Padre Ugolino

PADRE UGOLINO VAGNUZZI, UN FRANCESCANO CON PENNA ED ANTENNA TELEVISIVA, AMICO DI ADRIANO CELENTANO

di Massimo Emanuelli

padre ugolinoUgolino Vagnuzzi è nato a Montaltone di Pieve Santo Stefano (Arezzo) il 10 luglio 1924, la sua prima vocazione, quella di frate, gli venne quando aveva sei anni. «Ero con la mia mamma alla Verna. Stavamo percorrendo il corridoio che porta alla Cappella delle Stimmate e trovai per terra una papalina da frate. Me la misi in tasca di nascosto. Tornando a casa la tirai fuori e me la misi in testa.  Come mi sta? E se mi facessi frate? , chiesi alla mamma. E lei ammutolì. Ma è stata lei, donna semplice, intelligente, energica, la mia prima maestra: la sera, a veglia, mi raccontava la storia di San Francesco. E io di Francesco mi sono innamorato subito». A dodici anni Ugolino fa il suo ingresso in convento, al Collegio di San Romolo a Figline Valdarno. E lì compie tutto il suo percorso fino al sacerdozio. «Ho avuto tante tentazioni nella mia vita, ma mai quella di tornare indietro. È stata una vocazione forte e benedetta da Dio”. Ugolino compie i suoi studi presso l’Istituto d’arte Beato Angelico, la Scuola d’Arti Ornamentali e l’Accademia Belle Arti di Roma.  Negli anni ’60 la seconda vocazione: quella del giornalismo: “Incontrai l’editore di Tv Sorrisi e Canzoni, Giuseppe Campi. Mi aveva preso di mira: gli piaceva il mio modo di parlare, di scrivere. Mi propose una rubrica fissa, I perché di padre Ugolino per il suo settimanale: uno spazio che andò avanti per otto anni.  Nella mia prima rubrica su Tv Sorrisi e Canzoni rispondevo alle domande dei lettori. Chiedevano di tutto, dalla morale al matrimonio.”.

padre ugolino celentanoPadre francescano, da sempre molto vicino alle personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, confidente di attori e cantanti,  è lui a celebrare le nozze fra Adriano Celentano e Claudia Mori.  “L’amicizia con Celentano nacque per caso, nel gennaio del 1963 a Grosseto. Il cantante milanese arrivò di sera, in fuga da Roma e da una burrascosa storia d’amore con la cantante Milena Cantù. Si fermò in un ristorante della città. Il proprietario, sapendo che ero un fan delle sue canzoni, mi chiamò e me lo fece incontrare. Nelle settimane seguenti Adriano venne spesso alla messa delle sei e mezzo del mattino. Poi si fermava a parlare con me, era tormentato. Arriva il fidanzamento con la Mori e poi, il 14 luglio del 1964, il matrimonio, proprio nella Chiesa di San Francesco a Grosseto, celebrai le nozze.  «Lo facemmo alle tre di notte, per dribblare cronisti e fotografi. Da allora sono sempre rimasto loro amico e anche in questi giorni, per l’anniversario, mi hanno telefonato. Adriano mi ha poi pzcfd ugolino orietta bertipresentato tanti altri». Ecco allora le amicizie con Orietta Berti, Al Bano e Romina, Claudio Villa («Era non credente ma aveva un grande rispetto per me»), Mino Reitano, per arrivare a Pavarotti e Bocelli. Le foto, tante in bianco e nero, scorrono adesso sulla scrivania di Padre Ugolino. Questo è Alighiero Noschese, che poco prima di morire mi volle al capezzale.  Vedi, è un mondo che il sacerdote non lo sfugge, ma lo cerca, piano piano. E anche lì va portato Dio. Problemi coi superiori o con i confratelli? I miei superiori hanno avuto sempre grande fiducia in me, e io non ho mai avuto un rimprovero, ma solo elogi. Sapevo di camminare su un filo di rasoio. E bastava qualcosa che stonasse per fare lo scivolone su una buccia di banana. Ma sono stato sempre attento. E rifarei tutto”.

