Tiziano Arlotti

tiziano arlottiTiziano Arlotti è nato a San Paolo (Rimini) il 14 dicembre 1959; “la mia era una famiglia di contadini, sono infatti nato a San Paolo nell’entroterra riiminese, sulla collina, a 15 chilometri dal capoluogo, oggi abito a Sant’Ermete, sempre in campagna, in casa mia si parlava il dialetto”. Nel 1977 Arlotti consegue il diploma di maestro elementare, alterna esperienze lavorative come staginale nel settore turistico-alberghiero, e come muratore ed idraulico, con esperienze di insegnante supplente nelle scuole elementari nel milanese e nel santarcangiolese, Sposato con Gloriana e padre di due figli (nati rispettivamente nel 1982 e nel 1984) entrambi studenti universitari. Nel 1983 Arlotti vinco il concorso magistrale, ma rinuncio all’incarico. Agli inizi del 1984 entra come operatore a tempo pieno nella FILCA (la categoria degli Edili della CISL) ed alla fine dello stesso anno è eletto Segretario Generale della stessa categoria per il Circondario di Rimini. Manterrà tale incarico fino al 1989 ricoprendo anche incarichi nella Segreteria Regionale ed entrando a far parte del Consiglio Nazionale della stessa. Nel dicembre 1987 Arlotti viene eletto membro della Segreteria Circondariale della Cisl, nel maggio 1989 diventa Segretario Generale Aggiunto della stessa, ricopre tale incarico pochi mesi in quanto il 27 ottobre 1989 è eletto Segretario Generale della Cisl Riminese, risultando il più giovane segretario Provinciale CISL. Nel gennaio 1994 Arlotti entra a far parte della Segreteria della CISL dell ‘Emilia-Romagna e del Consiglio Generale della CISL nazionale. Seguirà in particolare il rapporto con la Regione Emilia-Romagna sulla legge di riforma sanitaria, quella per l’assistenza agli anziani, sul volontariato, sulla cooperazione, sulla riforma degli IACP, nonché tutto il processo di riorganizzazione della Regione Emilia-Romagna e tutto il comparto del Pubblico Impiego e delle Aziende Pubbliche ed i rapporti con ANCI e URP. Nel dicembre del 1996 Arlotti dichiara chiusa l’ esperienza sindacale andando a lavorare, come operaio frontaliero, in una fonderia nella Repubblica di San Marino. Nel 1997 lo Stato Italiano dichiara i redditi dei lavoratori frontalieri soggetti a doppia imposizione fiscale e richiede i rimborsi anche per gli anni pregressi. Arlotti diventa il leader del Comitato Frontalieri che dopo una lunga vertenza riesce ad ottenere una modifica legislativa e una moratoria di cinque anni sulla doppia imposizione fiscale. Nominato Presidente dello Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) della Provincia di Rimini, nel giugno dello stesso anno viene eletto consigliere comunale nella lista Quadrifoglio, il sindaco Alberto Ravaioli lo nomina assessore alle Risorse Umane, Decentramento, Servizi al Cittadino, Sistema Informatico, Affari Generali e Rapporti con il Consiglio Comunale. Nel giugno 2001 diventa Assessore ai Lavori Pubblici, in tale veste realizza grossi interventi per il recupero del patrimonio storico monumentale.
Nel 2005 Arlotti chiude anche l’esperienza assessorile, rimane consigliere comunale, e decide di dedicarsi alle sue passioni, legate alla storia, all’archeologia e soprattutto alla valorizzazione della provincia di Rimini. alle elezioni amministrative del 28-29 maggio 2006 viene riletto consigliere comunale nella lista dell’Ulivo, è il consigliere anziano avendo avuto il maggior numero di preferenze.
Nel 2005 Arlotti inizia a condurre su TeleRimini I NOSTRI TESORI format di 30 minuti, un programma da lui curato anche come regia, I NOSTRI TESORI ha come obiettivo quello di valorizzare i tesori “minori”: “non mi occupo del Duomo, del Tempio Malestiano o della Rocca di Sigismondo Malatesta, del Ponte di Tiberio, o dell’Arco di Augusto, che sono giù studiati e conosciuti, ma di tutti quei tesori che ci sono nel nostro territorio, abbiamo moltissimi. Io faccio conoscere queste piccole cose, come ad esempio la Porta Galliana che c’è in fondo al porto, la Chiesa di San Michelino in Foro, in piazza Tre Martiri, si chiamava così perchè si affacciava sul Foro Romano, è incastonata in due palazzi, pochissimi la conoscono. Il Castello di Montescudo, che era una fotezzza militare, il Castello di San Clemente, il Castello di Coriano, le bellezze del nostro patrimonio arboreo, penso, ad esempio, al tiglio di Covignano che ha cinque secoli, la Roverella di San Lorenzo a Monte, che ha due secoli; il cipresso di San Francesco a Villa Verucchio. I NOSTRI TESORI valorizza tutte queste tradizioni, molto successo hanno anche le repliche.”
Nel gennaio 2007 Arlotti inizia a condurre IN ZIR PAR LA RUMAGNA :
