Telereporter

TELEREPORTER

di Massimo Emanuelli

TELEREPORTER PRIMO LOGO

telereporter uhf 40Nel 1977 da una costa di Radio Reporter (emittente fondata da Bruno Arcaro, Renzo Cittadini, Silvio Allievi ed Emilio Cancellieri) nasce una stazione televisiva, TeleRadioReporter, con sede a Rho, in provincia di Milano, via Tavecchia 43, dove vi sono anche gli studi della radio. TeleradioReporter occupa i canali uhf 22 e 27 manda in onda film, telefilm, e programmi autoprodotti condotti dalle voci note della radio. A dare man forte ai fondatori dell’emittente vi è la famiglia Pozzi, titolare della catena di supermercati Dugan che sono diventati gli editori della radio e della tv.

telereporter primo studio

I PRIMI STUDI DI TELERADIO REPORTER

Annunciatrice è Giuliana Pedroli, conduttori  Emilio Bianchi, Daniela Casati, Giovanni Piazza e Gianni Bosio. Già dal 1977 Tele Radio Reporter propone, prima fra le emittente lombarde, Trr Notizie, un tg locale (Trr Notizie, uno dei primi in Lombardia), alla cui conduzione si alternano Emilio BianchiGiuliana Pedroli, Giovanni Piazza e Giorgio Cozzi. Dovendo fare i conti con la “corazzata Rai” si specializza in notizie locali (oggi tutti i tg locali sono fatti così, fornendo notizie su Rho e sui paesini dell’hinterland milanese vicini a Rho. Un’impostazione del genere, all’avanguardia per i tempi, colpì la creatività e l’ironia di Massimo Boldi che ha così spiegato l’origine di Max Cipollino, giornalista di un tg di un’immaginaria tv privata: “ c’era un presentatore chiamato Giovanni Cozzi che alle 7 di sera faceva un telegiornale, il suo tg riguardava un rione di Rho, neanche di Milano… Cozzi raccontava che la signora Tina Scalopa, per gli amici Scaloppina, era rimasta incinta all’età di 90 anni, e le sarebbe nato un adulto di 45 anni… Queste erano le battute che facevano divertire, ma non erano battute per Cozzi… le diceva sul serio… Io iniziai al Derby a proporre un telegiornale privè, nel senso che era un telegiornale fatto da una tv privata, poi lo proposi ad Antenna 3 Lombardia con successo… E allora andai avanti, battute del tipo: “La nostra emittente si chiama Tele Lecchio, no Tele Succhio, beh qualcosa del genere, noi spariamo notizie come sciupettada”.
Tornando a TeleRadioReporter, oltre a mandare in onda il tg locale, l’emittente propone spettacoli musicali, e programmi auotoprodotti come il gioco a premi Sette e mezzo amblè condotto da Emilio Bianchi (gioco a carte con il pubblico in onda ancora in bianco e nero), Il telefono che scotta, condotto da Enrico Albertosi, il gioco a premi Avanti tutta, lo show Prego a quale piano?… Piano bar con Dino Siani che si esibisce in diretta, Il primo cittadino di… (interviste ai sindaci dei comuni dell’hinterland milanese), la rubrica Cartomante (lettura delle carte con Valerio, nulla a che vedere con i vari cartomanti odierni però), Vincente e piazzato, rubrica di ippica con Alberto Giubilo. Non mancano film, telefilm, documentari, sceneggiati, cartoni animati (Trr è fra le prime emittenti italiane a mandare in onda la serie Jeeg robot) e uno dei primi programmi che è diventato un cult (soprattutto guardando le scadenti televendite di molte emittenti odierne): il mitico Grappeggia show.

