Antonio Tabucchi

SOSTENEVA TABUCCHI…

E’ scomparso Antonio Tabucchi, uno dei nostri più grandi scrittori, il paladino della libertà sconfitto da un tumore. Malato da tempo, aveva fatto del Portogallo la sua seconda patria.

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di Massimo Emanuelli

Sosteneva Tabucchi di avere conosciuto l’opera di Pessoa quasi per caso, negli anni ’60, quando, durante una serie di lezioni all’Università La Sorbona di Parigi venne per la prima volta a contatto con le opere del grande poeta. Sosteneva Tabucchi di esserne rimasto talmente colpito, al punto che al rientro in Italia decise di studiare il portoghese per comprendere meglio le parole del poeta del quale divenne, in seguito, il più grande critico e traduttore.
“Lei ha bisogno di elaborare un lutto, ha bisogno di dire addio alla sua vita passata, ha bisogno di vivere nel preesente, un uomo non può vivere come lei, dottor Pereira, pensando solo al passato”. Chissà se oggi il personaggio nato dalla raffinata penna di Antonio Tabucchi sarà in grado di elaborare il lutto per la sua prematura scomparsa. Il grande scrittore è infatti morto all’età di 68 anni nella sua amata Lisbona, stroncato da un cancro che di recente lo aveva costretto ad un ricovero in ospedale. E proprio nella capitale portoghese saranno celebrati i suoi funerali, in quella fascinosa città dove, cinquant’anni prima, venne per le prima volta a contatto con le opere di Fernando Pessoa.
Per tutta la vita Tabucchi ha alternato la sua attività di professore di lingua e letteratura portoghese, a quella di saggista, traduttore e scrittore, Tabucchi aveva scelto di vivere fra il Portogallo (dove incontrò anche Maria Josè, la donna che diventerà sua moglie) e l’Italia. Il romanzo Sostiene Pereira era diventato il simbolo della difesa della libertà di informazione per gli oppositori di tutti i regimi antidemocratici. Lo scrittore toscano non ha mai nascosto la sua passione per la politica, soprattutto dalle colonne da La Repubblica, di cui era editorialista. Il suo ultimo libro, Racconti con figure, è stato pubblicato da Sellerio nel 2011.
Sostenevano gli intellettuali comunisti degli anni ’50 e ’60 che bisognava stare lontani dalla televisione, guardata come sospetto e come sottoprodotto culturale, sostenevano invece i post comunisti l’utilità della televisione, ma Tabucchi sosteneva che bisognava apparirvi di rado. Lo ricordo in passaggi centellnati (Sky Tg24, Linea Notte, Mezz’ora e Che tempo che fa, programma che resiste agli editti bulgari berlusconiani a causa del buonismo e della ruffianeria di Fabio Fazio). Tabucchi invece le sue idee le sosteneva apertamente senza patemi, se lo poteva permettere.

