E’ morto Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, in parlamento dal 1987, aveva 84 anni. Malato da tempo si è spento.
Le reti nazionali o hanno tutti programmi preregistrati o stanno ignorando la notizia. Con Umberto Bossi ebbi un rapporto umano (non poltico). Nel 1990 allora ero un giovane cronista a Palazzo Marino, mi incuriosì perché entrò in consiglio cooritmunale con una copia de La divina commedia in milanese scritta da Carlo Porta. Parlammo di milanesità di “storie di Lombardia”. Allora i leghisti erano visti come marziani. Ricordo le grandi chiacchierate fino a quando non lasciò Palazzo Marino. Ricordo anche alcuni progetti lanciati da me e dall’attore Roberto Marelli, alcuni opportunisti ci aggredirono urlandoci “leghisti di merda”, poi questi opportunisti sono finiti nella Lega, io e Marelli siamo rimasti dove eravamo. Anche questa è una storia di Lombardia.
Nato a Cassano Magnago il 19 settembre 1941, aveva fondato la Lega Lombarda, poi Lega Nord. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1987, il boom alle elezioni politiche del 1992. Contribuì al crollo della prima Repubblica, oggi rimpianta da chi ha un minimo di sale in zucca. Moralizzatore però la Lega fin dagli esordi fu coinvolta nel processo Enimont, chi ricorda i 200 milioni presi dal “pirla Patelli” come finanziamento illecito al partito? L’inchiesta non scalfisce, però, l’immagine del partito che alle elezioni amministrative del 1993 vince a Milano con Marco Formentini che viene eletto al ballottaggio col 57%.
Troppo lunga è la sua storia politica, che coincide con quella della seconda Repubblica, dalla condanna di tutti i politici della prima Repubblica (che però fecero grande l’Italia) alla seconda che ha portato il Paese allo sfascio e che non è esente dalla questione morale. Il rapporto di amore-odio con Silvio Berlusconi, prima alleato, poi definito “il mafioso di Arcore” e “Berluscazza”. La corsa solitaria nel 1996, per poi ritornare con Berlusconi e con il centrodestra. Nel 2003 ritrovai Bossi in piazza del Duomo ad un evento avente quale finalità il portare un canale Rai a Milano (non se ne fece nulla), lo intervistai, fu molto gentile, conservo ancora la registrazione. Nel 2004 venne colpito da ictus cerebrale, nel 2012 fu iscritto iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano con l’accusa di truffa ai danni dello Stato a causa dello scandalo dei rimborsi elettorali, ossia di aver usato denaro pubblico per esigenze personali. Gli succedettero prima Roberto Maroni poi Matteo Salvini. Dove siano finiti i 49 milioni degli italiani ancora non si sa. Ed ora qualcuno aprofitterà della sua morte per lucrare elettoralmente. Davanti alla morte mi tolgo il cappello, con Bossi, lo ripeto, ho avuto un rapporto personale (non politico) discreto, anche se devo denotare che del programma orignario non è stato realizzato alcunchè. Una cosa è certa: la Lega di Bossi però è totalmente diversa da quella di Matteo Salvini. Bossi era stato gufato da un certo Pacci che ha gufato anche Salvini…