Stamattina, 30 settembre 2026, Roberto Sergio ha salutato i dipendenti RAI con un messaggio. Sergio entrò in azienda nel 2004 come direttore dei Nuovi Media, nel 2007 è stato presidente ed amministratore delegato, protempore della SIPRA, dal settembre 2012 presidente di Rai Way. E’ stato inoltre nel Cda di RaiNet, Rai Click e RaiSat. Dal giugno 2020 al giugno 2023 membro del consiglio di amministrazione di Rai.Com, dal luglio 2017 al maggio 2023 consigliere di amministrazione della società Tavolo editori radio e consigliere di amministrazione di Player Editori Radio da luglio 2019 a maggio 2023, Dal 14 dicembre 2016 è stato direttore di Rai Radio, fino al 10 agosto 2024. L’11 maggio 2023 viene proposto dal governo Meloni come amministratore delegato della Rai, venendo nominato effettivamente il 15 maggio seguente. Dal 10 agosto 2024 assume l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione, in quanto consigliere più anziano, fino al 1º ottobre 2024. Lo stesso giorno viene nominato direttore generale della Rai. Il 7 novembre assume anche l’incarico di direttore generale di San Marino RTV, partecipata al 50% da Rai Spa. Da giugno ad agosto 2025 ha ricoperto, anche, l’incarico ad interim di CTO (Chief Technology Officer) Rai.
Roberto Sergio è nella storia della radio e della televisione italiana.



SALUTO AI DIPENDENTI DELLA RAI
Care Colleghe, Cari Colleghi,
giunge per me il momento di concludere un lungo e straordinario percorso professionale all’interno della RAI, un percorso durato ventidue anni che ha rappresentato molto più di una semplice esperienza lavorativa.
Quando entrai in questa Azienda, sapevo di entrare in una realtà importante. Solo con il passare del tempo ho compreso fino in fondo quanto la RAI sia qualcosa di unico: una grande impresa industriale e culturale, un presidio democratico, un punto di riferimento per milioni di cittadini, una comunità professionale straordinaria fatta di persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, garantiscono un servizio essenziale per il Paese.
In questi ventidue anni ho avuto il privilegio e l’onore di ricoprire responsabilità sempre più importanti, fino a raggiungere i vertici dell’Azienda. Ho attraversato stagioni diverse, affrontato sfide complesse, condiviso decisioni difficili e vissuto momenti di grande soddisfazione. Ho avuto la fortuna di conoscere la RAI nelle sue molteplici articolazioni, di lavorare con tutte le professionalità che la rendono viva e vitale, di apprezzarne il patrimonio di competenze, passione e senso di appartenenza.
Guardando indietro, ciò che più mi colpisce non sono gli incarichi ricoperti o i risultati raggiunti, ma le persone incontrate lungo il cammino. Ho avuto il privilegio di collaborare con donne e uomini che amano profondamente il proprio lavoro e che, con dedizione e professionalità, contribuiscono ogni giorno a rendere la RAI una delle più importanti aziende culturali europee.
E in questo momento il pensiero va inevitabilmente anche a chi non c’è più. Ai tanti colleghi che ci hanno lasciato e che hanno fatto parte della nostra vita e della storia di questa Azienda. Nel ricordarli tutti, permettetemi di rivolgere un pensiero particolare a tre cari colleghi prematuramente scomparsi: Maurizio, Pier Francesco e Riccardo. Persone con le quali ho condiviso lavoro, responsabilità e momenti di vita, e il cui ricordo porto con me con immutato affetto e commozione. Anche loro, come tutti coloro che non sono più tra noi, restano parte della grande comunità della RAI e della memoria di ciascuno di noi.
A ciascuno di voi desidero rivolgere il mio più sincero ringraziamento.
Grazie ai giornalisti che ogni giorno garantiscono il diritto dei cittadini ad essere informati.
Grazie alle redazioni, alle strutture editoriali, ai tecnici, agli ingegneri, agli operatori, alle maestranze, alle sedi regionali, ai centri di produzione, alle professionalità amministrative e gestionali.
Grazie a chi lavora davanti alle telecamere e a chi opera dietro le quinte.
Grazie a coloro che hanno condiviso con me idee, progetti, successi, difficoltà e anche momenti di confronto acceso ma sempre animato dalla volontà di costruire una RAI migliore.
Se in questi anni sono stati raggiunti risultati importanti, essi appartengono innanzitutto all’impegno collettivo di migliaia di persone che ogni giorno hanno saputo mettere competenza, passione e senso del dovere al servizio dell’Azienda.
Ho sempre considerato la RAI una missione prima ancora che un incarico. Ho cercato di svolgere ogni ruolo affidatomi con lealtà, spirito di servizio, senso delle istituzioni e profondo rispetto per questa Azienda e per il Servizio Pubblico. Se qualche merito mi può essere riconosciuto, è quello di aver sempre messo la RAI al primo posto, consapevole della sua funzione strategica per la crescita culturale, civile e democratica del nostro Paese.
Lascio un’Azienda che sta affrontando una trasformazione profonda, chiamata a competere in uno scenario globale sempre più complesso e sfidante. Sono convinto che la RAI possieda tutte le qualità per continuare a svolgere da protagonista questo percorso: le competenze, la credibilità, il talento delle sue persone e una storia che rappresenta un patrimonio inestimabile.
Ai colleghi più giovani desidero rivolgere un pensiero particolare. Custodite l’orgoglio di appartenere a questa Azienda. Abbiate il coraggio di innovare, di sperimentare, di guardare avanti senza mai perdere il senso della missione che distingue il Servizio Pubblico da qualsiasi altra realtà editoriale.
Personalmente lascio questo incarico con serenità, gratitudine e orgoglio. Serenità per aver dato tutto ciò che potevo dare. Gratitudine per quanto ho ricevuto da questa Azienda e dalle persone che ne fanno parte. Orgoglio per aver avuto l’opportunità di servire la RAI nei suoi ruoli più importanti, vivendo dall’interno alcune delle pagine più significative della sua storia recente.
Porterò sempre con me il ricordo delle sfide affrontate insieme, delle notti trascorse a lavorare per raggiungere un obiettivo, delle soddisfazioni condivise e dei tanti rapporti umani che hanno reso questo viaggio straordinario.
Non considero questo momento un addio.
La RAI è stata una parte fondamentale della mia vita professionale e personale e continuerà ad esserlo nel mio cuore. Per questo preferisco parlare di un arrivederci. Le strade della vita e del lavoro sono spesso imprevedibili e riservano incontri che sembrano conclusi e che invece, con il tempo, ritrovano nuove occasioni per incrociarsi.
A tutti voi, alle vostre famiglie e a coloro che ogni giorno contribuiscono alla grande missione del Servizio Pubblico, rivolgo il mio più affettuoso saluto e il mio più sincero augurio per il futuro.
Grazie per questi ventidue anni.
È stato un privilegio, un onore e una responsabilità che porterò con me per sempre.
Con profonda stima e riconoscenza,
Roberto Sergio
Direttore Generale Corporate RAI