Michele Emiliano lascia il Pd

michele emilianoMichele Emiliano già sindaco di Bari, governatore della Puglia e già candidato alla segreteria nazionale del Pd, poco fa ha comunicato che non rinnoverà la tessera del Pd. Emiliano lo ha comunicato al circolo Pd di Murat San Nicola, in merito al rinnovo annuale della tessera del partito, quanto segue: “Il mio ruolo di capo politico della coalizione di centrosinistra della Regione Puglia è per me coessenziale alla mia militanza nel Pd al quale sarò sempre legato”.
Emiliano da quando è in politica è in aspettativa come magistrato e il Csm ha avviato negli anni scorsi un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Il 4 luglio 2019 la Consulta si era espressa sul ricorso: “Sono infondate le censure al divieto di iscrizione o partecipazione sistematica e continuativa dei magistrati ai partiti politici”

Il Pd è un partito in via di estinzione, ha distrutto l’Italia con la scellerate riforme renziane (decreto salvabanche, buona scuola, jobs act ecc.) anche se, rispetto all’attuale governo, parola di molti docenti intervenuti alla trasmissione radiofonica L’angolo della scuola, le sue dure e dannose posizioni sulla scuola le ha manifestate chiaramente a differenza dei 5 Stelle che hanno promesso la totale abolizione della buona scuola e l’hanno di fatto mantenuta se non peggiorata.  Renzi detta ancora legge, l’elettorato non ne vuole più sapere di un partito composto da persone attaccata alle poltrone (che poi il medesimo elettorato scelga, cadendo dalla padella alla brace, arrivisti, carrieristi, incompetenti e demagoghi come i 5 Stelle, è un altro discorso).  Sono pochissimi i non compromessi col sistema di potere renziano, fra di essi vi è Emiliano. Restiamo in attesa di capire quale sarà la posizione del sindaco di Milano Beppe Sala, che comunque non è mai stato del Pd e che anche nel periodo del renzismo imperante (che dura tuttora all’interno del Pd) ha sempre fatto sentire la sua voce critica.

Il Pd renziano nonostante le sonore sconfitte elettorali dal 2015 fino al 2018 persiste negli errori, i renziani imperano, se il premier Conte è “l’inutile idiota” al servizio di Di Maio e Salvini, Martina lo è stato di Renzi, non so se sarà ricordato dagli storici Maurizio Martina, se lo sarà verrà ricordato come un “segretario incolore”. Martina (ma la colpa è di Renzi) non ha saputo e non sa fare opposizione, troppo comodo dare del razzista a Matteo Salvini. Chiunque vinca le primarie del Pd (dove comunque un minimo di democrazia resta) dovrebbe per prima cosa, invece di criticare gli altri, chiedere scusa agli italiani per quanto è stato fatto durante il governo Renzi, cambiare totalmente rotta. Ripartire dalla scuola (chi ha toccato la scuola dal 1994 in poi lo ha fatto malissimo ed ha pagato elettoralmente), dai disoccupati, dai disabili, dai pensionati, abbandonati dal Pd e presi sonoramente per i fondelli dai 5 Stelle.

I candidati alla segreteria del Pd sono Maurizio Martina, Marco Minniti e Nicola Zingaretti, nonché altri candidati “minori”, ma questa è l’ennesima mossa renziana, ben difficilmente qualcuno raggiungerà il 50% e detterà ancora legge Renzi.

La puntata de L’angolo della scuola con ospite Roberto Bernardelli sarà replicata mercoledì 5 dicembre alle ore 13 su Radio Blu Italia
per ascoltarci cliccate
http://www.radiobluitalia.net

Settimana prossima ospite Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...