E’ morto l’attore Gastone Moschin

gastone moschin

All’età di 88 anni si è spento uno degli ultimi grandi interpreti della “commedia all’italiana”. Moschin aveva però interpretato ruoli drammatici al cinema e in televisione, quando la tv era pedagogica ed educativa.
Nato a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, aveva esordito negli anni ’50 recitando con la Compagnia del Teatro Stabile di Genova, quindi era passato al Piccolo Teatro di Milano, diretto da Giorgio Strehler. L’esordio sul grande schermo nel 1955 diretto da Anton Giulio Maiano in La rivale, nello stesso anno esordisce in tv con Istantanea sotto l’orologio di Gastone Tanzi. Da questo momento alterna piccolo schermo e grande schermo, con alcuni rientri in teatro.  Interpreta film del tardo neorealismo e della commedia all’italiana fra gli anni ’50 e per tutti gli anni ’60 e ’70, è una delle stagioni migliori del nostro cinema.

Sul grande schermo interpreta L’audace colpo dei soliti ignoti per la regia di Nanni Loy, Tiro al piccione di Giuliano Montaldo, Anni ruggenti di Luigi Zampa, Il successo di Mauro Morassi, La visita di Antonio Pietrangeli, Signori e signore di Pietro Germi. A partire dal 1970 la svolta: dapprima si consacra al cinema d’autore con Il conformista di Bernardo Bertolucci e Il Padrino parte II diretto da Francis Ford Coppola, quindi assurge a vastissima popolarità per il ruolo dell’architetto Rambaldo Melandri al fianco di Ugo Tognazzi in Amici miei per la regia di Mario Monicelli.

Al cinema Moschin è stato diretto anche da Renè Clement, Damiano Damiani, Alberto Bonucci, Duccio Tessari, Vittorio Cottafavi, Marco Vicario, Florestano Vancini, Mario Monicelli, Mauro Bolognini, Luigi Comencini, Pasquale Festa Campanile, Sergio Corbucci, Mario Camerini, Carlo Lizzani.

In televisione lo si ricorda per una serie di sceneggiati (così allora si chiamavano le fiction) quali Racconti garibaldini per la regia di Gilberto Tofano, Il Mulino del Po diretto da Sandro Bolchi, dall’omonimo libro di Riccardo Bacchelli,  I miserabili sempre per la regia di Bolchi (tratto dal libro di Victor Hugo), La morte di Danton di Mario Missiroli, I racconti fantastici di Edgar Allan Poe diretto da  Daniele D’Anza.

Sul finire degli anni ’70 Moschin era tornato in teatro interpretando classici quali Zio Vanja, di Čechov, I giganti della montagna, di Pirandello, Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov, Sior Todero brontolon di Goldoni (1983),  Erano tutti miei figli di Miller, Il gabbiano di Čechov.  Negli anni ’80 e ’90 ancora cinema altri due atti di Amici miei, diversi film sempre in ruoli di carattere, un film per la regia  di Lina Wertmuller, un episodio del film “leggero” Rimini, Rimini. Un anno dopo per la regia di Giorgio Capitani, Moschin è diretto anche da Francesco Nuti, Sergio Staino e Sergio Citti. Nel 1997 una memorabile parte in Porzûs, per la regia di Renzo Martinelli.  In tv recita nel telefilm francese Macaroni, negli ultimi anni appare nella serie Don Matteo, in L’avvocato delle donne e Sei forte maestro.  La sua ultima apparizione sul grande schermo è stata nel documentario L’ultima zingarata, dedicato alla realizzazione della serie di Amici miei.

Moschin si è spento all’ospedale di Terni, da anni viveva in Umbria, precisamente a Capitone, vicino a Narni, dove aveva fondato una scuola di recitazione.

I ruoli di maggior spicco restano comunque quello dell’architetto Rambaldo Melandri al fianco di Ugo Tognazzi in Amici miei, nonchè alcuni episodi di Don Matteo nel nuovo millennio nei quali interpreta il Vescovo.

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