Il mattatore di Trr è il conduttore radiofonico Emilio Bianchi, amico del calciatore Walter Zenga, per Bianchi non vale il motto del Buggles VIDEO KILL THE RADIO STAR, (il video ha ucciso la star della radio), la popolarità del bravo conduttore radiofonico si integra perfettamente con quella televisiva. In poco tempo divenne la prima emittente in Lombardia, distinguendosi per l’originalità dei programmi e dei tagli decisamente innovativi. Anche Giuliana Pedroli entra nel cuore dei telespettatori vincendo un referendum indetto da Tv Sorrisi e Canzoni quale migliore annunciatrice delle emittenti locali italiane. La copertura dell’emittente (che da qualche anno trasmette anche dal canale 40 uhf) è intanto cresciuta a macchia d’olio allargandosi dall’hinterland milanese ad altre zone della Lombardia.
All’inizio aumentano le trasmissioni sportive, inizia Domenica dilettanti, programma sui campionati minori di calcio, condotto da Emilio Bianchi il quale, a distanza d’anni, ricorda ancora una puntata durante la quale ospite d’onore era l’allora allenatore della Juventus Giovanni Trapattoni: “questa apparizione fece aumentare ulteriormente i telespettatori di Trr” che nel frattempo ha cambiato editori. I nuovi titolari, la famiglia Pozzi,grazie ad investimenti (apparecchiature e nuove frequenze, i canali uhf 24 e 26 e ad una consociata torinese (Grp), fanno dell’emittente una realtà pluriregionale.

telereporter altro logoFra i programmi cult il gioco a quiz Avanti tutta e il telefilm della serie Dottor Kildare, nonchè cartoni animati Candy Candy, le rubriche Battaglie scolastiche, Il condominio e Compito in classe. Teleradioreporter manda in onda (prima in Italia) la telenovela Anche i ricchi piangono, alto pezzo forte dell’emittente (che ha dato vita ad una seconda rete operativa solo su Rho e dintorni, Telereporter Canale Speciale con programmi speciali alla domenica mattina di interesse ultralocale) è lo sport. Sport e sport rubrica condotta dall’inossidabile Emilio Bianchi e, soprattutto, E’ domenica 13, rubrica sportiva condotta da Walte Zenga e da Emilio Bianchi. Fu Bianchi a portare Walter Zenga, da pochi mesi diventato portiere titolare dell’Inter, a Radio Reporter prima, e a Telereporter poi. Bianchi ricorda: “fu un incontro fortunato per entrambi: Walter divenne popolare grazie alla radio e alla tv, cosa che unita alla sua bravura, fece la sua fortuna, le prodezze calcistiche di Zenga aumentarono, a loro volta, il numero di radioascoltatori e telespettatori di Reporter”. Parlando con Emilio gli ricordo che lo conobbi proprio grazie a Walter Zenga che ci presentò. Io avevo visto Zenga due volte (abitava a Milano nella mia zona), poi non lo rividi più, mentre con Bianchi la frequentazione, seppur non assidua, dura da allora. Walter Zenga su Trr condusse anche La bioschedina, l’emittente, sempre nello stesso periodo (metà anni ’80) mandava in onda anche incontri di calcio della Rhodense, incontri di basket e Cluff anteprima basket con Dino Meneghin. E, ancora, CACCIA AL TREDICI, programma prodotto da Carlo Tumbarello condotto da Roberto Bettega, distribuito anche ad altre emittenti (fra le quali vi erano Vmt Telestar di Modena, l’emiliana Teledetra ed altre, piemontesi, venete e di altre regioni).
telereporter altra fotoNel 1984 Trr manda in onda, prima in Italia, Ken il guerriero, cartone animato sempreverde, che viene infatti mandato in onda anche da Mtv vent’anni dopo. Altri programmi cult furono Filo diretto con Nilla Pizzi, lo spettacolo musicale And soda, un gioco a premi condotto dal cantante Edoardo Vianello, lo spettacolo musicale Il discorriere, il programma per ragazzi Jo Jo con Gianni Bosio e Daniela (Daniela Casati, ancora oggi a Radio Reporter), con la partecipazione di un grazioso pupazzo e verde e della simpatica rana Frida. Fra gli altri programmi ROSSO DI SERA condotto da Paolo Mosca, CIUFF ANTEPRIMA BASKET con Dante Giurioli e Dino Meneghin, DOMENICA… TREDICI con Emilio Bianchi e Pietro Paolo Virdis.   Trr è una fucina di talenti: iniziano qui infatti la loro carriera professionale Antonella Clerici, Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Cristina Parodi, Fabio Fazio e molti altri. Trr era inoltre famosa per la messa in onda di notte di film erotici che contribuirono ad alzare ulteriormente l’audience dell’emittente in un orario solitamente senza visione per tutte le tv. Nel mio archivio ho ritrovato un articolo apparso il 31/7/1985 su La Repubblica “La tv del cuore dovrà fare a meno del sesso, la pellicola a luci rosse I piaceri folli della porno-prigioniere interrotta bruscamente venerdì notte alla fine del primo tempo dall’intervento degli agenti di polizia, sarà probabilmente l’ultimo film osè proposto dall’emittente. La polizia ha compiuto il blitz su ordine della Procura della Repubblica di Milano, cui erano arrivate varie denunce e segnalazioni da parte di cittadini offesi nel loro pudore dalla programmazione “spinta” della tv. Gli stessi cittadini hanno precisato di aver dovuto subire le effusioni porno via etere mentre si trovavano in un bar. Telereporter, antesignana del genere, aveva ripreso dopo un periodo di censura a programmare pellicole porno circa otto mesi fa, ogni venerdì notte, ottenendo immediati consensi e un’impennata nell’audience in un’ora di stanca. Così all’1,30 di venerdì scorso un ispettore e un commissario della seconda divisione della polizia giudiziaria hanno fatto irruzione nella sede di Telereporter a Rho. Il responsabile dell’emittente, l’amministratore unico Silvio Allievi, è stato quindi denunciato per diffusione di spettacoli osceni.”

