La variante inglese parte dalle scuole

Impennata di casi di covid fra alunni e personale scolastico. Dall’Umbria, alla Lombardia, passando per Abruzzo, Marche, Lazio, Alto Adige. Dopo i casi di Corzano (Brescia), Bollate (Milano), ora è la volta di una scuola del quartiere Barona (Milano). Aumentano i contagi fra i bambini e i ragazzini (asintomatici) che lo trasmettono ad operatori scolastici, famigliari e cittadini (assembramenti davanti alle scuole da parte di studenti e genitori). Alcuni Comuni e Provincie stanno per optare per un ripristino della didattica a distanza, voci isolate dal coro. Infatti l’intenzione di alcuni governatori di Regione, sindaci interessati al proprio consenso elettorale (le elezioni sono alle porte e servono i voti di genitori irresponsabili che non sanno dove parcheggiare i propri figli), persone che non mettono piede in una scuola da tantissimi anni e non viaggiano sui mezzi pubblici, parlano di “generazione frustata”. Lo stesso premier incaricato Mario Draghi con le sue prime dichiarazioni, invece di preoccuparsi di evitare la terza ondata con le varianti, pare intenzionato non solo a proseguire con la scuola in presenza come se non esistesse il covid, ma a procastinare l’attività didattica. “Stando a ciò che dicono gli esperti inglesi – avverte Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, da sempre Cassandra inascoltata -, i primi riscontri confermano che la variante inglese si trasmette più velocemente tra i più giovani. Varie evidenze vanno in questa direzione. Se confermato, questo è un problema per diversi motivi. Ricordiamoci che per i ragazzi e i bambini non abbiamo ancora un vaccino sperimentato. Inoltre, i giovanissimi di solito si infettano meno degli adulti, perché hanno una minore espressione di ricettori”.

Mentre l’intera Europa ha optato per la didattica a distanza, l’Italia si prepara ad aumentare l’attività in presenza all’interno delle scuole, del resto “non ci sono le condizioni per chiudere” (riaperte anche le piste da sci) e “Milano non si ferma”. Intanto tutti, salvo qualche rarissima eccezione, isolata dal coro, plaudono al salvatore della Patria, del resto gli italiani sono fatti così: hanno sempre avuto una persona da idolatrare, salvo poi abbandonarlo (per optare per un altro salvatore) dopo avere riscontrato il fallimento delle promesse. Stavolta però è in gioco la vita delle persone. Qualcuno ipotizza l’intervento delle Procure e avverte “essere tornati in presenza a scuola senza aver fatto o preteso nulla per la sicurezza nelle aule è stato certamente demenziale, potrebbe essere anche doloso? Aver favorito, con politiche strumentali alla propria fazione, la diffusione del contagio?

Scarsissimo o inesistente lo spazio dedicato a tali notizie dai media nazionali, tutti impegnati con la crisi di governo e ad esaltare (come tutti i partiti, salvo qualche rarissima eccezione) il salvatore della Patria. Sbagliano Massimo Galli, Andrea Crisanti e i virologi? Lo sapremo fra un mese, o forse prima, se i virologi non sbagliano qualcuno dovrà rispondere per il vistoso aumento di contagi e di morti.

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