese natale di Giorgio Grasso. “Il commento ai fatti politici del giorno lo fa quotidianamente l’editore Gianni Papa, ancora oggi, inoltre i miei interventi in diretta, come quelli di Papa e i tg, vengono replicati per tutta la notte, è la loro strategia televisiva: invece di mandare in onda le donnine nude o gli 899, da Tele Iblea mandano in onda per tutta la notte l’informazione e la politica”.
Nella seconda metà degli anni ’90 Grasso interviene a Studio Tv Uno di Treviglio, una storica tv che si vede in tutto la Lombardia, compresa Lodi, provincia dove non si vede Telelombardia, e sconfina a Piacenza, Parma e persino in Piemonte. Per questa emittente conduce Il commento delle 12, commento in diretta i fatti politici della settimana, “inoltre conduco Pianeta 9, un programma di 5 minuti sulle emittenti di Romi Osti (La8, La9, La10)”. Ho affrontato per sei mesi i temi dell’indulto, dell’amnistia, delle carceri, in quel periodo il mio programma era quello che aveva la maggiore audience nelle carceri italiane”.
Altri interventi di Grasso sono a Tv Parma, a Telelibertà di Piacenza, a Telemarket, e a Telelombardia nei talk-show condotti da David Parenzo.
Nella stagione 2005/2006 Giorgio Grasso interviene a Sgarbi & Quotidiani, su 7 Gold. Ecco il Grasso-pensiero sulle tv locali: “Rai e Mediaset sono considerate faziose, le televisioni locali sono più gradite dai telespettatori in quanto fanno parlare tutti i telespettatori, di qualsiasi schieramento, anche se si parla di problematiche nazionali le persone preferiscono seguirle sulle tv locali, anche perché in tv vedono i politici che incontrano il giorno seguente per la strada. A dimostrazione di quanto ti ho detto pensa che ogni volta che intervengo a Telelombardia il giorno successivo per strada vengono fermato da persone che polemizzano con le mie posizioni, mentre coloro che sono d’accordo si limitano a salutarmi e a dirmi: l’ho vista ieri sera in televisione.” I cittadini apprezzano comunque colui che dice quello che pensa, anche coloro che sono in disaccordo con me mi stimano, inoltre se mi riconoscono ciò vuol dire che seguono con attenzione le tv locali. Considero le tv locali molto importanti, sia per i telegiornali locali che per i talk-show che sono molto seguiti. Me ne accorgo poiché quando intervengo in diretta a questi talk-show (nel 95% dei casi), le persone telefonano. Oltre all’Auditel le tv locali hanno un altro sistema per controllare il loro seguito e cioè le telefonate dei telespettatori”.
Grasso denota che le tv locali non sono fatte soltanto di talk-show, ma anche di televendite: “sono fondamentali per la sopravvivenza della televisione, ma se molti sponsor continuano a fare televendite questo vuol dire che le persone gradiscono anche le televendite e comprano i prodotti”.
giorgio grasso convegnoGrasso e Sgarbi hanno lanciato alcune candidature di spicco provenienti dal mondo della televisione, per fare qualche esempio: nel 1999 i Liberal Sgarbi ottengo un lusinghiero 1,3% alle elezioni provinciali, a Milano e provincia tale percentuale serve ad Ombretta Colli (candidato presidente con il quale i Liberal Sgarbi sono apparentati) di vincere le elezioni. Grasso e Sgarbi suggeriscono ad Ombretta di nominare assessore un personaggio della televisione: il gentleman Cesare Cadeo.
Nel 2001 candidano Ilona Staller sindaco di Monza, nel 2003 in occasione delle elezioni europee si presentano coi Liberal Sgarbi Emma Galbassini (giornalista di Antenna 3 Lombardia) e Stefano Salvi (l’ex vice-Gabibbo). Nell’estate 2003 la bomba, che mi ha visto indirettamente protagonista negli studi di TeleLombardia nel salotto di David Parenzo: Grasso annuncia che Vittorio Sgarbi candiderà Ilona Staller sindaco di Milano. Non se ne farà nulla, forse per il vespaio suscitato, per le polemiche.
Giorgio mi saluta annunciandomi uno scoop: “presto condurrò su Telelombardia con Axel, una pornostar che è andata in diretta su STRISCA LA NOTIZIA..”
Personaggio imprevedibile, del resto Giorgio è fatto così, come il suo sodale Vittorio Sgarbi: prendere o lasciare, o lo si adora o non lo si sopporta, come tutti i grandi che dicono verità a volte scomode finisce per essere “destabilizzanti”.
Dal 2011 è Giorgio Grasso è coordinatore generale della 54° Biennale di Venezia che si svolge a Milano, dal 2012 coordinatore generale della 54° Biennale di Venezia Padiglione Italia al Palazzo delle Esposizione della Sala Nervi di Torino, dal 2013. Dal 15 aprile 2013 Giorgio Grasso conduce su TeleMilano La seduzione dell’arte programma per la regia di Giancarlo Danielli.

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