Non so, nessuno è stato in grado dirmelo, se sia stata questa la ragione (o altre) della decisione presa dalla famiglia Pozzi di vendere l’emittente. Se fosse questa la causa sarebbe assurda pensando a cosa viene fatto vedere oggi in prima serata dai network, comunque nel settembre 1987 la famiglia Pozzi vende la tv ad un gruppo editoriale facente capo a Callisto Tanzi, mentre rimane la Radio (che resterà ai Pozzi fino all’agosto 2005, allorquando verrà venduta al gruppo Media Hit). Inizia la seconda fase della storia di TeleRadioRepoter. Acquisita da una società facente capo ad Angelo Samperi (del circuito TivuItalia) e Callisto Tanzi, con amministratore Luigi Scotti.  L’emittente, ribattezzata Telereporter, diventa la capofila del network Odeon Tv nato dalle ceneri di Euro Tv,  Telereporter rimarrà nelle mani di Tanzi fino al nuovo millennio allorquando sarà ceduta al gruppo Profit di Raimondo Lagostena.
Ha inizio una programmazione nazionale e un salto di qualità ma si disperde il locale, che pure comunque prosegue limitatamente a poche ore quotidiane, ormai limitate al tg (dove lavorano Enrico CrespiPaolo Nizzola e Biagio Longo) e a qualche rubrica.
La programmazione sdoppiata in spazi nazionali e regionali ha però consentito la realizzazione di dirette sportive, concerti, dibattiti di attualità ecc., e di trasmettere films e fictions di alto livello; mentre in ambito locale, con la realizzazione di nuovi studi, si è potuto sviluppare e potenziare l’aspetto informativo con news, approfondimenti e inchieste legati alla nostra regione.
Il processo di crescita di Telereporter è stato confermato dai notevoli progressi in termini di ascolto secondo i dati AUDITEL.
La copertura complessiva ha portato il numero dei telespettatori attivi nel 2002 al risultato di 8.045.000, che pone Telereporter al primo posto assoluto tra tutte le Tv locali italiane.
La crescita prosegue anche nel corso del 2003, infatti nel primo quadrimestre si è registrato un ulteriore incremento del dato base del contatto/giorno. L’emittente nel (2005 in fascia locale manda in onda un tg, l’unico delle emittenti private regionali lombarde che va in onda tutti i giorni, domenica compresa, e spazi dedicati al territorio, fra i quali segnaliamo una rubrica dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano, Speciale Reporter News, e un programma curato dall’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali). Direttore del tg diventa Roberto Vallini. 

