Raimondo Vianello

RAIMONDO VIANELLO SANDRA MONDAINI GINO BRAMIERIRaimondo Vianello è nato a Roma il 7 maggio 1922 trascorre la giovinezza a Spalato dove si era trasferito il padre Guido, ammiraglio della Marina militare, si era trasferito. Rientrato a Roma il giovane Raimondo si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e nel 1944 aderisce alla Repubblica Sociale Italiana come  bersagliere. nel 1945 viene arrestato dagli alleati ed è detenuto con altri personaggi famosi nel campo di concentramento di Coltano (Pisa) come il poeta americano Ezra Pound, gli attori Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, Dario Fo; l’olimpionico di marcia Giuseppe Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, l’attore e regista Luciano Salce, e il politico Mirko Tremaglia.   Finita la seconda guerra mondiale Raimondo inizia un’attività sportiva agonistica come atleta e, con il fratello Roberto, diventa dirigente del Centro Nazionale Sportivo Fiamma. Perfetto gentleman inglese nell’aspetto e nei modi, vive le sue caratteristiche fisiche (alto, biondo e di portamento dinoccolato) inizia casualmente la sua carriera di attore nel 1946 quando viene scelto per interpretare il ruolo di un ufficiale americano nella rivista satirica Cantachiaro n.2 di Garinei e Giovannini. Nel 1947 esordisce al cinema ne I DUE ORFANELLI per la regia di Mario Mattoli, nel teatro di rivista recita accanto a Wanda Osirisi n Domani è sempre domenica (1950), a Carlo Dapporto, Gino Bramieri, Ugo Tognazzi con cui farà coppia fissa dal 1951. Dopo la rivista Vianello passa al cinema, come caratterista, e al teatro.  La neonata televisione italiana ne scopre presto le qualità sceniche e comiche e si assicura subito il suo talento: dall’estate del 1954 Vianello è il mattatore misurato, civile, etereo come un nobile decaduto di Un, due, tre, accanto al sanguigno Tognazzi. Il duo comico è indimenticabile protagonista di provocatori e succosi sketch, croce e delizia dei dirigenti della Rai, che hanno finito per punire l’irriverenza dei due “ragazzacci”.  Nel 1959 la trasgressiva ironia dello scivolone del Presidente Gronchi, nell’ambito di una serata in onore di De Gaulle, non ha superato la censura e il programma è stato sospeso di li a poco.  Raimondo ha da poco conosciuto Sandra Mondaini, che sposerà nel 1962. Nel 1964 Vianello interpreta l’episodio Il fornaretto di Venezia in Biblioteca di Studio Uno.   Nel 1967 Vianello compare nel varietà del sabato sera IL TAPPABUCHI in qualità di “valletto” di Corrado, come viene scritto nei titoli di testa e di coda del programma, nel cast c’è anche la moglie Sandra Mondaini. Raimondo Vianello conduce con Jonny Dorelli la fortunata edizione di Canzonissima, che ospita spesso anche Sandra Mondaini. Negli anni ’60 Raimondo continuerà ad esibirsi sul grande schermo, per il quale lavora anche come sceneggiatore.  Raimondo è interprete di diversi sketch pubblicitari di Carosello da solo o con la moglie Sandra Mondaini, fra i prodotti reclamizzati ricordiamo: il brandy Stock 84, gelatina Ideal, materassi a molle Permaflex, detersivo Olà (con Ugo Tognazzi e Gianni Agus), sapone da bucato Persil, dentifricio Chlorodont.

A partire dagli anni ’70 iniziano gli show televisivi con la moglie Sandra Mondaini, il COPERTINA SORRISI 1977 VIANELLO MONDAINIpubblico televisivo ha potuto apprezzare il garbante ed elegante umorismo della coppia in Sai che ti dico? (1972), Tante scuse (1974), Di nuovo tante scuse (1975/76), Noi… no (1977/78), Io e la Befana (1978-79), Sette e mezzo (1980), Stasera niente di nuovo (1981).  Nel 1982 Vianello con la moglie passa alla Fininvest, la loro prima trasmissione targata Canale 5 è Attenti a noi (1982), cui seguiranno Attenti a noi due 2 (1983), Zig zag (dal 1984 al 1986) e  Sandra e Raimondo show (1987).  Nel 1988 Raimondo è il raffinato padrone di casa ne Il gioco dei nove (tre edizioni fino al 1990). Il 17 gennaio 1988 va in onda la prima puntata della sit-com Casa Vianello, eccellente prova della coinvolgente ironia con cui la coppia più amata dagli italiani sa portare in scena i problemi della vita coniugale. Casa Vianello diventa un appuntamento fisso di Canale5, in onda per quasi vent’anni (l’ultima edizione è stata nel 2007, fra gli interpreti anche il nostro Roberto Marelli (nel ruolo di Arturo, l’amico di Raimondo), Giorgia Trasselli nei panni delle “tata” e un altro amico di storiaradiotv, il compianto Gianfranco Cifali.   Nella stagione 1996/97 la sit-com si è trasferita in campagna con 5 episodi di Cascina Vianello ed altri cinque episodi, con Paola Barale, de I misteri di Cascina Vianello, dove la coppia si è cimentata in un’insolita attività di investigazione per scoprire gli autori di delitti e furti sempre in chiave umoristica). Nel 1990, in occasione del decennale di Canale5, Sandra e Raimondo vengono chiamati a condurre BUON COMPLEANNO CANALE 5.

