Tony Boemi

TONY BOEMI

L’EDITORE DI TELESPAZIO CALABRIA,

IL PIONIERE DELLA COMUNICAZIONE DEL SUD

TONY BOEMI

Tony Boemi nacque a Catania il 6 marzo 1931, iniziò a lavorare a 14 anni. Così ricordava i suoi esordi: “era appena arrivato il gas con le bombole ed avevo inventato un originale accendigas utilizzando la corrente a 220V. Ero poi iscritto alla scuola di radio-telegrafista, perchè allora, nel 1948, con questo mestiere si prendevano ben ventimila lire al mese. A bordo delle navi, quando ancora non c’era la telefonia a distanza, venivamo chiamati i telegrafisti. Per la verità, io non salii mai a bordo ma la vita di mare la feci perchè mi arruolai a Taranto, ed ero assegnato al sommergibile Giada, fermo nel porto e utilizzato per addestramento. Poi mi ritrovai in una scuola di radio-telegrafisti, a Bibbiena, in provincia di Arezzo. Tra l’altro, qui inventai l’oscillofono, un apparecchio con una piccola valvola in miniatura che consentiva di esercitarsi, senza avere tutto il sistema di trasmissione. Ed ebbi un’altra idea: integrai anche la radio.” A Bibbiena Boemi conobbe un calabrese che lo convinse a trasferirsi in Calabria, partì con la valigetta di cartone, piena di cacciaviti, pinze e qualche valvola, e iniziò la sua avventura lavorando a Nicastro, S.Pietro Maida e in altri comuni calabrese.  “Andavo nei paesini con una vespa e un banditore annunciava, dopo lo squillo di tromba, che era arrivato un tecnico dal nord Italia che riparava le radio. Ad un certo punto mi venne l’idea di fare una piccola fabbrichetta, la Fard.  Compravo i mobili delle radio a Lissone, poi le scatole di montaggio e assemblavo dei radio-grammofoni. Poi realizzai il giradischi con la radio”. Nacque così la fonovaligia Tony Boemi Catanzaro, ma – ricordava sempre Boemi – “commisi solo l’errore di scrivere sulle fonovaligie la marca Tony Boemi Costruzione Elettroniche – Catanzaro. La gente non le comprava. Allora scrissi Tony Boemi Japan System, e andarono a ruba.”

Siamo agli inizi degli anni ’70, Boemi inizia a costruire apparecchi per le scuole, radio, mangiadischi e registratore a cassetta in unico apparecchio, ha l’intuizione di abbinare l’audio all’immagine e assembla quindi una macchina grande con uno schermo in plexiglas e con il proiettore.

Nel 1976 Boemi è a Milano e viene attirato dalle prime radio libere in fm, tornato in Calabria fonda un’emittente radiofonica, Radio 101 (una delle prime radio libere del Sud), in casa di un amico, poi è la volta di Rtc, Radio Televisione Calabria, fondata con alcuni soci (Zoccardi, Speciali ed altri imprenditori):  “L’ unico senza soldi ero io, che essendo però il solo tecnico divenni socio senza sborsare una lira. Costruii questa prima televisione a colori quando ancora la Rai trasmetteva in bianco e nero. Allora si poteva trasmettere solo via cavo: feci arrivare un camion di cavi per collegare tutta la città. Ma appena arrivato questo camion, la Corte Costituzionale nel 1976 disse che trasmettere segnali televisivi non era più reato. Quindi rimandai indietro tutto e comprammo un trasmettitore da 100 dalla Irte. Nel 1972 si decise di fare il processo Valpreda, a Catanzaro. Il Presidente del Tribunale mi chiamò per fare un impianto tv a circuito chiuso; comprai una telecamera e un videoregistratore, dei monitor e feci là questo piccolo sistema di ripresa.

