Roberto da Crema il Baffo

ROBERTO DA CREMA “IL BAFFO”

PAROLA DI BAFFO, HO VENDUTO TUTTO TRANNE L’ANIMA

di Massimo Emanuelli 

ROBERTO DA CREMARoberto da Crema nasce a Milano il 20 febbraio 1953, trascorre l’infanzia e l’adolescenza nell’hinterland milanese, un’infanzia come tante, un’adolescenza spavalda. “I miei genitori facevano i contadini, io ero un monello, mi iscrissi ad un istituto tecnico professionale, venni comunque promosso con il massimo dei voti e mi diplomai perito meccanico, ero ancora studente quando iniziai la mia attività di venditore, dovevo vendere porta a porta aspirapolveri, un lavoretto per i mesi estivi, ma riuscii a piazzare così tanti prodotti che mi rinnovarono il contratto e andai avanti per nove anni.”

Come sei approdato in televisione?

“Iniziai con la radio, facevo il dj a Radio Ciak di Pioltello, intanto continuavo a vendere, dagli aspirapolveri ero passato agli orologi. Vendetti tre milioni di pezzi di Watch, una palese imitazione dei più famosi Swatch. Un giorno incontrai Pierluigi Baronio, il titolare di Telecolor di Cremona, un signore distinto, ha fatto il grano, mi sembrava il classico furbino. Anche lui andava a fare la spesa, se occorreva, mi passò davanti nel reparto cosmetici, mi guardò incuriosito perchè le donne si fermavano continuamente, chiedevano, si informavano e io parlavo, oh quanto parlavo… Baronio mi disse: “senta, lei mi sembra uno strano tipo, interessante, le offro una bella somma, stanno partendo le televendite, lei non sa, ho un’idea, facciamo una cassetta e vedrà”.  E così mi presentai presso la sede di  Telecolor  in via delle Antiche Fornaci a Cremona…”

E fu subito successo: Roberto “il baffo” ben presto diventa un personaggio per il suo modo di presentare prodotti nelle televendite.

“Feci la fortuna di molti sponsor della tv cremonese e divenni popolare nella provincie dove la tv era vista, poco dopo mi contattò Renato Calderola, direttore di VideoBrianza di Vimercate, da poco trasformatasi in Tele Jolly e rilevata da Giorgio Aiazzone. Aiazzone era un uomo che pensava in grande: allargò l’area di copertura dell’emittente all’intera Lombardia, grazie a questa operazione cominciai ad essere conosciuto in tutta la regione. Nel 1983 partì partì Rete A, circuito nazionale, Renato Calderola mi portò su questo network…”

E così diventasti personaggio nazional popolare.

“Si, fu subito successo. Andai in onda in diretta, allora privilegio di pochi. La mia fama si basò proprio sulla volontà di contrastare i marchi e le firme che fanno tendenza…”

ROBERTO DA CREMA 2Roberto è ormai uno dei più noti televenditori italiani, soprannominato “baffo” (per i suoi baffi enormi) o “televenditore asmatico”. Circondato da “sfitinzie” seminude che presentano il Kamasutra del vibromassaggio. Con i suoi mustacchi tardo-staliniani, Roberto combatte l’ultima delle “guerre sante” contro il capitalismo della ciccia, contro il plusvalore della cellulite. Roberto da Crema, il Baffo ha un modo particolare di gestire le televendite: parla ad una velocità ansimante, sbattendo le mani sul tavolino che ha di fronte, per meglio evidenziare ciò che dice. Ogni tanto gli sfugge un bel “chissenefrega” a suggello del suo modo di operare.

Oltre che su Rete A, Il Baffo spopola anche a Pan Tv, Rete Carpi e Rete Mia, sono i mitici anni ’80, quelli dell’edonismo reganiano, del divertimento, del consumismo, dell’allegria, ma anche delle corse… Ricordo quando presentavi vasche idromassaggi ed arrivavi fuori dagli studi televisivi con le vasche da bagno di plastica sopra la macchina…

Simpatico, effervescente, promoter e intrattenitore di carattere, Roberto è ormai l’indiscusso re delle televendite.

La consacrazione definitiva con il passaggio a Mediaset, dapprima con Mike Bongiorno a La ruota della fortuna, quindi con Iva Zanicchi  a OK IL PREZZO E’ GIUSTO, e, ancora, BUONGIORNO con Patrizia Rossetti su Rete4, a ITALIA1 SPORT e ITALIA1 SHOPPING, quindi al tg5 con LUCCIOLE.  Ma, soprattutto, parte il suo programma L’angolo di Roberto, questo sarà d’ora in poi il titolo dei suoi programmi televisivi.

“Quando partii con Mediaset vendevo tre o quattro diverse tipologie di prodotti al giorno: il lampo, il mitico perniaciare (quello che non gocciola), gli orologi watch, la scala pieghevole, chiesi, ed ottenni, comunque la liberatoria per continuare ad andare contemporaneamente in onda sulle tv locali”.

Roberto da Crema ricorda anche il suo incontro con Fedele Confalonieri, i corteggiamenti politici da parte di Vittorio Sgarbi e Marco Pannella, il rifiuto di offerte di denaro per la sua partecipazione alle sagre di partito, alle Feste dell’Unità e di Comunione e Liberazione e della Lega Nord.

“Ai tempi mi telefonavano tutti: Greggio ha comprato una scala, la Bertè delle pentole, Piersilvio Berlusconi degli orologi. E Silvio…

Suspance.