Padre Ugolino collabora con TV SORRISI E CANZONI curando le rubriche: LE CONFESSIONI DI PADRE UGOLINO;  I PERCHE’ DI PADRE UGOLINO;  CHI SONO, COSA FANNO;    PADRE UGOLINO CONFESSA I POLITICI e I PRO E I CONTRO DI PADRE UGOLINO. Un’ex collaboratrice di Tv Sorrisi e Canzoni che aveva l’incarico di selezionare le lettere che arrivavano in redazione per i collaboratori esterni (tantissime al punto che dovevano essere selezionate) ci ha ricordato che soltanto Padre Ugolino apriva personalmente la propria corrispondenza. La stessa ex collaboratrice ci ha ricordato chi era l’alter ego di Padre Ugolino: Pietro Cimatti, un poeta e letterato che collaborava anche con la terza pagina de IL MESSAGGERO. Cimatti avendo una rubrica alla radio non poteva firmare con il proprio nome e pertanto usava lo pseudonimo di Sigismondo.  Cimatti era un uomo coltissimo, abitava nei pressi del Colosseo e vestiva con cappelli eccentrici, indossava vistosi cappelli ed era un simpatizzante comunista.  Padre Ugolino e Sigismondo erano una sorta di Don Camillo e Peppone.

L’esperienza di giornalista è quella che segna la sua vita: Dopo Sorrisi arriva la collaborazione con Grandhotel, con lo pseudonimo di Fra’ Ginepro: “Per entrare nei giornali, allora, si sosteneva un esame. Lì mi chiesero di dare la risposta a una signora che diceva: Sono cattolica e non posso portare la minigonna. Le dissi: La morale non si misura a centimetri”. E poi, ancora, vennero Famiglia Cristiana e il Giornalino (lì scriveva con il nome di Don Dino). “Tutti mi volevano”, sorride con lo sguardo più che mai brillante.

La vocazione di giornalista viene sancita con l’iscrizione nell’elenco cronologico pubblicisti della Toscana nel giugno del 1969.  L’esperienza è quella che segna la sua vita fra il saio, la macchina da scrivere (e quella fotografica) per i tanti giornali con cui collabora. Ma anche tra le antenne: quelle prima di Radio Montecarlo: “Mi contattarono dal principato di Monaco, prima di farmi cominciare, mi sottoposero a un test: volevano che spiegassi il significato della Pasqua in pochi minuti davanti a un microfono. Alla fine si accesero le luci in studio e arrivò fuori il direttore Ugolinò: professionst!. Tutte le settimane andavo da Grosseto a Montecarlo. Dai microfoni dell’emittente monegasca curai  uno spazio settimanale per anni, poi fu la volta di Radio America”

http://www.youtube.com/watch?v=EyPjbrdXZAg

E ancora arrivarono Mondadori e Topolino, con una rubrica, reportage di testi e foto da tutto il mondo: Una delle collaborazioni che mi ha permesso di girare il mondo fu proprio quella con la Walt Disney. Per loro ho realizzato reportage, testi e foto, da tutto il mondo: Honk Kong, Bolivia, Africa, Russia (Stai attento che sanno che sei un frate, mi dissero prima di partire). Facevo tante diapositive con la Nikon e con la Hasselblad: ho conosciuto tante realtà che mi sarebbero sfuggite”.