Nel 1978 Boemi esce da  Rtc e fonda TeleSpazio Calabria, noleggia film dalle suore della San Paolo a 5000 lire e li proietta, dopo aver opportunamente modificato il proiettore da 16 fps a 24 fps. Allorquando le suore non forniscono più film a Boemi poiché una volta trasmessi in tv non avevano più mercato, Boemi si rivolge al noleggiatore napoletano Sepe: “mandavo il mio furgone e caricavo cento film per viaggio, a 2000 lire cadauno. Un giorno bussò alla mia porta Fulvio Magliocco della Mondadori di Formenton. Mi disse che il gruppo stava strutturando una divisione televisiva e che volevano trasmettere sul territorio nazionale appoggiandosi a varie Tv locali. Lì si fece un primo salto di qualità. E quando arrivò il primo cartone di Candy Candy, per il quale i bambini andavano matti ed io ebbi l’idea di una trasmissione collegata, mandai in tilt la posta di Catanzaro. Magliocco mi ricontattò e mi offrì un pacchetto di programmi che allora costava 50 milioni. Ma io non me la sentivo di investire così tanto.  Magliocco si consultò con Formenton, che gli disse di darmi ugualmente il pacchetto e che fino a cinquanta milioni avrebbe incassato lui il guadagno degli introiti delle pianificazioni pubblicitarie; oltre sarebbe stato tutto mio. Trasmisi questo pacchetto ed incassai dalla vendita della pubblicità 120 milioni. Mi diedero la differenza di 70 milioni. Da quel momento, era il 1978 appunto, la mia televisione decollò e gli diedi il nome di Radio TeleSpazio Calabria. La Mondadori, nel frattempo, voleva entrare nella mia società al 40%; rifiutai, perchè sono contrario alle società. Un giorno Galliani, che era il vice-presidente del Monza, si presentò e mi disse che a giorni avrebbe fatto un grosso business con un certo Berlusconi che aveva una televisione, Tele Milano, e che quindi aveva bisogno di me. Definimmo dei contratti di affitto delle mie postazioni e racimolai un pò di milioni. Poi, un giorno Galliani mi disse che la Fininvest stava trattando l’acquisizione di Rete 4, ma quando arrivò il turno della Calabria, Galliani disse che non c’era bisogno di comprare, perchè qui aveva un amico e così TeleSpazio continuò a trasmettere Rete 4.” Nasce nuova sede per TeleSpazio con l’aiuto di Paolo Romani (allora legato a Peruzzo) viene sistemato l’arredamento grazie a Giorgio Aiazzone:  “ero molto legato ad Aiazzone che investiva 15 miolioni al mese su TeleSpazio, andai a Biella e gli dissi che volevo arredate gli studi, non c’è problema disse, possiamo fare un cambio con il costo mensile della pubblicità.”

Alla fine degli anni ’80 Boemi aveva creato ben sette differenti emittenti, Nel 1990 la legge Mammì non permette più a TeleSpazio di essere affiliata alla Fininvest pertanto Boemi cede a tale gruppo alcune frequenze mentre su altre trasmette autonomamente i programmi di Tele Spazio Calabria che diventa emittente leader nella propria regione con sbordamenti in Sicilia. Con l’inizio degli anni ’90 si ha un riassetto delle reti di Boemi, dopo avere ceduto alcune frequenze a Rete4, altre vengono cedute a Tele+, si giunge a creare due reti Telespazio e Telespazio2.

Nel 1993 a New York la Columbia University conferisce a Tony Boemi la laurea honoris causa in ingegneria elettronica. Nel 1994 il momento più brutto, Boemi venne accusato di far parte di un’associazione a delinquere, ne uscì a testa alta, assolto con formula piena e con il riconoscimento dell’ingiusta detenzione, ma anche restò profondamente segnato nell’anima, tanto da esiliarsi a Montecarlo. Negli ultimi anni di vita Boemi viveva fra Montecarlo e la Calabria, nel 2003 arrivò puntuale all’appuntamento con la sperimentazione del digitale terrestre.

Tony Boemi muore improvvisamente  a causa di un infarto il 3 settembre 2004 mentre si trovava a Montecarlo, lasciò tre figli: Tony junior che vive e lavora in America, Magda giornalista di Sky e Terri che gestisce TeleSpazio. TeleSpazio Calabria in segno di lutto sospese le trasmissioni per mezza giornata.  Tony Boemi è stato un autentico pioniere dell’emittenza televisiva privata non solo in Calabria, al punto che le sue reti hanno oggi un’audience anche nella Sicilia orientale. Così il giornalista Sergio Pantaleone ha ricordato Tony Boemi: “oltre che un pioniere dell’editoria radiotelevisiva privata del Mezzogiorno è stato uno stimolo e un punto di riferimento significativo del giornalismo popolare calabrese, quello che tocca direttamente le corde dei sentimenti schierati in difesa dei deboli”.

  http://www.youtube.com/watch?v=VrEoZTLij0g

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