La morte di due riformisti storici: Vito Fiorellini e Giovanni Pieraccini

fiorellini

Nei giorni scorsi ci hanno lasciato due riformisti: Vito Fiorellini e Giovanni Pieraccini. L’avvocato Vito Fiorellini era nato ad Avigliano, in provincia di Potenza, l’11 ottobre 1927, laureatosi in giurisprudenza, a soli 23 anni venne eletto consigliere comunale a Potenza. Negli anni ’50, come molti meridionali, arrivò a Milano ed entrò nell’avvocatura comunale, nel 1958 vinse un concorso pubblico e divenne vice capo ripartizione dei lavori pubblici, nel 1963 fu promosso capo ripartizione ai lavori pubblici, per poi passare all’urbanistica. Negli anni ’60 e ’70 Fiorellini ha svolto il ruolo di “console” della Basilicata a Milano, accogliendo e indirizzando i molti lucani che decidevano di cominciare una nuova vita nella città meneghina.

Nel 1975 si candidò nelle fila del Partito Socialdemocratico, eletto consigliere comunale a Milano, unitamente a Paolo Pillitteri (futuro sindaco di Milano) e Walter Armanini, diede vita al Muis, gruppo politico che consentì il varo della prima giunta rossa milanese con sindaco l’indimenticabile Aldo Aniasi, il mitico comandante partigiano “Iso”. Nella giunta Aniasi Fiorellini fu assessore ai Parchi, Giardini, Sanità ed Ecologia, successivamente fu, per un brevissimo periodo, Presidente delle Farmacie comunali. Ritiratosi dalla politica tornò all’attività forense e scrisse parecchi romanzi e saggi. Fra i libri di Fiorellini ricordiamo: “L’Ultimo dei Cusci” (Claudio Gallone Editore – Milano), “Milano: nove mesi meno un anno” (Silvio Mursia Editore – Milano); “Il Barone del Bosco di Policoro”, pubblicato dopo circa vent’anni di ricerche documentali in archivi pubblici e privati è le recenti memorie “Da Avigliano Scalo al Comune di Milano”. Fiorellini è stato socio onorario della Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai di Avigliano. Fra i premi ricevuti ricordiamo: il “Primo premio letterario assoluto Città di Torino”; il “Primo Premio Letterario Città di Milano”; il “Premio Arco” della Pro loco di Avigliano; il “Carpine d’argento di Possidente”.  Vito Fiorellini è morto a Milano il 12 luglio 2017, i suoi funerali si sono svolti nella Chiesa di Santa Maria del Rosario in Milano. Una cerimonia commemorativa si terrà in  Avigliano in data che verrà comunicata nei prossimi giorni.

 pieraccini

Giovanni Pieraccini era nato a Viareggio il 25 novembre 1918, figlio di un ferroviere, frequentò il liceo-ginnasio Carducci, una scuola non conformista, nonostante la dittatura e, per il suo crocianesimo, gli insegnò il valore della libertà e culturalmente il gusto della modernità e dell’avanguardia. Per questo motivo i due impegni principali della vita di Giovanni Pieraccini furono da sempre la politica e la cultura, senza che nessuna delle due sopraffacesse l’altra. Negli anni universitari entrò in contatto con Aldo Capitini, Guido Calogero, Ruggero Zangrandi ed altre figure storiche dell’antifascismo. Nel 1941 fu chiamato alle armi, dopo una grave malattia fu inviato ai servizi sedentari al distretto di Lucca dove visse tutto il periodo dalla caduta di Mussolini al disastro dell’8 settembre. Allora, rifugiatosi in Versilia a Marignana, tentò la formazione di un primo nucleo antifascista ma, denunciato, fu costretto a rifugiarsi a Firenze. A Firenze Pieraccini aveva soltanto pochi amici e nessun legame politico ma riuscì a trovarne anche mediante la famiglia della futura moglie Vera Verdiani. Per primo lo aiutò Foscolo Lombardi, segretario della federazione socialista fiorentina (clandestina), e poi Carlo Ludovico Ragghianti, presidente del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (CTLN), ritrovato dopo i tempi della Normale di Pisa.

Pieraccini partecipò alle ultimissime azioni cittadine della Resistenza ed entrò a far parte della “Nazione del Popolo”, unico quotidiano della Resistenza la cui redazione era formata da importanti personalità politiche e culturali. La “Nazione del Popolo” uscì nel giorno stesso della liberazione, all’arrivo degli alleati e visse altri due anni fino alla caduta dei governi della resistenza. A Firenze nacque nuovo giornale: “Il Nuovo Corriere”, di cui Pieraccini fu vice-direttore fino a quando nel 1948 fu eletto deputato e si trasferì a Roma chiudendo il capitolo fiorentino. Nel 1946 era stato eletto assessore alle prime elezioni democratiche comunali di Firenze, con il sindaco Fabiani. Negli anni ’50 Pieraccini, avvicinatosi alla corrente socialista di Pietro Nenni, diresse il quotidiano l’Avanti! a partire dal 1958. Gli anni ’60 Pieraccini fu, con Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Sandro Pertini, Giacomo Brodolini, Achille Corona ed altri fra i protagonisti del primo centro-sinistra. Nel dicembre 1963 si giunse finalmente al primo governo Moro: Pieraccini lasciò l’Avanti! e divenne Ministro dei Lavori Pubblici. Nel 1966, nei giorni della grande alluvione di Firenze, fu il primo esponente del governo ad arrivare in città. Successivamente fu ministro della Marina Mercantile e ministro della Ricerca scientifica,  presentò per sette volte un progetto di riforma urbanistica che la Dc contrastò in ogni modo. Uomo di cultura, amico di grandi intellettuali internazionali, vivacissimo sino agli ultimi anni (di recente stava progettando un museo robotico), dietro le quinte era stato uno dei promotori della nascita dell’Auditorium di Roma. Dal 1974 si era ritirato dall’attività politica, ma nonostante l’età avanzata è stato fino all’ultimo attento alle questioni legate alla città di Viareggio alla quale era molto legato. Giovanni Pieraccini è morto venerdì 15 luglio 2017 alla veneranda età di 99 anni, ultimo ministro sopravvissuto di una delle stagioni autenticamente riformiste del dopoguerra,

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