Milano: una targa in via Londonio 28 nella casa natale di Giorgio Gaber. L’attualità di un brano di Gaber e Simonetta scritto nel 1963: Gli imbroglioni

gaber la notte 2Venerdì 25 gennaio alle ore 18 sarà apposta una targa in via Londonio 28 a Milano nella casa dove il 23 gennaio 1939 nacque Giorgio Gaber. Qui Giorgio visse con il padre, Guido Gaberscik, con la madre Carla Mazzoran ed il fratello maggiore Marcello (nato nel 1936 ,appassionato di jazz, prematuramente scomparso nel 1985). Il padre era un dirigente della Borsalino, in via Londonio Gaber visse dalla nascita fino al 1963 quando poi si trasferì in via Frescobaldi.
Via Londonio è una vecchia strada borghese, a due passi dalla sede della Rai di Corso Sempione, abbastanza vicina al quartiere proletario di Via Canonica e di via Paolo Sarpi, poi Chinatown. Il primo Gaber, molti anni prima del Gaber del teatro canzone ha radici era ugualmente innovatore, in anticipo sui tempi. Iniziò giovanissimo, quando era ancora studente all’Istituto Cattaneo di Milano, ad esercitarsi con la chitarra prendendo anche lezioni prendendo lezioni dal padre, fisarmonicista dilettante, per curarsi il braccio sinistro colpito da paralisi. Giorgio Gaber resterà sempre legato alla chitarra, il suo esordio ufficiale fu il 31 dicembre 1953 in una balera in fondo a viale Certosa proponendo tanghi e canzonette. Nel 1955 Giorgio e il fatello Marcello partecipano alla trasmissione radiofonica Il Gazzettino Padano che va in onda dagli studi di Corso gaber emanuelliSempione: Gaber deve semplicemente attraversare la strada. Dopo essersi diplomato in ragioneria Giorgio si iscrive alla facoltà di economia e commercio dell’Università Bocconi e per mantenersi gli studi si esibisce al Santa Tecla. Il 25 gennaio 1957 nuova partecipazione a Il Gazzettino Padano. Sono gli anni del boom economico, Gaber è un grande appassionato di jazz e di rock and roll. Il 18 maggio 1957 si esibisce con Mina, Little Tony, Adriano Celentano ed altri artisti emergenti al Palazzo del Ghiaccio di Milano al Festival del Rock and Roll, iniziativa organizzata dal quotidiano milanese del pomeriggio Il Corriere Lombardo. Celentano viene accompagnato dal gruppo dei Rocky Boy (di cui fanno parte Jannacci al pianoforte e appunto Gaber alla chitarra), Gaber sfida il molleggiato nell’intepretazione di Ciao ti dirò, un brano firmato da Calabrese e Reverberi, ma in realtà scritto da Luigi Tenco e dallo stesso Giorgio Gaber. Sempre nel 1958 pubblica il suo primo 45 giri con il gruppo dei La Roling Crew, Sea Cruise, e con Enzo Jannacci altri due brani: Come facette mammeta (un classico della canzone napoletana) e Non occupatemi il telefono,, poi è la volta di Bambolina, un rock moderato scritto con Luigi Tenco, colonna sonora del film La verità con Brigitte Bardot. I brani fra il 1958 e il 1960 (come solista, con i Rolling Crew, con I Cavalieri e con Jannacci,) sono: Desidero te (un rock), Rock della solitudine (altro rock moderato) Nairobi, Buonanotte tesoro, Un pò di luna, Oh bella bambolina, Priscilla, Rhum e juke box, la cover di Venus, Dram big, Il cane e la stella, Una fetta di limone. Gaber è comunque ancora il chitarrista di Celentano, ma nel frattempo ha incontrato Umberto Simonetta, suo futuro paroliere. Rodato dai Rock Mountains e dopo avere esordito come cantante solista Gaber una sera riceve un biglietto da Giulio Rapetti, in arte Mogol, che lo invita alla Ricordi, chiamato da Giulio Ricordi ottiene un contratto, sceglie il nome d’arte di Giorgio Gaberscheck, perchè si richiama al nome di un’attrice allora famosa Zsa Zsa Gaber. Il primo disco da solista pubblicato dalla Ricordi contiene quattro brani: ll più famoso è Ciao ti dirò che nel 1958 resta quattro settimane in hit parade, miglor piazzamento al terzo posto. Gaber è ospite della popolare trasmissione televisiva Il Musichiere condotta da Mario Riva.  Gaber è un urlatore convertito talvolta alla delicatezza dell’intimismo sentimentale, come dimostra il brano Non arrossire inciso nel 1960. Sempre nel 1960 vi è un recital con Maria Monti al Teatro Gerolamo di Milano, Il Giorgio e la Maria.
Nel 1961 Gaber partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Maria Monti con il brano Benzina e cerini classificandosi all’ultimo posto, ma L’Espresso intitola: “la sua canzone è arrivata ultima ma per noi è la prima”. Il passaggio televisivo sanremese porta maggiore notorietà a Gaber che decide di darsi al cabaret, si esibisce al Nebbia Club, al Cub 61, al Derby Club. Nel 1962 l’esordio in televisione con il programma Canzoni di mezza sera, dieci puntate con Maria Monti, autore Umberto Simonetta, ospite fisso l’attore americano Thomas Millan, l’indice di gradimento è alto, la carica di simpatia e la straordinaria comunicativa di Gaber piacciono ai telespettatori. Un terzo filone va ad affiancarsi a quello rock e sentimentale: quello milanese, i brani nascono dalla collaborazione con Umberto Simonetta, giovane intellettuale scrittore, irrequieto borghese, che andando sempre con i balordi impara a parlare come loro. Simonetta (di cui mi occuperò in un volume collettaneo) traccia un bozzetto della Milano di fine anni ’50-inizio anni ’60 e scrive con Gaber ballate milanesi memorabili come Porta Romana (ne parlò a lungo Eugenio Montale sul Corriere letterario), La ballata del Cerutti Gino,Trani a gogò, Il Riccardo, La risposta al ragazzo della via Gluck. Nel 1963 Gaber è ancora in televisione con Teatrino all’italiana dedicata agli aspetti folckloristi del nostro Paese e Canzoniere minimo. L’ultima canzone scritta con Umberto Simonetta prima di lasciare la casa natale di Via Londonio è La ballata degli imbroglioni, colonna sonora del film Gli imbroglioni diretto da Lucio Fulci con Raimondo Vianello, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia.
Anche il primo Gaber è in anticipo sui tempi, riascoltandolo il testo de Gli imbroglioni, mi è venuto da sorridere pensando all’assurdità dell’istituzione del reddito di cittadinanza in Italia, conoscendo bene lo spirito della maggioranza degli italiani (sempre pronti a plaudire a profeti demagoghi) e ad aprofittare di qualsiasi situazione per stare a galla, conoscendo “l’arte di arrangiarsi”.