Nel 1990 è la volta di Quel motivetto, dal 1991 al 1999 Vianello è stato conduttore 1987 n.9 Sandra Mondaini e Raimondo Vianellointelligente e signorile di Pressing, settimanale sportivo di Italia1 che ha avuto al suo fianco Antonella Elia.  Il 26 giugno 1996 Raimondo Vianello riceve dal Presidente della Repubblica l’onoreficenza di Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.  Nel 1998 la Rai lo ha chiamato a presentare il festival di Sanremo con le due vallette Eva Herzigova e Vittoria Pivetti, nello stesso anno è stato protagonista con la moglie e Andrea Roncato della serie di Canale5 I misteri di Vianello.  Nel 2004 RAIMONDO VIANELLO SANDRA MONDAINIva in onda Sandra e Raimondo supershow, che omaggia la carriera in Mediaset di Vianello e la Mondaini attraverso filmati ai quali hanno preso parte. Nel 2008 va in onda Crociera Vianello, proprio in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo show, il 10 dicembre 2008, la moglie Sandra (da tempo ammalata e su una sedia a rotelle) annuncia la sua decisione di lasciare il mondo dello spettacolo seguita dal marito.  Nella sua lunga e fortunata carriera Raimondo Vianello è comparso in oltre più di 50 film del genere comici. Raimondo Vianello è morto all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato dal giorno di Pasqua, il 15 aprile 2010.

FILMOGRAFIA

I due orfanelli, regia di Mario Mattoli (1947)

Fifa e arena, regia di Mario Mattoli (1948)

Totò sceicco, regia di Mario Mattoli (1950)

Amor non ho… però… però, regia di Giorgio Bianchi (1951)

Napoleone, regia di Carlo Borghesio (1951)

Lo sai che i papaveri, regia di Marcello Marchesi e Vittorio Metz (1952)

Cinque poveri in automobile, regia di Mario Mattoli (1952)

Noi due soli, regia di Marino Girolami (1952)

Café Chantant, regia di Camillo Mastrocinque (1953)

L’amore in città, episodio “Gli italiani si voltano”, regia di Alberto Lattuada (1953)

Ridere! Ridere! Ridere!, regia di Edoardo Anton (1954)

La moglie è uguale per tutti, regia di Giorgio Simonelli (1955)

Mia nonna poliziotto, regia di Steno (1958)

Marinai, donne e guai, regia di Giorgio Simonelli (1958)

Il nemico di mia moglie, regia di Gianni Puccini e Gabriele Palmieri (1959)

Non perdiamo la testa, regia di Mario Mattoli (1959)

Guardatele ma non toccatele, regia di Mario Mattoli (1959)

La cambiale, regia di Camillo Mastrocinque (1959)

La duchessa di Santa Lucia, regia di Roberto Bianchi Montero (1959)

A noi piace freddo…!, regia di Steno (1960)

Tu che ne dici?, regia di Silvio Amadio (1960)

Le ambiziose, regia di Tony Amendola (1960)

Le olimpiadi dei mariti, regia di Giorgio Bianchi (1960)

Caccia al marito, regia di Marino Girolami (1960)

Il mio amico Jekyll, regia di Marino Girolami (1960)

Il principe fusto, regia di Maurizio Arena (1960)

Noi siamo due evasi, regia di Giorgio Simonelli (1960)

Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1960)

Gli incensurati, regia di Francesco Giaculli (1961)

Sua Eccellenza si fermò a mangiare, regia di Mario Mattoli (1961)

Scandali al mare, regia di Marino Girolami (1961)

Psycosissimo, regia di Steno (1961)

Bellezze sulla spiaggia, regia di Romolo Guerrini (1961)

La ragazza di mille mesi, regia di Steno (1961)