TELEREPORTER NUOVO LOGONel 2006 cambio di frequenze, Lagostena cede quelle storiche ed inizia a trasmettere su quelle rilevate da Tv7 Lombardia;  nel 2007, nell’ambito di un’ulteriore espansione, nascono Telereporter Roma e Telereporter Sud, il logo dell’emittente lombarda viene rinnovato e reso simile a quello delle neonate consociate.  Nella primavera del 2009 ha inizio la crisi del gruppo Profit quando – scrive un comunicato sindacale –  viene presentato un piano di ristrutturazione del debito che delinea per Profit un futuro non più da editore televisivo con creazione propria di contenuti , ma da canale di trasmissione di prodotti esterni indipendenti dal gruppo, la crisi del gruppo si è poi aggravata con il passare dei mesi a causa di:

– calo pubblicitario televisivo,

– investimenti per il passaggio al digitale terrestre (switch off nell’autunno 2010) ,

– calo degli ascolti a causa della frammentazione dell’offerta televisiva ,

– instabilità societaria legata alle vicende giudiziarie dell’editore

– difficoltà generalizzata ad accedere al credito bancario.

Al momento dello scoppio della crisi, il Gruppo Profit contava , in tutta Italia, circa 250 dipendenti, la maggior parte dei quali concentrati su Milano. Oggi i dipendenti rimasti, tutti su Milano perché le altre altre emittenti sono state cedute per ripianare i debiti, sono 97.  Di questi l’80% sarà interessato da una procedura di mobilita’ che l’azienda intende aprire a fine settembre. Per far fronte alla situazione debitoria l’azienda , attraverso diversi dirigenti che si sono succeduti in questi anni ha tentato:

1) dapprima un piano di ristrutturazione del debito con conseguente piano industriale e rilancio ( 182 bis) che le banche hanno bocciato. in questo piano l’azienda intendeva già dismettere la parte editoriale e produttiva , mantenere solo le frequenze e affittare spazi a produttori di contenuti esterni

2)  pressata dai creditori e a rischio fallimento, l’azienda ha pertanto costituto una newco detta fleming su cui avrebbe riversato le società operative del gruppo, (quelle legate alle frequenze televisive e all’obbligo di trasmettere, a cui vanno i contributi pubblici) , meno indebitate rispetto alla capogruppo Profit. per la Capogruppo Profit l’intento era quello di avviare una procedura di fallimento concordato ( concordato preventivo)

3) Il 12 aprile 2012 l’azienda comunica, a sorpresa, di aver partecipato al bando, per il rilascio delle frequenze sui canali 61-69, emanato dal ministero dello sviluppo economico. A fronte di un cospicuo indennizzo, gli editori potevano cedere le frequenze in alcune regioni ammesse dalla rottamazione. una vera e propria dismissione di quello che è sempre stato il core business di questa azienda, ovvero la produzione editoriale. nonostatnte l’evidente conseguenza sul destino dei lavoratori e sul piano occupazionale, l’azienda si e’ impegnata con le ooss e le rsu, a garantire, in futuro, la produzione editoriale, affittando banda , presente abbondantemente in un mercato in crisi

4) il 5 luglio 2012 il tribunale di milano emette una sentenza di falli mento di profit group spa

5) il piano che prevedeva la dismissione di tutto con il conseguente licenziamento del personale si e’ affinato con un’altra operazione: la fusione per incorporazione di tutte le società(telereporter, , teleliguria, sardegna dtt, lit, telereporter roma , eurotelevision) in un’unica societa’ , Bravo Produzione televisive.

