Come Matteo Salvini è riuscito a fare peggio della Fornero, truffati e gabbati i lavoratori precoci, e ancora sta cercando di gabbarli

Matteo Salvini dal Papete in poi non ne sta imbroccando una. A dire il vero ancor prima aveva gabbato, umiliato e offeso i lavoratori precoci. Da anni si scagliava con virulenza contro Elsa Fornero (andando anche sul personale, tipico atteggiamento di molti leghisti, non tutti), aveva promesso durante la campagna elettorale del 2018 quota 100 per le pensioni, senza “se” e senza “ma”. Poi l’accordo con i 5 Stelle (tenuto nascosto agli elettori ma non a me) ha fatto si che per dare il reddito di cittadinanza compromesso con i 5 Stelle, i lavoratori precoci (coloro che hanno iniziato a lavorare a 14, 15 o 16 anni e che lavorano da almeno 40 anni…) sono stati gabbati da Salvini. Il reddito di cittadinanza sia chiaro è una delle tante castronerie dei 5 Stelle è stato assegnato a fannulloni, ex brigatisti, mafiosi, persone che lavorano in nero, persone che non hanno mai lavorato in vita loro, persone che preferiscono percepire il reddito di cittadinanza invece che fare un lavoro dove farebbero fatica, meglio percepire il reddito di cittadinanza, lo stesso reddito di cittadinanza, anche per i casi utile, non ha creato un posto di lavoro. E così da quota 100 senza “se” e senza “ma” si è passati a quota 100 se si hanno 38 anni di contribuiti, ma bisogna avere compiuto 62 anni. La filosofia pentastellata (e leghista) ha così privilegiato fannulloni, persone con precedenti penali, e, nel caso dei pensionati, si è preferito mandare in pensione persone con 38 anni di contributi (soprattutto al Sud, la Lega Nord è soltanto un ricordo ormai lontano nei tempi) e lasciare al lavoro persone che hanno dai 39 ai 43 anni di contributi, qualcuno (dai 43 anni di contribuiti) ha potuto andare in pensione con la tanto vituperata legge Fornero… Ed ora che cosa propone la Lega? Quota 102, naturalmente vi saranno poi paletti… e c’è da aspettarsi che ancora una volta i lavoratori precoci saranno penalizzati, si preferirà guardare all’età anagrafica e non agli anni di contributi versati. E che dire di quota 41? Agitata da Salvini e Durigon (uno dei tanti sconfitti di ieri) naturalmente Salvini e Durigon la agitano demagogicamente oer avere voti che ogni giorno sta perdendo, ma non sarà possibile per le forze che sostengono il governo Draghi (del quale anche Salvini fa parte, solo per potere e poltrone dicono gli alleati di centrodestra…). A ridatece la Fornero…

Sia chiaro non è soltanto Matteo Salvini a gabbare i precoci, anche se è il più demagogo, ma anche i 5 Stelle che insistono sul reddito di “parassitanza” per tutti quei partiti ed esponenti politici che non fanno nulla per i lavoratori precoci ma privilegiano tutti coloro che hanno lavorato meno anni con meno contributi.

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