Antonio Tabucchi nasce a Pisa il 24 settembre 1943, negli anni ’60, durante gli studi universitari alla Sorbona di Parigi, Tabucchi conosce le opere di Fernando Pessoa e ne rimane talmente affascinato che, tornato in Italia, frequenta un corso di lingua portoghese per comprendere meglio il poeta. Tabucchi fa molti viaggi in Portogallo, qui conosce Maria Josè de Lancastre, che diventerà poi sua moglie. Laureatosi nel 1969 con una tesi sul “surrealismo in Portogallo” Tabucchi si perfeziona alla Scuola Superiore Normale di Pisa. Tabucchi traduce in italiano molte delle opere di Pessoa, scrive saggi e una commedia teatrale su questo grande scrittore, è legato da un amore viscerale al Portogallo è il maggior conoscitore, critico e traduttore dell’opera dello scrittore Fernando Pessoa, dal quale ha attinto i concetti della saudade, della finzione e degli eteronimi.
Nel 1973 Tabucchi viene chiamato da insegnare lingua e letteratura portoghese all’Università di Bologna, nello stesso anno pubblica Piazza d’Italia per i tipi della Bompiani, si tratta di una storia degli anarchici toscani vista dalla prospettiva dei perdenti sulla scia dei grandi scrittori realisti italiani come Giovanni Verga, Federico De Roberto, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Beppe Fenoglio e il suo contemporaneo Vincenzo Consolo. Nel 1978 Tabucchi viene chiamato ad insegnare all’Università di Genova e pubblica Il piccolo Naviglio cui seguirà Il gioco del rovescio ed altri racconti (Edizioni Il Saggiatore), nel 1983 pubblica per i tipi delle edizioni Sellerio Donna di porto Pim. E’ del 1984 il suo primo romanzo di grande successo: Notturno italiano, dal libro sarà tratto nel 1989 un film per la regia di Alain Corneau, il protagonista è un uomo che cerca di rintracciare un amico scomparso in India, ma in realtà è in cerca della propria identità. Nel 1985 pubblica per la Feltrinelli Piccoli equivoci senza importanza, cui segue, nel 1986, Il filo dell’orizzonte. Parallelamente continua la sua attività di traduttore e saggista, traduce in italiano l’opera omnia di Pessoa al quale dedica saggi e tributi (Requieum, Gli ultimi giorni di Fernando Pessoa), dal 1985 al 1987 Tabucchi dirige l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, nel 1987 pubblica per la Sellerio I volatili del Beato Angelico e Pessoana minima, è premiato in Francia con il Prix Medicis per il miglior romanzo straniero con Notturno indiano. Nel 1988 scrive la commedia I dialoghi mancati (Feltrinelli), nel 1989 il Presidente della Repubblica portoghese gli conferisce l’Ordine Do Infante Dom Herique e nello stesso anno è nominato Chevalier des Artes et des Lettres dal Governo francese. Nel 1990 pubblica Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa (Feltrinelli) e l’anno successivo L’angelo nero (Feltrinelli 1991). Nel 1992 pubblica Sogni di sogni (Sellerio). Nel 1994 arriva il momento della grande fama: Tabucchi pubblica il romanzo Sostiene Pereira vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero (fra i quali vi è il prestigioso Premio Campiello, il Premio Scanno e il Premio Jean Monnet per la letteratura europea). Il protagonista del romanzo diventa il simbolo della difesa della libertà d’informazione per gli oppositori politici di tutti i regimi antidemocratici. Il regista Roberto Faenza trae dal romanzo Sostiene Pereira l’omonimo film con Marcello Mastroianni nel ruolo di Pereira e Daniel Auteuil nella parte del dottor Cardoso. Parlando di romanzo italiano contemporaneo, accanto alla tendenza generalizzata del distacco dell’intellettuale negli anni ’80 e ’90 ci sono autori, non necessariamente politici, che affermano l’impegno sociale e morale della letteratura nella società. Uno di essi è Antonio Tabucchi, che una vecchia diatriba sul ruolo dell’intellettuale contrappone a Umberto Eco. Tabucchi sostiene, infatti, il