“terminata l’esperienza assessorile mi posi subito l’obiettivo di salvaguardare tutto il patrimonio di questa storica trasmissione, è stata eseguita un’accurata ricerca, fondamentale è stata l’esperienza del regista Mario Lugli, abbiamo trovato degli sponsor, abbiamo coinvolto i comuni di Rimini e di Sant’Arcangelo che ha anche un centro di documentazione sul dialetto. Mettendo insieme due realtà quella di Rimini che ha una Cineteca molto fornita, e Sant’Arcangelo che ha il centro di documentazione abbiamo riversato tutte le vecchie vhs in dvd. La Cineteca sta ultimando la catalogazione, e quindi, a distanza di trent’anni, il patrimonio è stato salvaguardato. Sono state organizzate due iniziative. una quando abbiamo consegnato i dvd, e recentemente tre serate a SAnt’Arcangelo di Romagna, a Rimini e a Coriano, La cosa bella è che quando si rivedono queste immagini è come trovarsi su una balconata, su un belvedere, e rivedere la storia del paese.”
Quale è il suo primo ricordo, da telespettatore, di IN ZIR PAR LA RUMAGNA?
“Ero molto giovane, vedevo poco la trasmissione, inizia a guardarla con assiduità alla fine degli anni ’80 quando ero da mia suocera, a mezzogiorno mangiavamo le tagliatelle e guardavamo IN ZIR PAR LA RUMAGNA. Qualche anno dopo conobbi Marco Magalotti che mi venne ad intervistare nella mia veste istituzionale, successivamente vi furono diversi incontri, ci univa la passione per le tradizioni, Marco parlava sempre in dialetto, il suo era un dialetto particolare, essendo nato a Sorrivoli, i nostri dialetti cambiano da un chilometro all’altro… il dialetto romagnolo è un insieme di parlate. Io e Marco ci divertivamo, iniziavano l’intervista e disquisivamo, la parlare cambiavano col passare dei minuti. Magalotti è stato un pioniere di LINEA VERDE e di altri format folkloristici ed enogastronomici in onda oggi su emittenti nazionali. Fin dai suoi esordi IN ZIR PAR LA RUMAGNA riproponeva ambienti, situazioni ecc. con abiti tradizionali, le prime puntate recuperate sembrano dei film. Le più grandi orchestre di liscio fanno a gara per partecipare alle puntate.
IN ZIR PAR LA RUMAGNA va in onda sempre la domenica a mezzogiorno, e, questa la novità, il martedì sera in replica. “sono cambiati gli stili di vita rispetto a trent’anni fa, molta gente ha esigenze di lavoro, di rapporti, e altre cause che gli impediscono a volte di vedere il programma la domenica, ma il martedì sera vi è un’audience altissima. Il nostro pubblico non è soltanto quello romagnolo, va dal Conero, al Montefeltro, fino ai confini di Bologna. Rispetto agli anni ’70, ’80 e ’90, oggi vengono realizzate una cinquantina di puntate all’anno. Come mai sono aumentate le puntate annuali?
“Magalotti e Lugli terminavano le puntate a fine maggio per riprenderle a fine settembre in quanto Lugli faceva il bagnino e Magalotti era la voce ufficiale di Publifono, oggi Lugli è in pensione e può dedicarsi a tempo pieno alla trasmissione. Quest’anno infatti verranno mandate in onda soltanto due repliche a metà agosto. è una bella soddisfazione pensando che Rai e Mediaset iniziano a proporre repliche fin dall’inizio di giugno.
Arlotti lei è un amante della storia e delle tradizioni locali, è autore e coautore di diversi libri: L’uomo del tempo (1975), Il Principato di Scavolino (1985) Crisi del welfare e prospettive di riforma (1995) Rimini 1995 (1995) Microstoria di un paese: S.Ermete (1999) Santarcangelo nell’Unità 1859-1861 (2000) Bar Casale (2002) Tutta colpa del barbiere (2004) U s dis isè (2006), Proverbi e detti in dialetto riminese (2006). La conduzione di IN ZIR PAR LA RUMAGNA è quindi consequenziale a quanto da lei realizzato in passato. Quale sono i suoi progetti per il futuro?
“Iniziai da ragazzino ad occuparmi di ricerche archeologiche, storiche ed archivistiche. Mi piacerebbe ripercorrere le strade di Radio Capodistria con le dediche e le canzoni, sull’esempio di Luciano Minghetti. Io sono nato in una casa dove c’erano i nonni che a mezzogiorno accendevano la televisione e guardavano IN ZIR PAR LA RUMAGNA, anche oggi il nostro target è prevalentemente di anziani, di persone di oltre 50 anni che è molto fideizzato, essendo coloro che raccolgono intorno a sè tutta la famiglia, sono quelli che fanno vedere il programma anche a tutti gli altri componenti della famiglia. Il regista Mario Lugli è stato lungimirante: nel gennaio 2007, quando partimmo, mi disse: i risultati si avranno fra un anno, e infatti ha avuto ragione.”

Nel 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia Romagna. Nel 2018 è candidato al Senato nel collegio uninominale di Rimini, ma non viene eletto.

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