6) il 3 settembre 2012, l’azienda ha comunicato alle rsu, l’intento di cedere il ramo d’azienda (svuotato dei suoi dipendenti) che riguarda: l’autorizzazione di fornitore di contenuti rilasciata a telereporter per il marchio telereporter shopping ; la determina del ministero dello sviluppo economico per l’assegnazione dell LCN13 per la Lombardia; il marchio telereporter shopping. La società interessata all’acquisto del ramo d’azienda e’ Primarete S.P.A con sede legale in Cremona , che ha già espresso l’intenzione di non voler assorbire personale giornalistico. Questa ultima operazione di vendita dell’ lcn 13 , il canale 13 del digitale con cui i programmi di informazione potevano essere riconoscibili e visibili , svela la pianificazione di una strategia che portava SOLO, ESCLUSIVAMENTE, alla dismissione e alla vendita di tutto quello che era possibile, per diventare una tv commercial, di televendite) nessuna volontà di garantire , anche minimamente, i livelli occupazionali, già ridotti drasticamente negli anni.

“Il gruppo Profit, in barba alla promessa fatta , prima della pausa estiva, di affrontare il momento di crisi , garantendo l’occupazione e mantenendo viva l’informazione e le produzioni televisive, sceglie deliberatamente, dopo aver rottamato le frequenze lombarde, di cessare ogni attività editoriale e produttiva, licenziando i giornalisti e tecnici che lavorano nel settore editoriale. L’azienda, che già aveva annunciato 35 esuberi, causa crisi del settore delle tv locali, intende, con questa operazione , raddoppiare il numero degli stessi , che passerebbero da 35 a 70 coinvolgendo l’80 % del personale. Intanto va all’incasso dei soldi derivanti dalla rottamazione delle frequenze (22mln di euro), dei contributi corecom, fondi pubblici da parte dello Stato a sostegno dell’editoria locale ( 1mln e mezzo di euro, derivante dal lavoro giornalistico-informativo per l’annno 2010) e, nel futuro, quando  giornalisti e tecnici saranno già tutti licenziati, continueranno ad incassare i contributi Corecom per gli anni 2011 e 2012, sempre derivanti dall’attività di informazione del lavoro giornalistico. Riteniamo, come lavoratori, che tale operazione vada fortemente contrastata, perché, in un momento di forte crisi del settore, dovuto al passaggio al digitale terrestre ed al calo della pubblicità, sarebbe facile, per gli editori, essere tentati da questa operazione di ristrutturazione sull’esempio del  gruppo profit: mantenere il marchio legato alla testata giornalistica, svuotarla dei suoi dipendenti assunti tutti a tempo indeterminato e, un domani, assumere giovani giornalisti il cui costo è sicuramente inferiore rispetto ai precedenti . E’ in atto una deriva nel mondo del lavoro, di cui noi dipendenti del gruppo Profit siamo solo la punta dell’iceberg, che prevede il licenziamento dei contratti a tempo indeterminato, gente qualificata e professionale, che pertanto costa all’azienda, a favore di giovani free-lance sottopagati, disposti a tutto pur di lavorare.” I lavoratori denunciano la gravita’ di questa operazione speculativa fatta sulla loro pelle. In questi ultimi anni i lavoratori del gruppo profit hanno sopportato gravi sofferenze e dimostrato una dedizione al lavoro, nonostante i gravi ritardi nel pagamento degli stipendi (fermi ad aprile 2012, rimborsi spesa e ticket fermi al 2010). Tutto questo perché l’azienda ha sempre promesso di voler cercare tutte le soluzioni possibili per garantire un buon livello occupazionale. Chiediamo il riconoscimento del danno subito in tutti questi anni, per aver dato fiducia ad una classe dirigente che si e’ servita del nostro lavoro solo per portare a termine un piano di dismissione. Chiediamo immediatamente l’apertura di un tavolo con la regione e con il governo perche’ intervengano per bloccare un’operazione che utilizza soldi pubblici solo per pagare i licenziamenti ed i pregressi degli stipendi arretrati senza garantire minimamente alcun livello occupazionale. La buona riuscita di questa operazione sulla pelle dei lavoratori di Telereporter (oggi diventati Bravo) potrebbe fare da apripista, anticipare  una tendenza,  di cui potrebbero approfittare, in futuro, le altre emittenti locali, strangolate dalla crisi e dal passaggio al digitale .

