Il Sindaco di Milano Beppe Sala annuncia il piano di lavori per nuove linee e fermate della metropolitana, Milano città sempre più europea

Mentre proseguono i lavori per la linea blu della metropolitana che partirà dalla stazione di Milano San Cristoforo ed arriverà al capolinea Linate Aeroporto (nel confine tra Segrate, Peschiera Borromeo e Milano), servendo le zone sud-ovest della città, il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato il prolungamento della linea rossa da Bisceglie al Quartiere degli Olmi, passando per Baggio. Sala ha anche ricordato lo stadio avanzato dei lavori della stessa linea rossa che da Sesto San Giovanni arriverà a Cinisello Balsamo a a Monza Fs, con la rete ferroviaria, consentendo inoltre collegamenti rapidi con i principali poli di attrazione di Monza come il centro storico, il parco e la Villa Reale, l’ospedale San Gerardo e il polo istituzionale.

Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano, presente anche il premier Giuseppe Conte, il sindaco ha sottolineato: “Credo che sia proprio da milanesi offrire collaborazione ed essere disponibili a fare la nostra parte. Credo che Milano possa offrire tanto, allo stesso tempo ha bisogno di un governo forte e di una solida, continua e proficua relazione con il governo. Quindi la sua presenza è molto significativa”. Noi sulla strada giusta ci siamo ed è il momento di dare di più a chi è in difficoltà'”.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha assicurato il “sostegno del governo a Milano, città delle avanguardie”. “Il governo ritiene decisiva la sfida dell’innovazione come strumento di crescita economica.  Puntare sull’innovazione è il metodo migliore, anche per il Sud, per vincere la sfida della competizione globale. L’Italia deve diventare un laboratorio dell’innovazione delle nuove tecnologie”. Conte ha spiegato che “allo scopo di innovare processi e prodotti per garantire la competitività delle imprese è stato previsto una credito d’imposta del 50% sulle spese incrementali in ricerca e sviluppo e sono state agevolate le spese relative alla ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale. Milano è sempre stata una città estremamente creativa non è un caso che tutte le avanguardie del ‘900 sono passate da qui.”

Matteo Salvini, ormai ex sodale del premier Conte, ha sfidato il sindaco Beppe Sala: “siamo pronti per un sindaco leghista a Milano che nel 2021 caccerà Sala”, ma mentre l’attuale primo cittadino si è detto pronto a sfidare direttamente Salvini, il leader leghista ha annunciato la sua intenzione di non candidarsi a sindaco della sua città contro Sala.
Sarà quindi un altra persona il candidato sindaco leghista che correrà contro Sala (Forza Italia permettendo, un’ala moderata del partito di Berlusconi, lontana dagli estremismi leghisti si già detta disposta a sostenere Sala), rumors indicano Alessandro Morelli, l’imprenditore Gian Marco Senna e lo stesso Rettore del Politecnico di Milano. Gli ultrà che stravedono per politici per loro virtuali si schiereranno, indipendentemente dai candidati, dall’una o dall’altra parte, ma i milanesi (la storia di Milano lo dimostra) sono anomali: non votano per slogan o per ideologia, per indicazione dei leader nazionali di partiti o movimenti politici, ma per la persona, per chi ha dimostrato con il proprio lavoro (politico e professionale) le proprie capacità. Come diceva Indro Montanelli “Milano ha sempre scelto se non il meglio, il meno peggio). Salvini non deve dimenticarsi che eccezion fatta per Marco Formentini (il sindaco di Milano più incolore del dopoguerra), Milano non ha mai voluto un sindaco leghista, la città non ha mai tollerato gli estremismi di destra o di sinistra. Alle ultime elezioni politiche il Pd ha superato in Milano città la Lega, un assessore della giunta Sala ha tallonato per preferenze lo stesso Salvini, mentre l’ex sindaco Giuliano Pisapia ha battuto in preferenze Salvini.
Bisogna altresì ricordare a Sala che pur avendo ben amministrato la città, avere dato il via ai lavori per la metropolitana, avere ottenuto Milano capitale olimpica 2026, vi sono alcune pecche alle quali il sindaco deve rimediare: il poco lavoro fatto per le periferie, l’essere succube di qualche salottiero funzionario di partito e che con il solo Pd (che pur ha avuto a Milano città un lusinghiero 30% alle elezioni europee) non potrà vincere. Sala dovrà quindi ripercorrere la strada del 2016 allorquando seppe dialogare non solo con l’elettorato Pd, ma con l’elettorato in generale, e con altre forze politiche e civiche. Sala nel 2016 riuscì a dialogare con il mondo ambientalista, con liste civiche, con i radicali, con l’elettorato moderato ed anche, in anticipo sui tempi, con l’elettorato 5 Stelle (i grillini a Milano città non hanno mai avuto grandi risultato non amando i milanesi disoccupati, fannulloni ed incapaci). E’ utile ricordare allo stesso Sala che la Lega può anche candidare un signor nessuno e l’elettorato estremista (che però a Milano non è mai stato maggioranza) voterebbe anche un signor nessuno proposto da Salvini. E’ infine utile ricordare al signor sindaco, ma anche ad alcuni suoi ultrà, che nel 2016 Stefano Parisi (pur moderato ma sconosciuto ai cittadini milanesi) perse per soli 3000 voti, guarda caso di forze civiche e politiche disdegnate dallo stesso Parisi. Insomma Matteo Salvini e i supporter di Sala (non però lo stesso sindaco) sono già convinti di avere vinto le elezioni milanesi previste per il 2021. Parafrasando il grande allenatore di calcio Vujadin Boškov “partita finisce quando arbitro fischia”: futuro sindaco di Milano si decide quando ultima urna sarà scrutinata”

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