Alla vigilia del Festival di Sanremo edizione 1976, che lo vedrà vincitore, Peppino Di Capri concederà un’intervista a Padre Ugolino annunciando in anteprima le sue nozze.  E’ stato sempre Ugolino a dare in anteprima a TV SORRISI E CANZONI l’annuncio delle nozze fra Albano e Romina Power.  Il frate cappuccino ha intervistato e confessato per i lettori di TV SORRISI E CANZONI Iva Zanicchi, Gigliola Cinquetti, Pippo Baudo, Orietta Berti, Milva, Little Toni, Gilda Giuliani, Alessandro Momo, Lando Buzzanca e Jonny Dorelli. Sempre per SORRISI ha confessato uomini politici come Giulio Andreotti, Giancarlo Pajetta, Mario Tanassi, Amintore Fanfani, Oddo Biasini, Giovanni Malagodi e Nilde Jotti, in un periodo (inizio anni ’70) durante il quale gli uomini politici erano ancora lontani dalla televisione e dai settimanali popolari.

Quella di Padre Ugolino  è una vita fra il saio, la macchinda scrivere (e quella fotografica) per i tanti giornali con cui ha collaborato, poi è la volta dalla televisione: “Mi battei su queste forme di informazione approfittando per portare sempre avanti, al microfono e alle telecamere, il messaggio cristiano e francescano. È stato il mio modo di fare apostolato”.

PADRE UGOLINO MOSAICOCon l’avvento delle tv private Padre Ugolino inizia a collaborareIL GIOCO DEI TALENTI CANALE 48 con Tele Valdarno – Rtv38, emittente che però lascerà presto a causa della messa in onda da parte di questa emittente nel suo primo anno di vita di film, a parer suo, non consoni alla morale. Nel 1976 il fiorentino Mauro Montagni dette vita a Canale 48. una delle prime tv locali della città. «Mi chiamò e mi nominò direttore di Canale 48 e della sorella Tele Toscana Uno. Ci sono stato per sette anni. Era un’esperienza pionieristica, quella delle prime tv libere, ma è stata una delle mie maggiori soddisfazioni. All’inizio avevo sempre i carabinieri al sedere: era proibito trasmettere, poi arrivò il via libera del tribunale». Fra le trasmissioni, una delle più amate era «Il gioco dei talenti», un quiz per bambini: «C’erano il notaio, il campanello, tutto in regola. Le risposte venivano controllate su un’enciclopedia. C’era divertimento e cultura. E poi potevo veicolare i contenuti cristiani che più mi stavano a cuore».

Padre Ugolino quindi a dirigere Canale 48 e cura diverse rubriche religiosi per emittente toscane (CHI SONO COSA FANNO, FACCIA A FACCIA CON I PERSONAGGI DEL MONDO DELLO SPETTACOLO, UNA PAGINA DEL VANGELO (commentata con un laico o un ateo), RIFLETTIAMO INSIEME), oltre a condurre IL GIOCO DEI TALENTI (a cura di Roberto Bernabei) dove i piccoli fanno un pò di tutto: ballano, cantano, recitano, suonano gli strumenti mandando in brodo di giuggiole le mamme che li vedono in tv.

padre ugolino video il santo del giornoGli aneddoti sul religioso amico degli artisti sono tanti, come il racconto di quando, invitato a una trasmissione Rai, viene fatto sedere accanto a una soubrette poco vestita e alla fine l’ha vinta nel farla rivestire. Così come vince con il giornalista sportivo Gianni Brera durante una puntata del Processo di Biscardi: Ugolino, tifosissimo, difende a spada tratta la Fiorentina e Brera lo apostrofa: «Ma guarda in che razza di frate mi sono imbattuto!». Pubblicista infaticabile, ha intervistato tra gli altri il Dalai Lama e Gulio Andreotti, ha fatto l’inviato al Festival della Canzone di Sanremo e al Cantagiro, ha scritto una ventina di libri.  Successivamente Padre Ugolino è in onda su Firenze Tv con le rubriche IL SANTO DEL GIORNO (che apre la programmazione dell’emittente) e con  CHI, SONO COSA FANNO.  Padre Ugolino ha scritto anche per IL MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO ed è autore di un mosaico inserito nel catino absidale del convento dei Capppuccini del Sacro Cuore di Terni, mosaico che ritrae Papa Giovanni Paolo II, Michail Gorbaciov e la moglie Raissa.  Padre Ugolino è anche autore di diversi libri:  I PERCHE’ DI PADRE UGOLINO, VOLTI IN AREZZO;  DALLA MIA CELLA, RIFLESSIONI, PERSONAGGI, LUOGHI;    LA GIOIA DELLA VITA;  CHI SONO COSA FANNO, GENTE DELLO SPETTACOLO;   SANT’ANTONIO DA PADOVA E LA VERNA. STORIA DI UNA LEGGENDA;  ARALDI DEL VANGELO;  CENNI STORICI SUL CONVENTO DI SANTA MARGHERITA IN CORTONA. Padre Ugolino muore a San Francesco di Fiesole il 13 agosto 2018.

