Riccardo Morbelli

RICCARDO MORBELLI

Riccardo Morbelli nacque a Dorsara Bormida, in provincia di Alessandria, il 2 gennaio 1907, nato da una famiglia di medici e di politici, restò orfano del padre Giuseppe (medico condotto) all’età di diciotto anni. Trasferitosi a Torino si laureò in giurisprudenza, fra i suoi compagni di studio Giulio Carlo Argan (storico dell’arte e futuro sindaco di Roma), Cesare Pavese, Norberto Bobbio, Leone Ginzburg e Franco Antonicelli. Proprio durante gli anni universitari nei gruppi universitari fascisti (Guf) conobbe Angelo Nizza con il quale iniziò a scrivere alcune riviste teatrali goliardiche scritte a quattro: GIOVANOTTI IN SALA, VA ALL’INFERNO, COME ME LA GODO, tutte firmate con pseudonimi di Rich e Zar. Ultimati gli studi i due amici scrivono MEGLIO UN ASINO VIVO, l’editore musicale Chiappo suggerisce di scrivere per la radio, ha inizio una collaborazione con l’Eiar: il 7 marzo 1933 andò in onda UN’ORA CON TE (regia di Riccardo Massucci), un mix di battute umoristiche, musica e richiami letterari, è la nascita del genere della rivista radiofonica che caratterizzerà gli anni successivi. Sempre nel 1933 l’Eiar manda in onda LE AVVENTURE DI TOPOLINO, un programma per bambini.  Nizza nel frattempo aveva iniziato a collaborare con il quotidiano torinese de LA STAMPA, e si era impegnato nella Real Mutua di Assicurazioni.  Nel 1934 l’Eiar commissionò a Nizza e Morbelli una riedizione per i ragazzi de I TRE MOSCHETTIERI di Alessandro Dumas, è stato raccontato che quando Nizza e Morbelli iniziarono a sfogliare il romanzo di Dumas iniziarono a scherzarci sopera, e, tramite l’espediente del traduttore-traditore, riscrissero l’opera in forma di parodia, di macchietta, inventandosi personaggi e cambia il carattere di quelli presenti nel libro. Porthos diventò un guascone-spaccone, D’Artagnant un amoroso baffo, e Aramis un gagà.  Nacquero nuovi personaggi, il titolo venne trasformato ne I QUATTRO MOSCHETTIERI,  il regista-cantante nonchè funzionario dell’Eia Riccardo Massucci lesse il copione e lo approvò immediatamente, scegliendo per sè stesso il ruolo di Arlechino, personaggio liberamente ispirato al personaggio di Plachet.