Cacciatori di dote, regia di Mario Amendola (1961)

Gerarchi si muore, regia di Giorgio Simonelli (1961)

I magnifici tre, regia di Giorgio Simonelli (1961)

Pugni, pupe e marinai, regia di Daniele D’Anza (1962)

La ragazza sotto il lenzuolo, regia di Marino Girolami (1961)

Maciste contro Ercole nella valle dei guai, regia di Mario Mattoli (1961)

Il mantenuto, regia di Ugo Tognazzi (1961)

Una domenica d’estate, regia di Giulio Petroni (1962)

Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1962)

Totò diabolicus regia di Steno (1962)

5 marines per 100 ragazze, regia di Mario Mattoli (1962)

I tre nemici, regia di Giorgio Simonelli (1962)

I tromboni di Fra Diavolo, regia di Giorgio Simonelli (1962)

Due contro tutti, regia di Antonio Momplet (1962)

Siamo tutti pomicioni, regia di Marino Girolami (1963)

Vino whisky e acqua salata, regia di Mario Amendola (1963)

La donna degli altri è sempre più bella, regia di Marino Girolami (1963)

Queste pazze pazze donne, regia di Marino Girolami (1963)

Gli imbroglioni, regia di Lucio Fulci (1963)

Follie d’estate, regia di Edoardo Anton e Carlo Infascelli (1963)

Le tardone, regia di Marino Girolami (1964)

I maniaci, regia di Lucio Fulci (1964)

I marziani hanno dodici mani, regia di Castellano e Pipolo (1964)

Amore facile, regia di Gianni Puccini (1964)

I gemelli del Texas regia di Steno (1964)

Le motorizzate, regia di Marino Girolami (1964)

Veneri al sole, regia di Marino Girolami (1965)

Spiaggia libera, regia di Marino Girolami (1965)

Amore all’italiana, regia di Steno (1965)

Oggi, domani, dopodomani, non accreditato, episodio “La moglie bionda”, regia di Luciano Salce (1965)

Letti sbagliati, regia di Steno (1965)

I figli del leopardo regia di Sergio Corbucci (1965)

Gli eroi del West, regia di Steno (1965)

Mi vedrai tornare, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1966)

Veneri in collegio, regia di Marino Girolami (1966)

Sette monaci d’oro, regia di Moraldo Rossi (1966)

Dio, come ti amo!, regia di Miguel Iglesias (1966)

Per qualche dollaro in meno, regia di Mario Mattoli (1966)

Ringo e Gringo contro tutti, regia di Bruno Corbucci (1966)

Il vostro superagente Flit, regia di Mariano Laurenti (1967)

Riderà!, regia di Bruno Corbucci (1967)

Franco, Ciccio e le vedove allegre, regia di Marino Girolami (1967)

Granada addio! regia di Marino Girolami (1967)

Sette volte sette regia di Michele Lupo (1968)

Come sceneggiatore:

Il trapianto, regia di Steno (1970)

Armiamoci e partite!, regia di Nando Cicero (1971)

Il vichingo venuto dal sud, regia di Steno (1971)

Il terrore con gli occhi storti, regia di Steno (1972)

La schiava io ce l’ho e tu no, regia di Giorgio Capitani (1972)

L’uccello migratore, regia di Steno (1972)

L’arbitro, regia di Luigi Filippo D’Amico (1974)

Il domestico, regia di Luigi Filippo D’Amico e Ary Fernandes (1974)

Il gatto mammone, regia di Nando Cicero (1975)

Spogliamoci così, senza pudor, regia di Sergio Martino (1976)

Pane, burro e marmellata, regia di Giorgio Capitani (1977)

Il ficcanaso, regia di Bruno Corbucci (1981)

Fico d’India, regia di Steno (1980)

Sbirulino, regia di Flavio Mogherini (1982)

IL SIGNORE DELLA TV ITALIANA

di  Mariano Sabatini

Raimondo Vianello era l’ironia fatta in persona, capace con una battuta di capovolgere le situazioni. Fu lui a far nascere il personaggio Sgarbi ,ospite da Costanzo, con una domandina istigò il giudizio implacabile del critico contro una preside con ingiustificate velleità poetiche. Si scatenò l’inferno. Ebbi modo di intervistarlo, con Sandra Mondaini, negli anni Novanta. Ebbi la sensazione di un uomo tenerissimo, molto innamorato della moglie e però pudico, non gli piaceva rilevare il suo lato sentimentale. Da lui i divetti del piccolo schermo dovrebbero imparare a prendersi meno sul serio.

METRO 16/4/2010

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