Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti negli anni ’50 intervenne nel corso di alcune puntate del programma radiofonico SCRITTORI AL MICROFONO in onda sul terzo canale radiofonico della Rai. Nel 1968 diventa famoso al grande pubblico grazie alla sue intense letture televisive di versi dell’Odissea che precedono la nota versione italiana del poema omerico per il piccolo schermo a cura del regista Franco Rossi. Fra il 1968 e il 1969 interviene in tv per leggere le sue poesie, compare inoltre in un video in bianco e nero con la cantante Iva Zanicchi che le aveva dedicato una canzone.

giuseppe ungarettiGiuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto l’8 febbraio 1888, da genitori italiani originari di Lucca, il padre era un operaio che lavorava allo scavo del canale di Suez, morì due anni dopo la nascita del poeta per un incidente sul lavoro, la madre, Maria, mandò avanti la gestione di un forno di proprietà, con la quale garantì gli studi al figlio che frequentò una delle più prestigiose scuole di Alessandria, l’Ecole Suisse Jacot, scuola svizzera. Fin da giovane Ungaretti ha la passione per la poesia, studia Leopardi, Rimbaud, Mallarmè, Nietsche e Baudelaire, legge la rivista La Voce, inizia una corrispondenza con Giuseppe Prezzolini. Ungaretti lavora come corrispondente commerciale, poi si trasferisce a Parigi per studiare all’Università. Nel 1912 torna in Egitto, a Il Cairo, poi è ancora a Parigi, per la prima volta passa per l’Italia. A Parigi conosce Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi, Pablo Picasso, Amedeo Soffici, inizia a collaborare con la rivista Lacerba. Nel 1913 muore, suicida, il suo amico d’infanzia Sceab, a lui Ungaretti dedicherà la poesia In memoria contenuta ne Il porto sepolto.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, Ungaretti partecipa alla campagna interventista e decide di arruolarsi volontario. Combatte sul Carso e in seguito a questa esperienza scrive le poesie che, raccolte dall’amico Ettore Serra (un giovane ufficiale) vengono stampate in 80 copie presso la tipografia di Udine nel 1916 con il titolo Il porto sepolto. Nel 1918 il suo reggimento combatte in Francia. Finita la guerra Ungaretti è corrispondente del giornale Il popolo d’Italia e poi impiegato dell’ufficio stampa dell’ambasciata italiana. Nel 1919 viene stampata la sua seconda raccolta di poesie, Allegria di naufragi. Nel 1920 il poeta sposa Jeanne Dupoix dalla quale avrà due figli: Anna Maria (1925) e Antonietto (1930). Nel 1921 si trasferisce a Marino (Roma) e collabora all’ufficio stampa del Ministero degli Esteri, aderisce al fascismo firmando il manifesto degli intellettuali fascisti. Lavora quindi per La Gazzetta del popolo, viaggia in Olanda, in Corsica e in Italia meridionale. Nel 1928 si converte al cattolicesimo, nel 1333 esce la raccolta Sentimento del tempo che risente della conversione religiosa.
Nel 1936 è in Argentina, nel poi si trasferisce in Brasile dove per tre anni insegnerà letteratura italiana all’Università di San Paolo, muore il figlio Antonietto, all’età di nove anni, per un’appendice mal curata. Nel 1942 Ungaretti torna in Italia e viene nominato Accademico d’Italia e per “chiara fama” professore di letteratura moderna e contemporanea presso l’Università di Roma. nel 1947 pubblica la raccolta di poesie Il dolore, nel 1952 Gridi e passaggi, nel 1960 Il taccuino del vecchio, nel 1968 Vita di un uomo.
giuseppe ungaretti 2Nel 1968 diventa famoso al grande pubblico grazie alla sue intense letture televisive di versi dell’Odissea che precedono la nota versione italiana del poema omerico per il piccolo schermo a cura del regista Franco Rossi.
Muore a Milano la notte fra l’1 giugno e il 2 giugno 1970 per broncopolmonite, i suoi funerali si svolgono a Roma il 4 giugno 1970, viene sepolto nel Cimitero del Verano accanto alla moglie Jeanne.

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