Quando Tinto Brass cercò di fare riaprire i bordelli

La morte di Tinto Brass mi ha evocato alcuni ricordi. All’inizio degli anni ’90 una mia recensione (allora, pur essendo stato deviato il mio percorso da storico del cinema a storico della radio e della televisione, scrivevo ancora sporadicamente di cinema) fece scalpore. All’uscita di Paprika sostenni che Brass aveva ricostruito perfettamente (a livello storico e sociologico) l’Italia delle case di tolleranza e che, a parer mio, non solo aveva ricostruito perfettamente il clima, ma doveva essere stato un frequentatore assiduo di bordelli. Brass, come scrivevo negli anni ’80, a parer mio, passò dal film “impegnato-provocatorio” all’erotico influenzato da Liliana Cavani con il suo Il portiere di notte. In Paprika vi sono però molte delle provocazioni erotiche di Brass, molte battute restano nell’immaginario collettivo: “Ragazzi ve funsiona no la perteghetta”, “Ragazzi volete un pò di paprika sull’uccello?” e, soprattutto, la frase sempre attuale: “Un bel culo non basta a far carriera se non c’è qualcuno che te lo spinge avanti” valida per ogni tipo di carriera… Tinto Brass è stato un provocatore, ricordo la frase «Il culo è lo specchio dell’anima». Per capire la filosofia Brass e ricostruirne la carriera consiglio la lettura della sua autobiografia scritta a quattro mani con la moglie Caterina Varzi Una passione libera: In forma di autobiografia edizioni Marsilio.

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