Dino Sarti

dino sarti 1Dino Sarti si è esibito diverse volte in molte emittenti locali bolognesi ed è comparso a IN ZIR PER LA RUMAGNA, storico programma di Vga Telerimini, e a CARA BOLOGNA, settimanale di antiche attualità a cura di Arrigo Lucchini, Giulio Majani e Mario Maragi in onda su VideoBologna. La sua canzone BOLOGNA BOLOGNA, diventato l’inno del Bologna calcio, ha spopolato negli anni ’70 nelle radio libere, non soltanto in quelle bolognesi.
Dino Sarti nasce a Bologna il 20 novembre 1936; mentre lavora come tornitore meccanico in una fabbrica bolognese inizia ad esibirsi come cantante nelle balere bolognese. Nel 1956 debutta ufficialmente al Festival de L’Unità di Bologna cantando un classico della canzone francese, Donna. Scritturato da un locale di San Lazzaro di Savena si esibisce in un repertorio di canzoni americane e francesi, partecipa quindi ad un concorso radiofonico per voci nuove, lasciata la fabbrica e, unitosi al complesso dei Casamatta, debutta al Palace Hotel di St.Moritz, inserendo nel suo repertorio anche canzoni napoletane. Nel 1957 conosce Pino Calvi che l’anno successivo gli farà incidere un 45 giri Bernardine/Giorgio del Lago Maggiore, cui segue un secondo Caplyso melody/Kilindini dock. Non superò però il provino per la Rai, il suo stile da night non viene apprezzato, debutta invece a Radio Monte Ceneri, sempre in Svizzera debutta dino sarti 2in tv. Finalmente lo scopre anche la tv italiana che lo fa esibire in un programma condotto da Mike Bongiorno, Sarti intanto continua con le sue serate nei night e nei locali da ballo, frquenta anche un gruppo di jazzisti. Incide Per piasair lasa ster la mi dona, sua prima canzone in bolognese, si esibisce nei maggiori locali del Nord Italia e all’estero (in Iran canterà davanti allo scià, inserendo nel suo repertorio anche canzoni ascoltate nei bazar). Tornato in Italia scopre i dischi di Jacques Brel, sarà una folgorazione: Sarti inciderà successivamente in bolognese canzoni di Brel, accanto a quelle di Becaud e di Aznavour. Fra il 1967 e il 1968 compie altre tournèe all’estero, sarà ancora in Iran, nel 1969 scrive i testi per alcune canzoni per Fred Bongusto e per Marisa Cervia. Negli anni ’70 si occupa della programmazione del cabaret Mac Uno, nel 1970 il suo primo album, Bologna invece!, una decina di brani suoi (Tango imbezel, cioè Tango imbecille) di traduzioni dal francese in bolognese (Jef di Brel, che diventa Dein amigh, e Natalie di Becaud) e di vecchie canzoni popolari bolognesi. Il disco vende 100.000 copie ed è un avvenimento per un album di canzoni in dialetto. L’anno successivo esce Bologna tra un treno e l’elter (1972). Nel 1973 debutta in cabaret esibendosi per tre mesi consecutivi al Derby di Milano, nello stesso anno pubblica il suo secondo album, Bologna invece du, che contiene Sponeti, una delle sue canzoni più famose. Nel 1974 escono l’album Piazza Maggiore 14 agosto e il singolo Viale Ceccarini Riccione, una delle hit di Sarti, nel 1975 esce Bologna e invece tre, che ottiene il premio della critica. Chiamato dal sindaco di Bologna Renato Zangheri per cantare il giorno di ferragosto per coloro che sono rimasti in città, Sarti si esibisce davanti a 40.000, l’appuntamento diventa una tradizione: ogni ferragosto Sarti canterà in Piazza Maggiore. Nel 1975 incide Bologna e invece quater, cui segue, Dino Sarti (1976), con alcune poesie di Tonino Guerra (I LIMON, I MADON, DMAND) musicate e tradotte in bolognese, oltre ai I viè (versione bolognese di Les vieux di Jacques Brel. Sempre del 1976 è il libro Il tango imbecille?. Nel 1977 incide Bologna campione, inno della quadra di calcio del Bologna, nel 1979 l’album I love you cucombra. Nel 1981 esce il libro autobiografico Vengo dal night, quindi Sarti compare in tv in un adattamento del suo libro, e partecipa al film-tv di Carlo Lizzani Fontamara. Sarti ha anche interpretato Vai alla grande per la regia di Salvatore Samperi, e Dichiarazioni d’amore per la regia di Pupi Avati. Collaboratore de Il resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera, nel 1985 pubblica il suo terzo libro Night and day. Dino Sarti ha pubblicato altri libri: O si è bolognesi o si sa l’inglese (1988), Quanto zucchero? (1990). Negli anni ’80 e ’90 ha rallentato l’attività discografica limitandosi agli album Sponeti (1982), alla raccolta Sentimental Bertoldo (1994), ma non quella concertistica. Sul finire dino sarti 3degli anni ’90 esce DISCO PLATINO, cd che contiene i suoi più grandi successi ed alcuni inediti. Dopo quarant’anni di onorata carriera nei night, Sarti è uno dei maggiori interpreti del filone dialettale, è, unitamente ad Andrea Migardi, il più popolare cantante in dialetto bolognese.
Dino Sarti ci ha lasciato l’11 febbraio 2007 all’ospedale di Bentivoglio, in provincia di Bologna, dove era da tempo ricoverato per una lunga malattia. Ha scirtto Enzo Biagi “le canzoni di Dino Sarti hanno il sapore del pane all’olio e rispecchiano il calore della mia gente”. Dino Sarti riposa nel cimitero di Monte San Giovanni di Montesanpietro, dove già riposava la moglie, deceduta nel 2002.

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