diritto, di fronte agli eventi allarmanti della società, di prendere posizione e denunciarli, mentre per Umberto Eco l’intellettuale ha il compito di organizzare la conoscenza. Per Tabucchi, fantasia e immaginazione appartengono alla conoscenza, e quindi giusto usarle per esplorare campi in cui c’è mancanza di chiarezza. Secondo questa prospettiva è scritto anche il romanzo La testa perduta di Damasceno Monteiro uscito nel 1997, è la storia vera di un uomo il cui corpo fu trovato in un parco, si scoprì che l’uomo era stato assassinato in una stazione di polizia della Guardia Nazionale Repubblicana nei dintorni di Lisbona. Un fatto di cronaca che ha colpito la sensibilità e l’immaginazione dello scrittore, per portare a termine il romanzo l’autore ha lavorato sui documenti raccolti dagli investigatori che, al consiglio d’Europa, a Strasburgo, tengono sotto controllo il rispetto dei diritti umani e le condizioni di detenzione in Europa. Il romanzo si rivelò profetico quando l’assassino, il sergente Josè Dos Santos, finalmente confessò il delitto, per il quale fu condannato.
Sempre nel 1997 Tabucchi scrive Marconi, se ben mi ricordo per le Edizioni Eri, nel 1998 pubblica L’automobile, la nostalgie e l’infinie e riceve il Premio Nossack. Nel 1999 pubblica Gli Zingari e il Rinascimento (Sipiel) e Ena poukamiso gemato likedes (Una camicia piena di macchie. Conversazioni di A.T. con Anteos Chrysostomidis, Agra, Atene 1999). I dubbi sono come macchie su una camicia bianca, fresca di bucato. La missione di ogni intellettuale e di ogni scrittore è di instillare i dubbi per la perfezione, perché la perfezione genera ideologie, dittatori e idee totalitariste. Nel 2001 pubblica Si sta facendo sempre più tardi, un romanzo epistolare di 17 lettere che celebrano il trionfo della parola che “come messaggi nella bottiglia non hanno destinatario”, sono missive che l’autore ha indirizzato “a un fermo posto sconosciuto”. Nel 2004 pubblica Tristano muore, lungo monologo di un ex partigiano in agonia che raccontando la propria vita ad uno scrittore da lui appositamente convocato (il nome Tristano è un omaggio al personaggio delle Operette morali di Giacomo Leopardi).
Lisbona è la città in cui Tabucchi vive per sei mesi l’anno insieme alla moglie portoghese e ai due figli, Tabucchi passa il resto dell’anno in Toscana, dove insegna Letteratura all’Università di Siena. Scrive per la pagina culturale del CORRIERE DELLA SERA, e del quotidiano spagnolo EL PAIS, collabora anche con la rivista Latinoamerica e con Il fatto quotidiano. Gli ultimi suoi lavori sono L’oca al passo (2006) e Il tempo invecchia in fretta (2009). Il 19 novembre 2009 il quotidiano francese Le Monde pubblica il testo lanciato dall’editore Gallimard per Antonio Tabucchi. “Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi. Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato. Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni. Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.
Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri. Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione. Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.”
Fra i firmatari: Gabriela Adamestenau (scrittrice), Camilla e Valerio Adami (artisti e pittori), Laura Adler (scrittrice e giornalista), Josè Eduardo Agualusa (scrittore), Manuel Alegre (scrittore ed uomo politico), Martin Amis (scrittore), Theo Angelopulos (regista), Homere Aridjis (scrittore e ambasciatore del Messico presso l’Unesco), Andrea Bajani (scrittore), Sebastien Balibar (fisico), Stefano Benni (scrittore), Andrea Camilleri, Vicenzo Consolo, Alain Corneau e Costantin Costa-Gravas (registi), Inge Feltrinelli, Antoine Gallimard, Fernando Savater, l’ex presidente della Repubblica portoghese Mario Soaeres, Nadine Trintignant e il gotha della cultura internazionale.