Conosci quel paese
dove fioriscono aranci e limoni
e vivono tranquilli gli imbroglioni.
Si incomincia presto
da bambini imbrogli piccolini
per renderla un poco più bella
si cambiano i voti alla pagella.
A sedici anni il cuore poi si infiamma
di nascosto a babbo e mamma
e si sfogano gli istinti della razza
imbrogliando la prima ragazza.
Gli imbroglioni
Conosci quel paese
dove c’è il sole il mare ci son tanti suoni
e vivono tranquilli gli imbroglioni.
A vent’anni ci si dà da fare
per saltare il militare
con l’imbroglio da un buon fornitore
ti fai dar la laurea da dottore.
A trent’anni c’è la famiglia
e si imbroglia anche la moglie
per tenere in piedi la baracca
c’è il solito sistema della patacca.
Gli imbroglioni
Conosci quel paese
amori ardenti e folli passioni
e…
A quarant’anni esperti del mestiere
si è fatti cavaliere
se non scivoli su bucce di banane
imbrogli il fisco e le dogane.
A cent’anni infine si riposa
dopo una vita laboriosa
e si muore con l’ultimo rimpianto
di non poter imbrogliare il tempo.
Conosci quel paese
dove fioriscono aranci e limoni
e vivono tranquilli gli imbroglioni.

«Qui nacque nel 1939 Giorgio Gaber. Inventore del Teatro – Canzone. La sua opera accompagna vecchie e nuove generazioni sulla strada della libertà di pensiero e dell’onestà intellettuale». Questa la scritta che sarà apposta sulla targa. All’evento, al quale parteciperanno Ombretta Colli, la figlia Dalia e i suoi figli Lorenzo e Luca.

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