Silvio l’ho conosciuto a  San Siro nel 1994, me l’ha presentato Sgarbi. Mi ha guardato: “Cribbio, io per vendere dovrei prendere lezioni da lei!”».”

Dalla seconda metà degli anni novanta Roberto ha cercato in diversi modi di svincolarsi dalla televendita e di entrare nel mondo dello spettacolo. Nel 1996 ha recitato in alcune scene del film comico Chiavi in mano, nel 2000 è apparso nella serie tv Nebbia in Val Padana al fianco di Cochi e Renato.   Il Baffo ha avuto un’immensa popolarità al punto di apparire in altri programmi nazionali come Celito Lindo, Porta a porta ecc.

Sei diventato anche telepromotore di libri su Rai3.

“Il Professor Spinosa, docente all’Università La Sapienza Roma, mi volle per realizzare uno spot, bisognava promuovere la lettura di libri, lo spot andò in onda sulle tre reti Rai, dovevo inventarmi qualcosa, gettai un libro per terra e dissi: “il libro ti fa crescere”, questa mia frase è stata poi discussa come tesi di laure di una studentessa dell’Università Bocconi.”

Entrato a far parte della nazionale tv di calcio, sembra all’apoteosi del successo ma nel giugno 2003 viene arrestato a Cologno, alla fine di una trasmissione serale, con l’accusa di bancarotta fraudolenta, le indagini non riguardano, come era accaduto per Wanna Marchi, truffe tramite le televendite, ci sono i fallimenti di tre società con sede nell’hinterland milanese. Il buco comprensivo creato sarebbe di una ventina di miliardi di vecchie lire, fra i creditori ci sarebbero Publitalia, diversi istituti di credito e persone. Il Baffo si difende e parla di “sbagli contabili” torna in radio, conducendo dal lunedì al venerdì dalle 18,30 alle 19,30 Baffo di sera programma che ha anche una versione televisiva su Videoitalia, Baffo di sera… bel tempo si spera.
Nel 2004 partecipa al reality show di Italia1 La fattoria ed è subito protagonista: bestemmia, impreca ed è punito in modo durissimo ed esemplare. Nel 2005 lavora a Lucignolo Bellavita, edizione estiva del settimanale Studio Aperto, facendo incursioni, scoop, inchieste e divertimento. Sempre nel 2005 Roberto da Crema conduce per il circuito Odeon Popolo della notte, e su Radio Italia Baffo di sera, questo programma dura sette anni.

ROBERTO DA CREMA 3 PAROLA DI BAFFORoberto compare quindi come ospite fisso a CRONACHE MARZIANE. Nell’autunno 2005 Roberto da Crema conduce su Odeon Baffate quotidiane. Nel 2007 pubblica il libro HO VENDUTO TUTTO TRANNE L’ANIMA (Cairo Editore). Roberto da Crema  fa il bilancio dei suoi primi cinqant’anni di vita e dedica il libro alla figlia Valentina, “che ha saputo apprezzare un padre particolare sia nei momenti difficili che nelle gioie, sei la mia vita. “Penso che questo sia il primo ed ultimo libro che scriverò. Sarà difficile ripetere un’altra esperienza di vita così, anche se credo nella resurrezione”.

Nel 2008 partecipa ad una puntata della sit-com italiana Camera Café, interpretando il ruolo che l’ha reso famoso, quindi torna nel suo ruolo classico: quello di televenditore. Durante la stagione calcistica 2008/2009 ricopre l’incarico di addetto alle pubbliche relazioni nella società del Sondrio Calcio militante in Eccellenza, girone B della Lombardia. Per questa società ha girato uno spot per la campagna abbonamenti 2008/2009.  Nel 2010 è di nuovo in tv con Impariamo con il baffo.

Cosa fa di bello oggi Roberto da Crema?

“Ho aperto con mia figlia Valentina i  magazzini PubbliStore, milleduecento metri quadrati, a due passi dall’uscita dell’autostrada di Lodi, zona commerciale e un altro negozio a Busnago.”

Cosa vendi?

“Oggetti e oggettini, abiti, motorini, mutande, orologi, giochi, elettrodomestici, bottiglie di vodka e tutto quello che volete. A prezzi stracciati, ovvio. I magazzini PubbliStore vengono da noi stessi promossi nelle telepromozioni.  In tv facevo 50, 60 mila vendite al mese. Dopo trent’anni di televendite ho deciso di cambiare. Alla gente non basta più uno che fa il pirla in video. Vuole vedere gli oggetti dal vivo, toccarli. Ho già un magazzino di questo genere a Busnago, questo è il secondo. E punto al terzo: devo decidere se aprirlo a Rimini o ad Olbia. Sa quale è il segreto di questo business? Che qui si trovano prodotti di marca a poco prezzo». Facile da capire. Più complicato spiegarsi come sia possibile. «Funziona così. Gli editori di tv o giornali si fanno pagare la pubblicità al 70 per cento in soldi e al 30 per cento in cambio merce. Io, quella merce, gliela compro e poi la rivendo qui. Un giochino facile facile che rende a tutti. Naturalmente ho quello che ho, ogni dieci giorni ci sono nuovi arrivi e cambia tutto… ll mio è tutto mede in Italy.   Gli orientali? Non mi fanno paura, io vendo ai loro stessi prezzi ma roba di qualità garantita.  I negozi dei cinesi non mi fanno paura, anzi. I miei store li apro proprio vicino a loro, è una scelta. Una sfida. Si possono offrire gli stessi prodotti, ma fatti qui e dunque garantiti. E quando c’è da convincere ne so qualcosa.”

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