Padre Ugolino conduce Il Santo del Giorno su Canale 48. By Massimiliano Marchi.

Sulle rubrica tenute da Padre Ugolino su TV SORRISI E CANZONI vedere il libro di Massimo Emanuelli 50 ANNI DI STORIA ITALIANA ATTRAVERSO LA STAMPA SETTIMANALE (STORIA DI TV SORRISI E CANZONI), Milano, Greco & Greco Editori. Qui vi proponiamo la risposta di Padre Ugolino (e di Sigismondo) sulle tv libere.

“Sono fiero di essere un frate francescano e sono contento di essere giornalista da oltre quarant’anni” queste le sue parole pronunciate al momento di ricevere nel marzo 2010 da Massimo  Lucchesi, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana,  la medaglia d’argento per i 40 anni di attività. Da qualche anno Padre Ugolino si è ritirato nel convento di San Francesco a Fiesole ma spesso ricorda con gli amici che lo vanno a trovare i momenti della sua esperienza giornalistica. Come con Damiano Fedeli del settimanale fiorentino Toscana Oggi al quale ha raccontato: “Mi impegnai con la predicazione, la scuola di Stato, l’attività televisiva, la collaborazione con Radio Montecarlo e con radio americane, con riviste di grande tiratura e con la Walt Disney che furono il mio apostolato in tutti gli ambiti nazionali e stranieri. Mi battei su queste forme di informazione approfittando per portare sempre avanti, al microfono e alle PRO E CONTRO DI PADRE UGOLINOtelecamere, il messaggio cristiano e francescano. È stato il mio modo di fare apostolato. Incontrai l’editore di Tv Sorrisi e Canzoni, Giuseppe Campi. Mi aveva “preso di mira”: gli piaceva il mio modo di parlare, di scrivere. Mi propose una rubrica fissa, “I perché di padre Ugolino” per il suo settimanale: uno spazio che andò avanti per otto anni. Nella mia prima rubrica su Tv Sorrisi e Canzoni rispondevo alle domande dei lettori. Chiedevano di tutto, dalla morale al matrimonio. Per entrare nei giornali, allora, si sosteneva un esame. Lì mi chiesero di dare la risposta a una signora che diceva “Sono cattolica e non posso portare la minigonna”. Le dissi: “La morale non si misura a centimetri”. Tutti mi volevano. Mi contattò anche Radio Montecarlo, nel Principato di Monaco, che, prima di farmi cominciare, mi sottopose a un test: volevano che spiegassi il significato della Pasqua in pochi minuti davanti a un microfono. Alla fine si accesero le luci in studio e arrivò fuori il direttore “Ugolinò: pro-fes-sion-ìst!”. Tutte le settimane andavo da Grosseto a Montecarlo. E ancora arrivarono Mondadori e Topolino, con una rubrica. Una delle collaborazioni che mi ha permesso di girare il mondo fu proprio quella con la Walt Disney. Per loro ho realizzato reportage, testi e foto, da tutto il mondo: Honk Kong, Bolivia, Africa, Russia (“Stai attento che sanno che sei un frate”, mi dissero prima di partire). Facevo tante diapositive con la Nikon e con la Hasselblad: ho conosciuto tante realtà che mi sarebbero sfuggite. Mauro Montagni mi chiamò e mi nominò direttore di Canale 48 e della sorella Tele Toscana Uno. Ci sono stato per sette anni. Era un’esperienza pionieristica, quella delle prime tv libere, ma è stata una delle mie maggiori soddisfazioni. All’inizio avevo sempre i carabinieri al sedere: era proibito trasmettere, poi arrivò il via libera del tribunale. Fra le trasmissioni, una delle più amate era “Il gioco dei talenti”, un quiz per bambini: c’erano il notaio, il campanello, tutto in regola. Le risposte venivano controllate su un’enciclopedia. C’era divertimento e cultura. E poi potevo veicolare i contenuti cristiani che più mi stavano a cuore. In Rai ad una soubrette poco vestita  feci notare che il suo abbigliamento era in aperto contrasto con il mio saio francescano. Lei, disinvolta, mi rispose: “Ma lei lo sa chi sono io?”. “Sì”, risposi, “lei è una signora svestita. O si veste civilmente o io abbandono la trasmissione”.

