Vincenzo De Luca spopola anche a Bologna, e fra due settimane sarà a Milano e in Lombardia

Continua il tour di Vincenzo De Luca via radio, via televisione, nelle librerie e nelle piazze d’Italia. Ma anche nelle scuole, il Presidente campano ha avuto incontri con studenti della sua regione, ma ipotizzo incontri con studenti di altre regioni d’Italia. L’altro giorno era a Bologna, poi sarà in Lombardia. De Luca è un fiume in piena.

Il libro NONOSTANTE IL PD ha superato nelle vendite su Amazon scrittori e saggisti ben più noti, ha battuto anche Giorgia Meloni (solo su Amazon qualcuno del Pd può battere la destra…).

Vincenzo De Luca è l’esponente del Pd più votato in Italia (74% di contro al 12% del Pd, e di contro al 20% circa previsto dai sondaggi a livello nazionale, ma con Elena Schlein, come la chiama De Luca, il Pd potrebbe ulteriormente scendere e superare, in peggio, il risultato di Enrico Letta).

Il libro riguarda l’Italia e il futuro del nostro Paese. De Luca, che dice cose serie, facendo ridere, è critico con tutti (non solo con il Pd, il riferimento provocatorio è all’attuale gruppo dirigente del Pd). Leggendo il libro (che purtroppo passa in secondo piano nelle varie recensioni, nelle quali si da maggior spazio allo stesso De Luca) si evincono molte cose.

Il volume si apre con una dedica al “piccolo Vincenzo”, a sè stesso? Quindi vi è un’introduzione nella quale vengono esaminate le vicende politiche dell’ultimo anno e mezzo: la vittoria di Giorgia Meloni e i non risultati del suo governo. La capacità demagogica e comunicativa della stessa Meloni nell’accaparrarsi voti promettendo cose impossibili, mai realizzate.

Quindi si trattano i temi dell’unità nazionale, del governo Draghi (fu un errore del Pd secondo De Luca sostenere il governo Draghi unitamente alla Lega e a Forza Italia), la caduta dello stesso governo Draghi e le primarie del Pd, “una farsa” secondo De Luca.

De Luca osserva come il Pd si sia dimenticato da anni della povera gente, del mondo del lavoro, del mondo della scuola, del ceto medio, del mondo dinamico, praticamente, pare dire il governatore, il Pd si è dimenticato di tutti, beh una sola cosa ha oggi il Pd: occupare poltrone, la cosa vale anche per gli altri partiti sia chiaro…

Nel secondo capitolo vengono analizzati i problemi strutturali del Paese, l’Italia che non cresce, la povertà che aumenta. Argomenti del terzo capitolo sono lìilusione del PNRR e dell’autonomia differenziata, argomenti che tornano anche nel quinto e sesto capitolo, unitamente alla palude burocratica, Nel settimo capitolo viene analizzato il modello Campania, le realizzazioni ed il cambiamento. Nonostante il Pd è anche il titolo dell’ottavo capitolo nel quale emerge chiaramente come il partito non ha un’offerta alternativa al governo Meloni. Vi è poi una sul metodo e sulla selezione dei gruppi dirigenti (che è all’incontrario: più una persona perde voti e più va avanti), il Pd è “fondato sul correntismo, non sui meriti, sulla qualità culturale, ma sull’appartenenza alle correnti.” Il disastro

I responsabili del disastro elettorale del 2022 sono ancora nel Pd, nessuno se ne è andato, a parte Letta, tutti ora sono con la Schlein: “come fossero turisti svedesi, capitati per caso nel Pd.”

In effetti l’unica persona all’interno del Pd che ha sollevato il problema dei vuoti programmatici è stato proprio De Luca, ponendo problemi quali la sicurezza (il Pd è per l’insicurezza… anche se bisogna denotare che l’insicurezza è aumentata proprio con il governo Meloni), la riforma della giustizia, la palude burocratica, i giovani e gli anziani ignorati. La Schlein è ancora soltanto sui diritti, che non interessano alla maggioranza degli elettori, per De Luca i diritti non vanno affrontati in forma ideologica rompendo così con il mondo cattolica. Il Presidente campano cita il partito laburista che ha fatto proprio il valore della sicurezza.

E, ancora, la scuola pubblica distrutta da tutti i ministri, compresi quelli del Pd o di area Pd. Il venire meno del principio di autorità per arrivare agli episodi ormai frequenti di aggressioni morali e fisiche ai docenti. Le riforme fatte senza consultare il mondo della scuola, anzi mettendoselo contro.

Con questi presupposti si garantisce un’assicurazione di governo a Giorgia Meloni per altri dieci anni.

De Luca guarda all’Italia più che alle vicende interne del Pd. Suo obiettivo è attrarre le forze produttive, il ceto medio, la “povera gente”, tutti gli elettori che i vari eletti del Pd si sono lasciati scappare.

Il governatore si augura la nascita di una forza riformista e si pone una domanda: perché gli operai votano la Lega o la destra? Nessuno ha mai affrontato il tema, a me, e a De Luca, è chiarissimo da anni, ai dirigenti vecchi e nuovi del Pd non è chiaro ancora…

Nel capitolo finale De Luca esalta la coerenza e l’incoerenza della Meloni, sempre all’opposizione, a favore de no vax strizzando l’occhio ai balneari e ai commercianti e a tutte le micro corporazioni. Andata al governo ha però fatto tutto il contrario di quanto aveva promesso. L’Europa era matrigna ed ora Giorgia Meloni esalta Ursula von der Leyen, aveva promesso blocchi navali e invece sono aumentati gli arrivi di migranti, doveva togliere le accise sulla benzina che invece è aumentata.

Doveva controllare i prezzi dei generi alimentari che invece sono aumentati…

Sta soltanto sistemando amici, parenti, cognati, famigli.

Nel libro sono dedicate al Pd cinquanta pagine su 260, le altre sono dedicate ai problemi dell’Italia. De Luca, un uomo solo, nonostante il Pd, non ha correnti, non ha padroni, non ha padrini.

Dal 20 novembre De Luca sarà in Lombardia, nonostante Giorgia Meloni e, naturalmente, nonostante il Pd.

Annunci

Lascia un commento