Massimo Fini intervistato da Massimo Emanuelli

Una della più belle interviste che ho fatto nel corso degli ultimi anni fu replicata anche in America da un’emittente della comunità italiana negli Usa e da 12 altre radio locali in fm e web. Massimo Fini, il bastian contrario. In due puntate, provocando un provocatore, riuscimmo a rifare la storia di Milano e dell’Italia dal 1945 al 2015. Da Benso Fini (padre di Massimo), un galantuomo liberale, direttore del CORRIERE LOMBARDO quotidiano milanese del pomeriggio, alla Milano della ricostruzione e del boom, i grandi sindaci degli anni ’50 e ’60, l’Italia della ricostruzione e del boom, De Gasperi, Nenni, Fanfani. Dagli anni liceali di Fini con compagno di classe Claudio Martelli, al suo esordio come giornalista a L’AVANTI!, quindi a L’EUROPEO. Dagli anni di piombo alla Milano da bere degli anni ’80. A quel punto le nostre strade si incrociano. Lui il grande Massimo Fini, io solo un esordiente cronista, inviato a Palazzo Marino sede del Comune di Milano. Un incrocio di conoscenze comuni che per una ragione o per l’altra ci accomunano. Persone che abbiamo entrambi conosciuto, alcune le abbiamo viste agli esordi o all’apice (lui naturalmente le conosce meglio di me): Claudio Martelli, Paolo Pillitteri, Vittorio Feltri, e, soprattutto, Gianfranco Funari. E, ancora, Matteo Salvini (lo conosco meglio io di Fini), Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio. Entrambi controcorrente, le stecche nel coro, pur con mille distinguo. Nel gioco della torre finale costringevo Fini (su una metaforica torre con due persone) a gettare dalla torre una e a salvare l’altra (gioco che faccio spesso). Craxi/Berlusconi (gettò Berlusconi), Bossi/Salvini (gettò Salvini), Martelli/Renzi (gettò Renzi), Funari/Grillo (gettò Grillo).
Massimo Fini un anarchico liberale, beh mi consolo si può essere anarchici ma anche liberali. Parlammo di Milano 2016, concordi che il Movimento 5 Stelle non avrebbe sfondato a Milano (e infatti prese solo il 10%), le liste contro tutti, Anche qui Fini disse la sua, da conoscitore della città, di Funari e di Grillo. Riconobbe che il primo a fare una lista contro destra e sinistra fu Funari nel 1997, ma il tentativo fallì. Giustamente anticipò tutto dicendo che Grillo riuscì dove Funari aveva fallito per tre ragioni: 1) Nel 1997 i tempi non erano maturi 2) Funari agì d’istinto e non pilotato da una srl come Grillo 3) Grillo un casinista, si affidava al pratico (e cinico) Gianroberto Casaleggio per fare la lista, Funari casinista e sregolato per fare la lista si affidò ad un altro casinista come Massimo Emanuelli ahhah Chiudemmo l’intervista con una sua nota pessimista/realista “niente futuro per il Paese, per i giovani, per lui, la vecchiaia è una bruttissima cosa. Massimo Fini (ed io nel mio piccolo) ha anticipato spesso quel che sarebbe successo poi, ma non è stato ascoltato, salvo poi avere ragione anni dopo. LA RAGIONE AVEVA TORTO come il titolo di uno dei suoi libri.

Ascolta la prima puntata

 

http://www.radiofree.it/podcast/langolodellascuola/angolo109.mp3

 

Ascolta la seconda puntata

http://www.radiofree.it/podcast/langolodellascuola/angolo110.mp3

 

Per visionare le interviste iscrivetevi al canale youtube di Massimo Emanuelli     https://www.youtube.com/channel/UCy2QOYK5VnO2YSF97XLd0lw

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