La prima puntata de I QUATTRO MOSCHETTIERI andò in onda giovedì 18 ottobre 1934 alle 13,05, Porhos era interpretato da Umberto Mozzato, dalla voce forte e maschia, ma stonato come una campana:  D’Artagnant era Vico Barattieri (un ex cantante di operette) poi sostituito da Arrigo Amerio, prima e da Dino Di Luca, poi.  Athos inizialmente venne interpretato da Mario Ponte, quindi da Aldo Masseglio, un cantante di jazz che interpretava canzoncine di rimate;  Nunzio Filogamo interpretava Aramis con una voce blesa e frasette storpiate, il personaggio più popolare. Infine c’erano gli altri personaggi, tutti interpretati da Anita e Giacomo Osella.  Gli squilli di tromba della sigla di Egidio Storaci annunciavano l’inizio della trasmissione che subito ebbe una strepitoso successo coinvolgendo non soltanto i ragazzi, ai quali era originariamente destinato il programma, ma anche gli adulti.  Dalle 6 puntate previste si passò a ben quattro edizioni (dal 1934 al 1938), il programma venne spostato alla domenica, alla medesima ora per dare a tutti gli italiani la possibilità di ascoltarlo, la Federazione Gioco Calcio spostò di mezz’ora l’inizio delle partite di campionato per non perdere pubblico.  I QUATTRO MOSCHETTIERI segnò il primo boom della radio negli anni ’30, facendo raggiungere il primo milione di abbonati fino agli innumerevoli successi  musicali e alle migliaia e migliaia di trasmissioni radiofoniche dell’Eiar e poi della Rai.   Il primo milione di abbonati venne festeggiato con una grande manifestazione al Teatro Adriano di Roma, manifestazione condotta da Nunzio Filogamo.  La sceneggiatura del programma finì anche in volumi disegnati da Angelo Bioletto, I QUATTRO MOSCHETTIERI, nacque anche il mito della famose figurine inserite nelle confezioni dei prodotti Perugina e dei prodotti Buitoni, cento figurine sfuse davano diritto a ricevere numerosi premi, la figurina più rara era il Feroce Saladino.Dopo il successo de I QUATTRO MOSCHETTIERI fu la volta di DUE ANNI DOPO (anche ebbe anch’esso un proprio album di figurine), della favole pomeridiane I RACCONTI DI NONNA SPERANZA, la rivista IL CORSARO AZZURRO, IL MICROFONO FANTASMA, IL FANTASMA AL MICROFONO, RIVISTISSIMA CINZANO.   All’inizio degli anni ’40 si interruppe (momentaneamente) il sodalizio con Nizza: mentre Nizza rimase a Torino ed iintraprese la carriera giornalistica continuando a scrivere per LA STAMPA, Morbelli invece si trasferì a Roma, assunto dall’Eiar come capo della divisione riviste e commedie musicali. Continuò parallelamente la sua attività di poeta, paroliere, scrittore ed umorista. Il 7 dicembre 1941 andò in onda LA RISCOPERTA DELL’AMERICA, rivista satirica si immaginava un Cristoforo Colombo vivente negli anni a ridosso del secondo conflitto mondiale.  Seguirono: IL GIOCO DELL’OCA (fantasia musicale per la regia di Silvio Gigli), IL CANZONIERE UNIVERSALE, IL TERZIGLIO. Dal 1944 al 1947 tornò al teatro scrivendo alcune riviste messe in scene da compagnie di spicco come la Tofano-Viarisio-Gioi e la Gallina-Giusti-Spadaro.      Nel dopoguerra scrisse ancora per la radio: CENTO DI QUESTI GIORNI, 365, TUTTIGIORNI, POLVERE DI STELLE (rubrica di interviste ai divi del cinema nazionale ed internazionale). Attivo anche negli anni ’50, creò BOTTA E RISPOSTA (il primo programma a quiz condotto da Silvio Gigli)),LA BISARCA, IL CORSARO AZZURRO, ROSSO E NERO, GRAN VARIETA’;   scrisse con Mario Brancacci la rivista NON E’ VER CHE SIA L’INFERNO, fu ideatore del concorso DIECI CANZONI D’AMORE DA SALVARE, LA FIERA DELLE OCCASIONI, IL CENTONE, STRANE PROFESSIONI, STRANE INTERVISTE.  Scrisse quindi ancora per il teatro: COL CAPPELLO SULLE 23, PA.PA.F (per la compagnia di Nino Besozzi). Morbelli fu anche autore di canzoni, collaborò con i migliori musicisti dell’Italia del periodo: Gino Filippini, Ildo Di Lazzaro, Nello Segurini, Giovanni D’Anzi, Mario Ruccione, Pippo Barzizza ecc.  Fra i suoi succcessi:  BA BA BACIAMI PICCINA (Alberto Rabagliati), SULLA CARROZZELLA (Odoardo Spadaro, Alberto Rabagliati e molti altri), QUANDO LA RADIO (Alberto Rabagliati), A ZONZO (Ernesto Bonino), CANTANDO ALL’ITALIANA (Oscar Carboni), LE CANZONI DI TUTTI I GIORNI (incisa da Alberto Rabagliati e cantata da ogni mattina da Aldo Livi come sigla di un programma radiofonico), PAQUITO LINDO (Lidia Martorana), IL VISCONTE DI CASTELFOMBRONE (una delle prime affermazioni del Quartetto Cetra), L’UCCELLINO DELLA RADIO (Silvana Fioresi), LO ZAMPOGNARO DEL MOLISE (Brinda Gioi e Narciso Parigi in duetto), le sue canzoni finirono in quasi 200 film come colonna sonora. Eletto più volte giudice nella commissione di lettura delle canzoni per il Festival di Sanremo, nel 1956 presentò in gara HO DETTO AL SOLE, canzone musicata dal maestro Falpo e interpretata da Gianni Mazzocchi, che però non entrò in finale.  Sempre per la radio curò il concorso DIECI CANZONI DA SALVARE;   nel 1954 Morbelli tornò a scrivere con Angelo Nizza, nacque la serie di fonoromanzi CUORI IN ASCOLTO. Dal 1959 curò BENVENUTO IN ITALIA, rubrica rivolta ai turisti stranieri in Italia.  Scrisse anche un’operetta con Virgilio Ranzato un’operetta mai rappresentata, e scrisse anche per il cinema.   Riccardo Morbelli è stato autore di oltre 2000 programmi radiofonici, ha vinto due volte il Microfono d’Argento, e autore di alcuni programmi della neonata tv, l’ultimo dei quali, il quiz per ragazzi TELECRUCIVERBA, vide l’esordio di Pippo Baudo.  Ogni autunno Morbelli tornava al paese natio per trascorrere l’autunno ed assistere alla vendemmia, dove possedeva una cascina chiamata La Moschettiera (acquistata con i proventi dei libri della fortunata trasmissione radiofonica), due campi denominati il Feroce Saladino e Paquito Lindo, ed una vigna chiamata Sulla Carrozzella. Riccado Morbelli morì a Anzio (Roma) il 30 luglio 1966. 

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