Milano: cronaca di una sconfitta mentre qualcuno canta già vittoria… La rabbia dei lavoratori Atm in cassa integrazione: “grazie ce ne ricorderemo”

I sindacati sono sul piede di guerra contro l’azienda: “abbiamo lavorato durante il lockdown” ora sono messi in cassa integrazione. L’Azienda Trasporti Milanesi (Atm) è una società per azioni di proprietà del Comune di Milano che amministra e gestisce il trasporto pubblico della città. Gestisce quattro metropolitane, 18 linee traviiarie, quattro linee filoviarie, 131 corso automobilistiche (più 16 del servizio Radiobus di Quartiere) nel Comune di Milano e 46 comuni della Città metropolitana (presieduta dal sindaco di Milano Beppe Sala). Durante il primo lockdwon i mezzi pubblici milanesi, come quelli di molte altre grandi città italiane, hanno sempre funzionato ma sono stati ridotti (per le sagge disposizioni governative durante il primo lockdown). Ciò ha causato un disavanzo nelle casse dell’azienda, ma finito il primo lockdown la capienza è tornata al 100%, il limite dell’80% non è mai stato rispettato. Con la riapertura delle attività lavorative e delle scuole passeggeri ammassati come sardine, mentre la ministra Azzolina (spalleggiata dal sindaco Beppe Sala) continua a dichiarare di volere riaprire le scuole sostenendo che sono l’unico posto al mondo esente dal covid. Ma con la didattica a distanza per le scuole superiori (decisione presa dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana) della seconda e terza media e la chiusura di alcuni locali (decisione presa dal governo), si sono ridotti i passeggeri, le corse. Un’altra tegola si abbatte sul sindaco, ormai quasi uscente, Beppe Sala. Atm pare abbia deciso di fare ricorso al “fondo bilaterale di solidarietà”, una sorta di cassa integrazione prevista per i dipendenti del settore trasporto pubblico “nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa”.  A denunciarlo mercoledì mattina è stato il coordinamento Rsu di Atm con un documento dal titolo decisamente provocatorio: “I tranvieri ringraziano, si ricorderanno”. “In data 11 novembre 2020, il Gruppo Atm comunicava alle organizzazioni sindacali e al coordinamento Rsu la necessità di richiedere un nuovo intervento del fondo bilaterale di solidarietà per alcuni lavoratori”, ricostruiscono in una nota i sindacalisti, che tra l’altro hanno già altri fronti aperti con l’azienda sui temi sicurezza, turni e abbonamenti, che porteranno allo sciopero del prossimo 16 dicembre. “

I mezzi pubblici milanesi e l’intera città di Milano ha sempre funzionato meglio di Roma, indipendentemente da chi abbia governato la città. Beppe Sala nei primi quattro anni del suo mandato ha gestito bene la normale amministrazione, ma dal covid in poi non ne sta indovinando una e giorno dopo giorno perde in popolarità. Certo le colpe non sono solo del sindaco, il primo cittadino è malconsigliato, attorniato da zelanti zerbini di partito che gli fanno credere l’esatto opposto degli umori delle persone. Non tutte le colpe sono da attribuire al sindaco (e ai suoi cattivi consiglieri) ma anche ad altri, solo che il primo cittadino invece di aiutare chi è in difficoltà sia economicamente che psicologicamente, sempre mal consigliato, non va oltre promesse da marinaio ed anzi alimenta ancora di più il disagio. Non è facile fare il sindaco di Milano, soprattutto in uno dei periodi più bui della sua storia. Sala ha perso il sostegno di molti operatori della sanità, di alcuni genitori, del personale scolastico, di molti dipendenti Atm, di molti cittadini, ma probabilmente non se ne accorge, chi mal lo consiglia gli fa credere l’opposto. Sala ha inoltre perso pezzi della sua maggioranza (due consiglieri comunali) ed associazioni e liste che l’avrebbero sostenuto. Ma forse Sala, che non ha ancora sciolto la riserva se ricandidarsi o meno, intende non ricandidarsi, questo non lo autorizza a rovinare i suoi primi quattro anni. Dal covid in poi ha superato, in sette mesi, Virginia Raggi come impopolarità. Purtroppo non se ne accorge, gli nascondono ciò. I suoi ultrà annunciano già la vittoria di Sala per le amministrative previste per aprile/maggio 2021 addirittura al primo turno, io non ne sarei così sicuro. Il grande allenatore Boskow diceva: “partita finisce quando arbitro fischia”, “elezioni finiscono quando ultima scheda è scrutinata”.

Sabato 21 novembre alle ore 22 saremo in onda su Radio Hemingway

per ascoltarci cliccate

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