E’ morto Luigi Necco volto storico di Novantesimo minuto

luigi necco.pngLuigi Necco nasce a Napoli l’8 maggio 1934, si laurea all’Istituto Universitario Orientale , quindi inizia a collaborare col Corriere di Napoli, giornalista professionista entra in Rai nel 1970 come lettore del giornale radio. Lavoratore indefesso e appassionato così, in occasione dei suoi 80 anni, ricordava Carlo Franco, allora direttore della pagina meridionale del Gr1 gli esordi di Necco: “la sveglia suonava alle quattro e un’ora dopo iniziava il lavoro di redazione, arrivavo con i giornali sotto il braccio dopo averli ritirati presso l’edicola aperta di Fuorigrotta e il più delle volte mi capitava di trovare Necco già al lavoro, assonnato ma pronto a scattare. Una volta mi confessò: dormo anche sul divano di Baldo Fiorentino (il nostro caporedattore) così risparmio tempo.”

Dal 1976 al 1993  Luigi Necco è inviato  da Napoli di NOVANTESIMO MINUTO. Necco racconta le gesta calcistiche del Napoli e dell’Avellino e, come ha scritto Aldo Grasso rimane nell’immaginario collettivo per il suo saluto “con la mano aperta mossa stancamente da un braccio un pò piegato e cadente”. Restano nell’immaginario collettivo i i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo a fine partita, spesso attorniato da numerosi tifosi partenopei. Mitiche le sue frasi “Milano chiama, Napoli risponde” ed una battuta in occasione dei mondiali messicani del 1986 quando Maradona segnò un goal con la mano all’Inghilterra: “La mano de Dios o la cabeza de Maradona” (La mano di Dio o la testa di Maradona); Maradona gli rispose “Las dos” (Tutt’e due): venne per questo intervistato da numerose TV sudamericane.   Nell’ottobre 1980 Antonio Sibilia, presidente dell’Avellino, si reca accompagnato dall’allora calciatore brasiliano Juary a una delle tante udienze del processo che vede imputato Raffaele Cutolo, capo incontrastato della Nuova Camorra Organizzata, Durante una pausa saluta il boss con tre baci sulla guancia e gli consegna, tramite Juary, una medaglia d’oro con dedica («A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio»). Giustificherà il suo omaggio con queste parole: « Cutolo è un supertifoso dell’Avellino; il dono della medaglia non è una mia iniziativa, è una decisione adottata dal consiglio di amministrazione»  L’intera vicenda suscita l’interesse giornalistico di Necco, che ne parlerà a 90º minuto. Il 29 novembre 1981 il giornalista viene gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Vincenzo Casillo, detto ‘O Nirone, luogotenente di Cutolo fuori dal carcere.

Dopo 90º Minuto, Luigi Necco si dedicò all’archeologia, sua passione giovanile. Dal 1993 al 1997 ideò e condusse una rubrica dal titolo L’occhio del faraone per la quale ha realizzato e messo in onda 360 documentari e servizi sull’archeologia nell’area Mediterranea, dalla Grecia alla Giordania, dall’Egitto all’Iraq, da Pompei alla Turchia. Per moltissimi anni, inseguendo un sogno giovanile, si è dedicato alla ricerca del tesoro che Heinrich Schliemann aveva trovato a Troia nel 1873 e che ufficialmente i tedeschi davano per distrutto nei tremendi bombardamenti dello Zoo di Berlino del 1945.

luigi necco l'emigranteNei primi anni ’90 Necco cura le corrispondenze da Napoli per il Tg2, nel 1992 conduce la trasmissione divulgativa di Rai3 PARLATO SEMPLICE di Gabriele La Porta. Nel 1997 conduce MI MANDA RAI3. Dopo essere stato consigliere comunale a Napoli   con i Democratici di Sinistra, dalla fine degli anni ’90 andato in pensione dalla Rai, propone su Tele Oggi Canale 9 storica emittente paternopea, il programma L’EMIGRANTE.

Nel 2005 dopo che Mediaset acquisisce i diritti calcistici, chiamato da Maurizio Costanzo, passa a Canale 5, dove cura le dirette dai campi di calcio per Buona Domenica, le sue ultime apparizioni televisive sono state a La gabbia, programma in onda su La7 e condotto da Gianluigi Paragone.

Luigi Necco muore all’ospedale Cardarelli di Napoli il 13 marzo 2018, a 83 anni, per una grave insufficienza respiratoria.

“Con Luigi Necco muore un maestro del giornalismo napoletano. Giornalista d’inchiesta, sempre da pungolo per tutti. Con Lui ho avuto un rapporto autentico, di stima e di affetto reciproci, gli ho sempre voluto bene anche quando capitava che non ne condividevo le analisi sulla Città. Un forte abbraccio personale alla famiglia ed al mondo dei giornalisti ai quali anche Necco, da pensatore libero, non risparmiava critiche. Ci resterà il ricordo della sua arguzia, della sua ironia e della sua straordinaria competenza sportiva ed archeologica” è il messaggio di cordoglio del Sindaco Luigi de Magistris, che ha disposto l’invio del gonfalone del Comune nella camera ardente.

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