LA CRISI DI TELEREPORTER E DEL GRUPPO PROFIT

L’idea di mettere in rete (impresa titanica) la storia delle radio e delle televisioni locali nasce nel 2005 per iniziativa di Gigi Vesigna (giornalista, direttore storico di Tv Sorrisi e Canzoni), Massimo Emanuelli (docente e giornalista di Millecanali, pioniere della radiofonia), Maurizio Seymandi (giornalista e mitico conduttore di Superclassifica Show), Pino Callà (regista e produttore televisivo), Enzo De Mitri (giornalista, critico televisivo de La Notte, collaboratore di Gianfranco Funari).  L’avere vissuto da angolazioni diverse (carta stampata, radio e tv) il periodo pionieristico, l’avere visto nascere e crescere tante emittenti locali, l’avere conosciuto ed intervistato molti dei protagonisti, oltre agli archivi dei fondatori, rende agevole (anche se infinito) il lavoro dei nostri.  Con il passare dei mesi i fondatori vengono contattati da molti pionieri che forniscono ulteriori testimonianze, ricordi e materiale. Si uniscono al gruppo Massimiliano Marchi, Ruggero Righini, Gianfranco Guarnieri, Agostino Rosa ed altri.  Per ogni regione d’Italia viene individuata una memoria storica/corrispondente, aumenta il numero delle interviste mensili e dei contatti del portale. Nascono intanto (giustamente e citando la fonte) analoghe iniziative a livello regionale, con scambi di link e collaborazioni proficue (particolarmente interessante il lavoro di un altro pioniere, Massimo Lualdi).  Nel 2015 scompare Gigi Vesigna, in segno di lutto e di rispetto il sito non viene più aggiornato. Dopo un lungo periodo di silenzio i pionieri superstiti decidono di riattivare il sito (è in ristrutturazione, sarà aggiornato e rilanciato con nuova grafica su un nuovo dominio). Molto è ancora il materiale da pubblicare ed inserire, molte sono ancora le interviste da fare, pian piano accontenteremo tutti.  Al momento alcune schede vengono rilanciate su due blog

https://storiaradiotv.wordpress.com/ (radio)

https://massimoemanuelli.wordpress.com/ (tv ed interviste varie)

Gradualmente sarà inserito anche materiale audio e video del nostro archivio e materiale che i pionieri ci stanno inviando.

Purtroppo qualcuno nel frattempo aveva copiato l’intera linea editoriale del portale (e non solo gli articoli) senza ritegno e non rispettando il diritto d’autore dei collaboratori che vantano tantissimi anni di lavoro e ricerca (molti degli articoli erano usciti su testate nazionali). Già in passato avevamo fatto una causa (vinta) per la copiatura di alcune schede, ma copiare l’intera linea editoriale annunciando di copiare l’intero sito è a dir poco folle. Disponibili a collaborare con chiunque citi le fonti e ci proponga scambi e confronti, non possiamo però transigere con chi plagia pedissequamente. Tutti coloro che hanno ulteriori notizie o proposte farci scrivano alla mail storiaradiotv@tiscali.it provvederemo ad integrare le schede e a citare gli autori.

 RIPRODUZIONE RISERVATA. 

È vietata la riproduzione, anche parziale, e/o la diffusione dei testi e dei contenuti sonori e video di questo blog senza l’autorizzazione degli autori. Il blog è protetto dal diritto d’autore, chi ha cercato di non ottemperare a tali regole è già stato condannato con disposizione del Tribunale di Milano, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. R.G. 77235/05..  Vi occorre qualcosa?  Scrivete, specificando il vostro indirizzo e il motivo della richiesta. Mail: storiaradiotv@tiscali.it

Contattateci alla mail storiaradiotv@tiscali.it per fornirci ricordi e testimonianze, provvederemo a pubblicarle.

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