                                       http://www.youtube.com/watch?v=eV5zhdRxV2s

Nel 2011 Antonio Tabucchi ha pubblicato Racconti con figure. I libri e i saggi di Antonio Tabucchi sono stati tradotti in 18 paesi, compreso il Giappone. II suo libro Sostiene Pereira è stato tradotto in diverse lingue ed è diventato l’emblema dell’informazione libera e dell’opposizione a tutti i regimi autoritari. In tutte le sue opere vi è una la saudade, un mistico ricordo nostalgico e di desiderio inespresso.
Antonio Tabucchi è morto a Lisbona la mattina del 25 marzo 2012. I funerali dello scrittore si terranno giovedì 30 marzo nella sua amata Lisbona.

SOSTIENE PEREIRA

sostiene pereira libroPereira è un giornalista, vedovo, cardiopatico e infelice che cura la pagina culturale del LISBOA, un giornale di tendenza cattolica. Siamo a Lisbona nell’agosto del 1938, la città è oppressa dal regime di Salazar alleato del generale Franco che in Spagna sta combattendo, appoggiato dalle dittature europee, la guerra civile contro i socialisti vincitori delle elezioni. Pereira conduce un’esistenza monotona e solitaria, i recenti fatti politici di cui viene a conoscenza solo per sentito dire, non lo coinvolgono sino al momento in cui entrano nella sua vita il giovane Monteiro Rossi e la sua ragazza Marta. I due giovani sono attivisti antifascisti, Pereira vede nel giovane Monteiro il figlio che non ha mai avuto e nel suo entusiasmo riconosce sé stesso molti anni prima. Il giornalista, nonostante le esitazioni e i dubbi, aiuta Monteiro, dandogli dei soldi e un lavoro al giornale, ma la poesia segreta scopre il giovane nascosto a casa sua e lo uccide. Pereira troverà così il coraggio di denunciare attraverso il giornale l’accadeudo. Il titolo stesso del romanzo riflette la scelta stilistica dell’autore di parlare in terza persona, facendo filtrare gli eventi dal pensiero del protagonista. Tutto ciò che il lettore viene a sapere è quello che il protagonista vuole che sappia. Il filo del racconto corre dunque lungo la crisi di coscienza del protagonista nei confronti della storia. Dall’inizio alla fine l’opera è scandita dalla frase: “sostiene Pereira” che sembra, quasi, l’intercalare di un’arringa difensiva del protagonista davanti a un Tribunale: al lettore non è dato sapere di fronte a quale tribunale Pereira sostiene. O meglio, lo si capirà presto e benissimo: il tribunale della letteratura, meglio ancora, il tribunale del testo letterario. (C.Bertone). Fra gli altri personaggi: Marta (fidanzata di Monteiro Rossi) e il dottor Cardoso.
Sul GAZZETTINO nel settembre 1994 Tabucchi scrive che l’idea del suo romanzo è nata dalla notizia della morte di un giornalista portoghese che aveva conosciuto negli anni ’70 a Parigi, un rifugiato politico, perseguitato nel suo paese perché aveva pubblicato un articolo feroce contro il regime salzarista. Il nome del protagonista, Pereira, in portoghese significa “albero del pero” ed è, come tutti i nomi di alberi da frutto in Portogallo, un cognome di origine ebraica, come in Italia lo sono i nomi di città. “Come questo vuole rendere omaggio a un popolo – dice Tabucchi – che ha lasciato una grande traccia nella civiltà portoghese e che ha subito le grandi ingiustizie della storia”.
Dal romanzo SOSTIENE PEREIRA è stato tratto il film omonimo per la regia di Roberto Faenza, uscito nelle sale cinematografiche nel 1995.
Uscito nel 1994 il libro divenne un cult (è uno dei romanzi italiani che ha venduto un altissimo numero di copie in questi ultimi anni), e aumentò ulteriormente le vendite dopo l’uscita del film, SOSTIENE PEREIRA venne usato impropriamente nel corso della campagna elettorale del 1994 (quella della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi) come inno alla democrazia e alla libertà contro la dittatura. Chi usava tali slogan erano proprio coloro che avevano messo al bando Faenza il quale, pur ideologicamente di sinistra, non è mai stato organico alla sinistra. Nel 2006, alla vigilia della campagna elettorale che registrerà della coalizione di Romano Prodi, lo stesso Faenza così si rivolgeva a Romano Prodi: “chiedo un impegno solenne sulla libertà della cultura e della televisione, dovrebbe sottoscrivere un patto scritta su carta con gli italiani: purtroppo nelle tv pubbliche finora la sinistra si è comportata peggio di Berlusconi”.
sostiene pereiraPertanto un film non contro la destra, non di sinistra, ma contro tutti i totalitarismi. Magistrale l’interpretazione di Marcello Mastroianni, nel ruolo di Pereira, oramai vecchio e ammalato, come il personaggio che interpreta (Mastroianni si spegnerà pochi mesi dopo), nel cast anche Nicoletta Braschi (Marta) e Stefano Dionisi (Monteiro Rossi), stupenda la colonna sonora, A BRUSA DE CORACAO, interpretata da Dulces Ponte. Il film è abbastanza fedele al romanzo, Antonio Tabucchi ha collaborato alla sceneggiatura.
Antonio Tabucchi con il romanzo SOSTIENE PEREIRA ha ben presente le regole del romanzo storico (da quello inglese a quelli dei realisti russi, fino al nostro Alessandro Manzoni), Tabucchi si può definire un intellettuale impegnato come lo erano gli scrittori del Neorealismo che, animati dal desiderio di rinnovamento e di ricostruzione dell’Italia del dopoguerra, denunciavano e raccontavano storie di emarginazione, di resistenza, di deportazione e di prigionia.

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