http://www.youtube.com/watch?v=KZZvEIgswVo

http://www.youtube.com/watch?v=a7uU0Ji0NiM

 RIPRODUZIONE RISERVATA. 

È vietata la riproduzione, anche parziale, e/o la diffusione dei testi e dei contenuti sonori e video di questo blog senza l’autorizzazione degli autori. Il blog è protetto dal diritto d’autore, chi ha cercato di non ottemperare a tali regole è già stato condannato con disposizione del Tribunale di Milano, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. R.G. 77235/05..  Vi occorre qualcosa?  Scrivete, specificando il vostro indirizzo e il motivo della richiesta. Mail: storiaradiotv@tiscali.it

Da Vanity Fair

Nel 2012 l’attacco di Adriano Celentano ai giornali cattolici nel corso del  Festival di Sanremo, crea i presupposti per una nuova intervista al suo amico di vecchia data, Padre Ugolino che dichiara a Vanity Fair:

Come, Padre Ugolino, assolve Celentano?

Ma l’ha visto ieri sera a Sanremo? Ha attaccato preti e frati. Ha detto che i giornali cattolici devono chiudere…

«Sì, l’ho visto, e l’ho seguito con vivo interesse. Conosco bene il suo animo e mi aspettavo che avrebbe fatto un polverone. E così è stato».

Insomma, padre, l’ha chiamato Celentano dopo ieri sera?
«No, non l’ho sentito, ancora. Ma lo farò in questi giorni»racconta adesso dal convento sopra Firenze dove passa la vecchiaia.

«Cosa gli dirò? Lo assolverò, non in tutto, certo, ma voglio essere più largo nelle assoluzioni che nelle condanne. Celentano ha aperto il suo show con lo sfacelo della terra, guerre, conflitti. Una società in confusione che a lui dà fastidio per la mancanza di fraternità, ma anche di politica…».

Poi,

«Questi giornali, secondo lui, e un po’ anche secondo me, dovrebbero occuparsi meno di politica e più di religione. Non è stata una mancanza di rispetto, ma una constatazione di fatto. Il suo è un linguaggio catastrofico, è il suo modo di esprimersi, si sa. Ma contiene una scintilla di verità, con il richiamo alla buona volontà di tutti e non solo di alcuni».7

Torniamo ai giornali cattolici di cui Celentano chiede la chiusura…

padre ugolino mori celentanoLe critiche poteva allargarle a tutta la stampa. Così come l’ha fatta, la cosa ha saputo di una ripicca personale per certe critiche ricevute. E su questo sono d’accordo, il linguaggio in particolare mi dispiace: io non avrei citato questo o quello direttamente. Intendiamoci io sono un ammiratore di Avvenire, un giornale fatto bene dove si trovano articoli fantastici. Ma se si parlasse un pò di più di Paradiso non sarebbe male, davvero. Lo stesso su Famiglia Cristiana, dove c’è una maggiore apertura al mondo di oggi e con cui io ho anche collaborato, ma che a volte spara a zero… Insomma è vero: i giornali dovrebbero parlare di più del Paradiso, della vita eterna, far innamorare della vita che non è che un passaggio».

