In 50 anni ininterrotti di scuola (prima come studente poi come docente) ne ho viste di tutti i colori (come ne ho viste di tutti i colori anche come giornalista). Per 35 anni ho condotto L’angolo della scuola, la prima (e credo finora unica trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola) ed ho condannato genitori che non sanno educare i propri figli, politici che non mettono piede da anni in una scuola, pedagoghi e docenti universitari che sparano cazzate e non sono mai entrati in un’aula scolastica della scuola dell’obbligo, pedagogisti e psicologici che parlano di disabili e non hanno mai visto uno studente disabile, insomma persone che la scuola non la vivono ogni giorno. Sia chiaro io (pur non essendo mai stato democristiano) rimpiango la Dc, ricordo con affetto il mio primo ministro da docente, per me il migliore: Sergio Mattarella. Con la seconda Repubblica partendo da Luigi Berlinguer (e già questo cognome mi fa incazzare) hanno fatto tutti grandi danni sull’istruzione. Lasciata la scuola ho deciso di chiudere la rubrica, dopo aver contestato tutti coloro che parlavano a vanvera di scuola senza viverla ogni perché avrei dovuto continuare a condurre la rubrica sulla scuola senza viverla? Ho proseguito con le altre rubriche assieme al bravissimo Cesare Borrometi, storia della radio, della televisione, della canzone, recensione libri e (ahimé) politica. In questi due anni mi è stato chiesto di riprendere anche L’angolo della scuola, ho ringraziato ma non mi sembra il caso. Sono sommerso di richieste di intervento sia da parte di alcuni precari della scuola (molti li intervistai anni fa, cambiano i ministri ma il problema del precariato rimane, e si peggiora da quanto mi dicono…) che da chi conosce bene la professoressa accoltellata che ha ripreso oggi servizio e conosce la sua realtà scolastica. Sto ponderando se fare una puntata (solo una) lasciando però parlare i testimoni dei fatti, nessuno ne ha mai parlato. Del resto anche i pochissimi giornalisti liberi che abbiamo in Italia forse perché non si intendono di scuola, o perché nessuno è libero, ha intervistato i testimoni. Valuterò se fare una puntata anche se, ripeto, la scuola non la vivo più ogni giorno, oggi faccio il giornalista e lo storico, scrivo libri, faccio altre consulenze nel settore della comunicazione. Se deciderò di fare una puntata sulla scuola vi avviserò. Ad ogni modo ho sentito un politico sparare l’ennesima idiozia sulla scuola (mai voterò il suo partito, se si candiderà, spero di no perché altrimenti oltre a sparare cazzate il suo partito ha anche abolito la regola dei due mandati…). Questo politico si lamentava dei docenti che “vogliono allungare le vacanze con la scusa del caldo”, e che lui non sa dove mettere i propri figli con le scuole chiuse. Si perché i figli si parcheggiano a scuola, i docenti non sono i baby sitter di politici (ex politico mi dicono) che non sanno educare i propri figli.

















La storia de L’angolo della scuola
L’ANGOLO DELLA SCUOLA 2022/23 – MASSIMO EMANUELLI