Le case popolari, le opere pubbliche a Milano le hanno fatte fascisti e socialisti la seconda Repubblica e la sedicente sinistra postcomunista ha privatizzato tutto. Mario Calabresi oggi al Teatro Nazionale parla di spazzi pubblici, opere pubbliche…

Premesso che non ho nulla di personale con Mario Calabresi, anzi è stato gentilissimo e se ci sarà occasione lo avrò anche in radio, di fatto siamo già un campagna elettorale a Milano, settimana prossima inizierò ad intervistare uno dei tanti aspiranti candidati sindaco, a breve partirà la rubrica radiofonica Passeggiando per Milano, interviste ai candidati sindaco e consiglieri (di tutti gli schieramenti). Oggi Mario Calabresi ha presentato il suo libro Le voci degli altri. Se il Franco Parenti era pieno, il Teatro Nazionale era strapieno. Complimenti agli organizzatori, alla casa editrice, a Paolo Giordano. Mia analisi (non da tifoso) ma da analista. Calabresi si affida (editorialmente, vedremo politicamente) a persone del settore, non a banchieri o a bancari, a veline, o cuochi. Lo dicevamo oggi in radio con Jerry Calà: ofelè fa el to mestè. Nell’Italia del 2026 ci sono i tuttologi che sconfinano in settori non loro facendo danni. Non è il caso di Calabresi che si sta affidando ad eccellenti editori, comunicatori ed organizzatori. Un plauso a Mario Calabresi.

Da persona facente parte del mondo della comunicazione, mi sono subito posto una domanda, pensando al vecchio Pietro Nenni: “piazze piene, urne vuote?”. E, ancora, ad Andrea Scanzi: “basta like, basta pienoni alle presentazioni, mi importa quante copie vendo…” non si vive con i like… Credo (io ho il dubbio nel mio dna) che senz’altro con il teatro pieno avrà Calabresi avrà più voti che libri venduti, però con più persone ci sono (e credetemi ce ne erano tantissime) maggiori probabilità di vendite le ha.

In un altro articolo (e in radio) mi soffermerò sul nuovo libro di Calabresi, per ora di getto scrivo sulle tre cose che mi hanno maggiormente colpito.

  1. Spazi sociali gratuiti
  2. Privatizzazioni a Milano
  3. Una querela che Calabresi forse farà,

  1. In merito agli spazi sociali gratuiti Calabresi ha perfettamente ragione. Oggi a Milano si paga anche per assistere alle presentazioni di libri. Si pagano i teatri, le librerie, i circoli privati. Ma i teatri costano, le librerie vendono poco e pagano l’affitto, la luce, le imprese di pulizia, i circoli culturali anch’essi hanno tali spese. Mi viene spontanea una domanda, Calabresi non c’entra: ma chi governa a Milano? Domanda che vale per tutte le altre questioni poste oggi da Calabresi. E comunque sulla questione dei costi Calabresi ha ragione, soltanto uno sprovveduto mal consigliato poteva avere a disposizione uno spazio prestigiosissimo in centro, occasione persa appunto perché mal consigliato. Ma in genere a Milano ci manca solo di pagare l’aria (inquinata) che si respira.
  2. Calabresi parlava di casa popolari, di impianti sportivi soffermandosi sul mitico Lido di Milano (io e un altro candidato sindaco) siamo milanesi fino all’osso e cresciuti a San Siro, conosciamo Milano come le nostre tasche e soprattutto la zona San Siro. Il Lido fu costruito dai fascisti e ristrutturato dai socialisti, così come lo stadio di San Siro, le case popolari ecc. Chi ha svenduto ai privati il tutto sono stati i sindaci della seconda Repubblica.
  3. Calabresi non ha mai querelato nessuno, ma forse – così ha detto – farà una querela a chi sostiene: “ma come ti candidi con gli assassini di tuo padre?”. Non entro in una questione così delicata, e poi non ho capito a chi alludeva e se lo farà. Lo scrivo per dovere di cronaca.

Lascia un commento