Insomma, le è piaciuto? Oggi i giornali non ci vanno teneri…

«Ha concentrato su di sé tutta l’attenzione di Sanremo. Adriano, cantando e parlando ha detto tante cose condivisibili e altre,come ho detto, discutibili. Ma ha parlato di vita eterna, bacchettando anche i preti e i frati che ne parlano poco, e non considerano che siamo di passaggio. E questo è vero. Ha parlato di Dio,, della Samaritana, cui ha dedicato anche una canzone. Celentano va preso com’è, con il suo carattere, il suo modo di fare, di aggredire e stigmatizzare certe realtà». Che abbia sempre ragione non lo dico. A volte, però, sì. Il suo modo di fare lo conoscono tutti. Anche chi lo ha chiamato al Festival. Io lo assolvo», conclude. «È un buon cristiano. Che abbia sempre ragione non lo dico. A volte, però, sì. Il suo modo di fare lo conoscono tutti. Anche chi lo ha chiamato al Festival. Io lo assolvo», conclude. «È un buon cristiano”.

Nel 2012 esce il libro Un tempo che fu, quasi un’autobiografia. Padre Ugolino, nell’infermeria del convento di Fiesole dove vive da qualche anno per motivi di salute parla del suo libro edito con il contributo dell’Aboca Museum di Sansepolcro – 130 pagine, euro 15). «Sì, sì, è proprio l’ultimo: dopo questo non ne scrivo più», sottolinea padre Ugolino che di volumi ne ha scritti una ventina, a partire da «I perché di Padre Ugolino», del ’73, in cui raccoglieva la sua rubrica su Tv Sorrisi e Canzoni. «Un tempo che fu» è uno zibaldone e una rassegna di tutto ciò che durante la lunga carriera di religioso e giornalista è stato importante per Vagnuzzi. A partire da San Francesco, naturalmente. «Io e Francesco: due frati peregrinanti con il messaggio di pace e bene da diffondere fra i fratelli. Due frati, uno santo e l’altro scribacchino, ma sempre frate minore. Due frati che si volevano e si vogliono ancora bene. E tanto bene». Perché «a Francesco non piacevano i frati mosca», che stavano zitti, insomma. «Allora mi impegnai con la predicazione, la scuola di Stato, l’attività televisiva, la collaborazione con Radio Montecarlo e con radio americane, con riviste di grande tiratura e con la Walt Disney che furono il mio apostolato in tutti gli ambiti nazionali e stranieri». Ci sono i ricordi dell’infanzia. «C’è persino una poesia, l’unica che abbia mai scritto in vita mia, dedicata al mio paese natale, Montalone». E poi i ricordi delle interviste della sua lunga carriera, come quelle con il Dalai Lama, con Andreotti, quelle a Sanremo o al Cantagiro. Si parla, naturalmente, dell’amicizia con Celentano, un contatto «che mi permise – scrive – di realizzare un apostolato particolare tra artisti che avevano tanto bisogno dell’aiuto di un sacerdote amico». Gli aneddoti sono tanti, come il racconto di quando, invitato a una trasmissione Rai, fu fatto sedere accanto a una soubrette poco vestita. «Le feci notare che il suo abbigliamento era in aperto contrasto con il mio saio francescano. Lei, disinvolta, mi rispose: Ma lei lo sa chi sono io?. Sì, risposi, lei è una signora svestita. O si veste civilmente o io abbandono la trasmissione». Alla fine Ugolino l’ebbe vinta. Così come vinse con il giornalista sportivo Gianni Brera durante una puntata del Processo di Biscardi. Padre Ugolino, tifosissimo, difendeva a spada tratta la Fiorentina e Brera lo apostrofò: «Ma guarda in che razza di frate mi sono imbattuto!».

Ritiratosi  nel convento-casa di riposo San Francesco a Fiesole, Padre Ugolino muore il 13 agosto 2018. 

L’idea di mettere in rete (impresa titanica) la storia delle radio e delle televisioni locali nasce nel 2005 per iniziativa di Gigi Vesigna (giornalista, direttore storico di Tv Sorrisi e Canzoni), Massimo Emanuelli (docente e giornalista di Millecanali, pioniere della radiofonia), Maurizio Seymandi (giornalista e mitico conduttore di Superclassifica Show), Pino Callà (regista e produttore televisivo), Enzo De Mitri (giornalista, critico televisivo de La Notte, collaboratore di Gianfranco Funari).  L’avere vissuto da angolazioni diverse (carta stampata, radio e tv) il periodo pionieristico, l’avere visto nascere e crescere tante emittenti locali, l’avere conosciuto ed intervistato molti dei protagonisti, oltre agli archivi dei fondatori, rende agevole (anche se infinito) il lavoro dei nostri.  Con il passare dei mesi i fondatori vengono contattati da molti pionieri che forniscono ulteriori testimonianze, ricordi e materiale. Si uniscono al gruppo Massimiliano Marchi, Ruggero Righini, Gianfranco Guarnieri, Agostino Rosa ed altri.  Per ogni regione d’Italia viene individuata una memoria storica/corrispondente, aumenta il numero delle interviste mensili e dei contatti del portale. Nascono intanto (giustamente e citando la fonte) analoghe iniziative a livello regionale, con scambi di link e collaborazioni proficue (particolarmente interessante il lavoro di un altro pioniere, Massimo Lualdi).  Nel 2015 scompare Gigi Vesigna, in segno di lutto e di rispetto il sito non viene più aggiornato. Dopo un lungo periodo di silenzio i pionieri superstiti decidono di riattivare il sito (è in ristrutturazione, sarà aggiornato e rilanciato con nuova grafica su un nuovo dominio). Molto è ancora il materiale da pubblicare ed inserire, molte sono ancora le interviste da fare, pian piano accontenteremo tutti.  Al momento alcune schede vengono rilanciate su due blog

https://storiaradiotv.wordpress.com/ (radio)

https://massimoemanuelli.wordpress.com/ (tv ed interviste varie)

Gradualmente sarà inserito anche materiale audio e video del nostro archivio e materiale che i pionieri ci stanno inviando.

Purtroppo qualcuno nel frattempo aveva copiato l’intera linea editoriale del portale (e non solo gli articoli) senza ritegno e non rispettando il diritto d’autore dei collaboratori che vantano tantissimi anni di lavoro e ricerca (molti degli articoli erano usciti su testate nazionali). Già in passato avevamo fatto una causa (vinta) per la copiatura di alcune schede, ma copiare l’intera linea editoriale annunciando di copiare l’intero sito è a dir poco folle. Disponibili a collaborare con chiunque citi le fonti e ci proponga scambi e confronti, non possiamo però transigere con chi plagia pedissequamente. Tutti coloro che hanno ulteriori notizie o proposte farci scrivano alla mail storiaradiotv@tiscali.it provvederemo ad integrare le schede e a citare gli autori.

 RIPRODUZIONE RISERVATA. 

È vietata la riproduzione, anche parziale, e/o la diffusione dei testi e dei contenuti sonori e video di questo blog senza l’autorizzazione degli autori. Il blog è protetto dal diritto d’autore, chi ha cercato di non ottemperare a tali regole è già stato condannato con disposizione del Tribunale di Milano, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. R.G. 77235/05..  Vi occorre qualcosa?  Scrivete, specificando il vostro indirizzo e il motivo della richiesta. Mail: storiaradiotv@tiscali.it

Contattateci alla mail storiaradiotv@tiscali.it per fornirci ricordi e testimonianze, provvederemo a pubblicarle.

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